Udinese, il piccolo Barça italiano

Palla a terra, talento, gol: che gioco

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Udinese, il piccolo Barça italiano

Sera del 22 settembre 2010: l'Udinese, dopo quattro giornate di campionato, è ultima in classifica con zero punti, due gol fatti e nove subìti. Tra il poker di sconfitte, il 4-0 interno incassato dalla Juventus. Nessuno, in quel momento, avrebbe scommesso un euro sulla proiezione a cinque mesi con la squadra friulana a un solo punto dalla Champions League (sei punti sopra la Juve stessa) e capace di inanellare vittorie e goleade.

I Pozzo, navigatissimi timonieri, hanno saputo aspettare i frutti del lavoro di Guidolin e ora si godono numeri che, abbinati al gioco espresso, promuovono l'Udinese al rango di piccolo Barcellona italiano. Tante le analogie - fatti i dovuti paragoni con la straordinaria corazzata di Guardiola - con i blaugrana: a cominciare dalle cifre dell'anno solare 2011 che raccontano di 7 vittorie e 3 pareggi, di 29 gol fatti (media 2,9 a partita) e 9 subiti, di quattro vittorie consecutive in trasferta (a scalare: Palermo, Cesena, Juventus, Genoa; e la quinta, a S.Siro col Milan, è sfuggita al 93'), di un capocannoniere del campionato, Antonio Di Natale, autore di 21 gol in 26 partite che si aggiungono agli 11 realizzati da Alexis Sanchez e ai 17 del resto della compagnia. La somma dice 49 e corrisponde al miglior attacco del campionato ex-aequo con l'Inter.

Questi i fatti delle tabelle, dei risultati, della matematica. Poi ci sono quelli del campo, che parlano di una formazione fatta di gente non particolarmente possente dal punto di vista fisico, ma molto, molto abile con il pallone tra i piedi, segno che le scelte si fanno ancora basandole sui fondamentali e non sul giro-spalle. E' difficile, se non impossibile, vedere uno in maglia bianconera (dell'Udinese, beninteso) sparar via palla a casaccio, persino dalla difesa. La sfera si gioca, sempre, si cerca di mantenere il possesso palla, di rimanere corti e di cercare il fraseggio breve e di verticalizzare improvvisamente per le punte, veloci e tecnicissime oppure aprire per gli esterni, Isla a destra e Armero a sinistra. Cosa vi ricorda tutto questo? Insieme ad altri punti in comune col Barcellona come l'età media molto bassa (gli unici over 30 tra i titolari sono Domizzi e Di Natale) e una logica di costruzione in casa del talento. Sì, certo, c'è una differenza rappresentata dal fatto che in Catalogna i campioni di Guardiola vengono tutti dal settore giovanile del club, dalla mitica "Masia", mentre l'Udinese, pur in giovanissima età, va a prelevare i gioielli prossimi futuri all'estero. Entrambi i club, però, formano il ragazzo sul lato tecnico e inserendolo in una precisa filosofia di gioco: e per quanto riguarda i friulani, pescare con simile continuità - e da paesi lontani - il prospetto sconosciuto e farne un campione, è merito pari se non superiore all'allevamento del vivaio.

Paragoni, per carità. Di Natale - straordinario - non è David Villa, Sanchez non è Messi, Guidolin non è Guardiola e soprattutto l'Udinese non è e no potrà mai essere il Barcellona. Ma ci prova, e soprattutto dà un segno di qualità e vitalità a un movimento che, basti rileggere risultati e prestazioni delle nostre nelle Coppe europee, è in totale apnea. L'Udinese fa venire voglia di vedere una partita del campionato italiano che non riguardi il tifo personale, e già questo, nel nostro Paese, è un grandissimo risultato. Se poi ne dovessero arrivare altri più concreti e gratificanti per i "furlans", tanto meglio. A proposito: i bookmaker - gente che riceve e distribuisce soldi per mestiere - hanno abbassato bruscamente la quota-scudetto dell'Udinese a 41. Come dire: difficile, non impossibile. Meditate, gente, meditate.

I VOSTRI COMMENTI

gerro15 - 28/02/11

Grande Udinese,se continua così ci darà molte soddisfazioni. Entro a gamba tesa su chi parla di mancata lealtà per il risultato rotondo. Lo può dire solo chi non ha vito la partita ieri, come Ilaria D'Amico e Massimo Mauro ieri a Sky, che per prima domanda lanciano la polemica con Delio Rossi sul presunto mancato rispetto dell'Udinese. Guardate la partita, 0-5 a fine primo tempo, 0-7 al 15' del secondo, da li tutti fermi, fuori Sanchez e Di Natale a centro campo...

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- 28/02/11

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Feroce77 - 28/02/11

Peccato che il paron Pozzo ogni anno ci venda i migliori, altrimenti con tutti quelli che ha venduto avremmo vinto minimo 2 scudetti...eh vabbè...speriamo che almeno Sanchez rimanga un altro anno qua ma mi sa che il Barcellona se lo prende....e vedere una squadra con Messi, Sanchez e Villa sarà veramente uno spettacolo..

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Asco88 - 28/02/11

....il PSV Eindhoven quando ha vinto 10-0...nn pare che ci furono queste lamentele...!!!!!! se si dovevano fermare o no....una squadra gioca la loro partita non considerando il punteggio.....!!!!! interisti e milanisti sempre a lamentarvi...non è che avete paura dell'udinese?????

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matteo82y - 28/02/11

ragazzi leggevo in un precedente commento che arrivati ad un certo risultato sarebbe piu' ooportuno fermarsi.
ma perche'?
sarebbe veramente una cosa stupida xke' se io pago il biglietto per andare allo stadio o l' abbonamento per vedere le partite in tv,vorrei vedere piu' gol pssibili anche un 15 a 0.
magari.....benvengano questi risultati anzi grazie pozzo e grazie udinese per la vostra realta'?
e non dimentichiamo chi spende fior di soldi x le scommmesse..

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aleve1989 - 28/02/11

Complimenti a questa squadra fatta di giocatori velocissimi e dotati di grandissima tecnica. Un bel esempio di come dovrebbe essere il calcio in Italia

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