Roma, Ranieri: "Champions vicina"

"Importantisisme le prosisme due partite,ci servirà l'aiuto del pubblico"

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Il suo ritorno a Roma avviene in un momento delicato per i giallorossi e per questo Claudio Ranieri non usa mezze parole. "Sono sincero, da solo non ce la faccio a portarli in Champions, ma con l'aiuto del pubblico mi sento più sicuro. Con il soffio del pubblico romano tutto può accadere. Saranno importantissime le prossime due partite", ha detto. Alla squadra, invece, chiede di "arare il campo, sprizzare rabbia e determinazione".

"Allenare mi emoziona, e il ritorno a Roma è sempre qualcosa di speciale. L'ambizione è massima, è un momento difficile ma sono pronto a lottare", ha aggiunto. Poi punta il dito contro i giocatori: "Tutti quanti i giocatori devono dare di più perché se stiamo in questa situazione è perché non hanno dato quello che hanno dentro. Le ragioni non mi interessano, i discorsi stanno a zero. Ha pagato Eusebio (Di Francesco, ndr), adesso però devono rispondere loro sul campo. Ci devono far vedere quello che sanno fare e come lo vogliono fare. Adesso ho bisogno di gente che dimostri di voler fare la differenza. Mi serve chi lotta, corre e si aiuta. Chi fa questo, chi si impegna ha più probabilità di giocare a prescindere da nomi, età o ingaggio".

Sulla sua idea di formazione: "Dzeko e Schick devono giocare assieme. Patrik è velocissimo e tecnico, per me è fortissimo, e se si sblocca i tifosi si innamoreranno di lui". Riguardo al suo ritorno alla Roma, poi, Ranieri ha spiegato di non aver sentito Di Francesco. "Capisco l'amarezza per chi viene esonerato, però ho fatto un tifo spaventoso per lui e mi dispiace tantissimo perché è un grande professionista e lavoratore, poi tutti commettono errori. Se ho trattato il prezzo? No, ho perso più quando mi sono dimesso rispetto a quanto guadagnerò adesso. Non importano i soldi, sono tornato qua per la maglia".

Sul suo futuro: "Dove mi vedo dall'1 luglio? Mi vedo adesso qui con voi e domani sera in panchina. Non vado oltre, sono abituato ad andare passo dopo passo. Un'altra società a queste condizioni non l'avrei mai presa, ma se la Roma chiama io devo rispondere sì. Il contratto? Dico solo che ho perso più quando sono andato via che ora che sono tornato. Non sono i soldi quelli che mi hanno fatto venire qua, ma la maglia".

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