Per i milanisti un altro "Van Basten"

Con Kakà addio amaro a un altro campione

Kakà

di Alessandro Franchetti

E' un po' come riperdere Van Basten. Solo che allora si concluse tutto con una conferenza stampa in cui l'olandese annunciava il ritiro dal calcio, a soli 30 anni, e dopo alcune stagioni passate più in sala operatoria che in campo. Questa volta, invece, l'ultima recita potrebbe andare in scena a San Siro. Per il resto è tutto molto simile - almeno nel cuore dei tifosi rossoneri - e tutto tremendamente doloroso. Già, perché Kakà come Van Basten, per chi ha sfiorato le stagioni in serie B del Milan e vissuto con intensità rinascita e trionfi, è un parallelo naturale e del tutto logico: l'acquisto di un giocatore ancora non di fama mondiale a un prezzo moderato, la sua esplosione e il prematuro addio. Ascesa e discesa, in un amen. Brutte storie, non c'è che dire.

Poi, chiaro, ci sono e si possono trovare molte differenze tra una vicenda e l'altra. Van Basten era una pagina del calcio strappata al calcio e cancellata per sempre. Kakà, almeno ci auguriamo, potrà continuare a riempire capitoli importanti della sua carriera. Le sensazioni, però, che si respirano, sembrano le stesse. Rabbia, impotenza di fronte a un evento incontrollabile - l'infortunio di Van Basten come l'offerta pazzesca del City -, lutto. Sì, lutto, perché in qualche modo Kakà muore per il Milan e per il calcio italiano per sempre. E non ci vuole molto a capire che non ci sarà ritorno: chi mai, in Italia, potrebbe trovare i fondi economici per riportare il brasiliano in serie A? Nessuno, giustamente. Per rivederlo in azione, quindi, toccherà seguire la Premier o, bene che vada (per il City), la Champions. Che non è come perdere Ricky del tutto, ma poco ci manca.

Una cosa tremenda, a pensarci bene, come tremendo sarà vedere Kakà in campo questa sera. Dicono che venerdì Ricardo abbia pianto. Dicono che sia scosso, che questa situazione sia più grande di lui - che pure è grande, maturo, con i piedi ben saldi per terra - e che l'abbia travolto. Dicono, anche, che resti solo più il tempo di dirsi addio, perché tutto in fondo è deciso. E che il Milan, in qualche modo, stia già pensando a come costruire una squadra stellare dopo aver perso la sua stella più luminosa. Dicono, pensano, forse ne sono realmente persuasi, che ogni ciclo possa essere mandato in archivio per lasciare il posto a un ciclo nuovo e più prestigioso. E forse, davvero, hanno ragione a credere che dal sacrificio di Kakà nascerà un Milan migliore. Intanto, aspettando l'ultimo canto oppure soltanto l'atto finale di questa trattativa (lunedì?), Ancelotti, in conferenza stampa, ha detto a denti stretti una frase che non avrebbe mai pensato di dover pronunciare: "Con o senza Kakà, il Milan sarà comunque forte". L'ha detto, ma non lo pensa. Non era mica, fino a una settimana fa, l'unico giocatore insostituibile? Insostituibile come Van Basten. Nel Milan e nei milanisti.

17 gennaio 2009

I VOSTRI COMMENTI

francesco - 03/02/09

kakà sei un giocatore straordinario...lo dico da tifoso juventino....sei un grande, ilmigliore..continua così e diventerai una leggenda del calcio italiano

KIKKA94 - 02/02/09

kaka è proprieta del milan infatti la dimostrato restera sempre un cuore rosso nero e nn è in vendita xke anke lui vuole il milan e noi milanisti voliamo lui. 6 GRANDE KAKA.

Nini Albania - 02/02/09

forza AC MILAN kaka rossnero per sempre kaka capitanodel milan nel 2009-2010...

Riccardo - 01/02/09

Nei caso si dovesse giocare a Londra Brasile Italia, consiglierei ai nostri bravi giocatoridi far finta di giocare, e di lasciare ai brasiliani la "soddisfazione" di battere i campioni del mondo anche per cento a zero. Una buona risposta alle provocazioni di Lula.

gimmi nico - 31/01/09

kaka sei grande

[an error occurred while processing this directive]