Mangia-Sannino, uragani contro

Intervista doppia ai tecnici di Palermo e Siena

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CESARE ZANOTTO

sannino e mangia

Uno ha cinquantaquattro anni, l'altro ne ha trentasette. Stessa grinta, stessa fame, stessa voglia di arrivare. Stessa filosofia di vita. Lavoro e passione, sacrificio e determinazione. Stessa squadra di provenienza, il Varese, dove la stagione scorsa uno (Giuseppe Sannino) è arrivato a un passo dalla promozione, l'altro (Devis Mangia) era campione d'Italia Primavera fino al minuto 94 della finale scudetto. Stesso esordio in Serie A, l'11 settembre, giorno che nel 2001 ha cambiato la storia del mondo e che invece, dieci anni più tardi, ha cambiato la loro, di storia.

Domenica si rincontreranno per Palermo-Siena ma prima, anche se a 1.126 chilometri di distanza, abbiamo voluto metterli di fronte per un'intervista doppia. Ecco cosa ne è uscito.

- Qual è la differenza più grande tra la Serie A e il calcio dilettantistico e di Lega Pro dove, in passato, avete allenato?
Mangia:
"La differenza sta nel margine d'errore: in Serie A, se sbagli, paghi".
Sannino: "La Serie A ha visibilità, ci sono grandi campioni, grandi interessi. Io, però, sono un uomo di campo. E per me, senza tutto questo, sarebbe esattamente uguale alle altre categorie".

- Nelle categorie inferiori è più facile preparare le partite?
Mangia:
"Non esiste la categoria dove è più facile e quella dove è più difficile. Diciamo che è diverso. Ogni categoria ha i suoi problemi: in Eccellenza possono essere gli orari di lavoro, in Serie A ci sono tensioni maggiori".
Sannino: "In Serie A devi essere più cavilloso. Se fai un errore in Lega Pro o in Serie B, magari ti graziano. Qui no".

- Una persona da ringraziare per la chiamata in Serie A
Mangia:
"Sono due: la prima è Mirocle Boggio. Era il direttore generale quando ho allenato il Varese in Eccellenza: i varesini sanno di chi sto parlando. Aveva fiducia in me, mi stimava. E' scomparso presto, quasi subito, all'inizio della mia avventura. E poi Sean Sogliano (direttore sportivo del Palermo, ndr): sono qua grazie al direttore, e non lo dico per paraculaggine o ruffianeria. E' la verità".
Sannino: "Io ringrazio tutti i giocatori che ho avuto. Se sono qui, è per merito loro".

- La squadra di Serie A che non vedete l'ora di affrontare e lo stadio in cui sognate di entrare
Mangia:
"Ogni partita che riesco a fare qui, è un sogno. Avete presente un bambino nel paese dei balocchi? Uguale. Per me è davvero un sogno, la vivo in questo modo".
Sannino: "Non c'è una squadra. Però, per me, essere stato all'Olimpico contro la Roma è stato un evento, dato che avevo visto quello stadio solo alla televisione. Lo stesso accadrà quando andrò a San Siro o al San Paolo".

- La partita della vostra vita
Mangia:
"Spero che sia la prossima, quella che deve arrivare".
Sannino: "Quella che devo fare".

- La partita da dimenticare
Mangia:
"Potrei dirne tante: l'ultima con l'Ivrea (2009, ndr), prima di essere esonerato, oppure la finale del campionato Primavera dello scorso anno. Invece non voglio dimenticarle: ogni partita ti lascia qualcosa, bisogna saper cogliere l'insegnamento che ti dà".
Sannino: "Poteva essere il 5-0 subìto con il Varese, lo scorso anno, a Siena. Nella vita, invece, serve tutto. Non bisogna dimenticare, gli errori ti fanno crescere".

- Qual è l'allenatore a cui vi siete ispirati?
Mangia:
"Arrigo Sacchi. E' l'allenatore che ha cambiato il modo di pensare nel calcio italiano, ha portato idee nuove".
Sannino: "Ho smesso di giocare abbastanza presto (fine anni '80, ndr). E quando ho cominciato ad allenare era l'epoca di Sacchi: all'inizio della mia carriera mi sono ispirato a lui. Ma dico anche Trapattoni e Lippi, perché ho sempre cercato di prendere il meglio da tutti. Adesso mi stuzzicano, molto, le idee di Luis Enrique".

- Entrambi, non a caso, usate il 4-4-2. Ma che cos'è, per voi, il 4-4-2?
Mangia:
"E' uno schema che sento mio, anche se a volte mi è capitato di cambiare: una partita bisogna saperla leggere".
Sannino: "Dei numeri e basta. Quello che conta è tutta la squadra nel suo insieme, il movimento armonioso dei giocatori". 

- La caratteristica che per forza deve avere la vostra squadra
Mangia:
"Lo spirito di sacrificio, l'essere squadra per davvero".
Sannino: "Deve avere fame: mai avere la pancia piena. E poi deve essere umile, ma allo stesso tempo avere la consapevolezza che nulla è irraggiungibile. Al gap tecnico si può sopperire".

- La caratteristica che non deve avere la vostra squadra
Mangia:
"Sentirla parlare troppo con l''Io' piuttosto che con il 'Noi'".
Sannino: "La presunzione, e ricordarsi di quanto fatto in passato".

- Il giocatore più forte che avete allenato (non valgono i giocatori che allenate attualmente)
Mangia:
"Qualcuno della Primavera del Varese dello scorso anno, ma non faccio nomi altrimenti si montano la testa. Dal punto di vista umano, quella, è stata un stagione particolare: eravamo una storia composta da tante storie diverse. 'Non succederà più', ripetevo sempre: probabilmente non mi sbagliavo.
Sannino: "Alessandro Galli. Ha chiuso la carriera lo scorso anno, alla Lucchese. L'ho avuto con me più volte".

- Passiamo a voi due. Che rapporto c'è tra Mangia e Sannino?
Mangia:
"Lo stimo, per la qualità del suo lavoro. Il mio rammarico è che lo scorso anno non abbiamo potuto lavorare a stretto contatto, perché i campi d'allenamento di Prima squadra e Primavera non erano vicini".
Sannino: "E' un rapporto professionale, non ci siamo mai frequentati fuori dal campo. C'è una persona, a cui siamo legati entrambi, che ci unisce: Sean Sogliano".

- Il pregio più grande dell'altro
Mangia:
"La sua competenza. E poi è uno da 'Pane al pane e vino al vino'".
Sannino: "E' un grande professionista e, allo stesso tempo, riesce a essere divertente e simpatico. Ha sempre la battuta pronta".

- Il difetto più grande dell'altro
Mangia
(ridendo): "Non è altissimo, e ha pochi capelli".
Sannino: "Non lo so. Non lo conosco così profondamente per potergli trovare dei difetti".

- Chi è il più vulcanico e passionale tra di voi?
Mangia
(sospirando per l'indecisione): "Eh... è una bella lotta. E' davvero una bella lotta".
Sannino: "Difficile dirlo... facciamo che vinco io per vecchiaia".

- Avete mai litigato?
Mangia:
"Definirlo litigio è troppo: c'è stato qualche battibecco quando io ero a Varese e lui al Lecco, in C2. Ma sono cose che succedono durante la partita, poca roba. A Varese non è mai accaduto nulla".
Sannino: "E' successo qualcosina quando ci siamo incontrati da avversari, niente di particolare. A Varese mai".

- Chi è il più permaloso?
Mangia:
"Io sì, sono permaloso. Non so se lui lo sia".
Sannino: "Io non sono permaloso, puoi anche mandarmi a... se vuoi".

- Chi è più bravo ad allenare?
Mangia:
"Visto che lui avrà risposto 'Mangia', io dico Sannino".
Sannino: "Lui".

- Vi siete sentiti in questi giorni, prima della sfida?
Mangia:
"No, ma magari ci sentiremo nei prossimi giorni. In ogni caso, ci vediamo domenica: non so a lui, ma a me verrà da ridere".
Sannino: "No, non ci siamo sentiti".

- Quale sarà la posizione del Siena al termine della stagione?
Mangia:
"Non lo so, ma sono certo che farà un gran campionato".
Sannino: "Quante ne retrocedono in Serie B?", chiede. "Tre", rispondiamo. "E quante squadre ci sono in Serie A?", chiede ancora. "Venti", rispondiamo. "Ok, allora finiremo al sedicesimo posto, va bene?".

- La posizione del Palermo al termine del campionato
Mangia:
"Boh. Io mi auguro che domenica avremo più punti di quanti ne abbiamo adesso. Vivo partita per partita: so che poi avremo due trasferte difficili (Milan e Roma, ndr), perché me l'hanno detto. Altrimenti nemmeno lo saprei".
Sannino: "Il Palermo, per i giocatori che ha, arriverà sicuramente davanti al Siena".

- Chi vince domenica?
Mangia:
"E' una partita che potrà essere decisa dagli episodi. Certamente sarà una gara intensa, tosta".
Sannino: "Giochiamo in casa loro, sarà difficile. Però, come sempre, a parlare sarà il campo".

- Prima di firmare per il Siena, Sannino è stato molto vicino al Palermo. Poi Zamparini ha preferito Pioli ma, alla fine, a causa di una serie di eventi, su quella panchina ci è finito proprio Mangia. E' stata una beffa?
Mangia:
"Sono stato fortunato. Comunque... meno male che Zamparini non ha preso Sannino, altrimenti io adesso non sarei qui".
Sannino: "Macché beffa. Sono felice per lui, si è trovato al posto giusto nel momento giusto: gli ho fatto i complimenti e gli auguri. E poi Zamparini ha la fama di essere un mangia allenatori, solo che adesso non può più farlo: un Mangia ce l'ha già in casa".

- A proposito di Zamparini. Dopo il successo con l'Inter, il presidente del Palermo ha dichiarato: "Spero che Mangia diventi il nostro Wenger". Lei, Mangia, che cosa ne pensa?
Mangia:
"Wenger? Penso che dopo l'Inter ero Wenger e, dopo la sconfitta con l'Atalanta, ero Oronzo Canà. Tra i due, però, diciamo che preferisco svegliarmi da Wenger... con tutto il rispetto per Lino Banfi".

I VOSTRI COMMENTI

realalebeer - 29/09/11

Da varesotto juventino spero un giorno Sannino possa diventare Allenatore della juve. E come sempre Beppe vai a fanc...! Vecchio grido di battaglia. In bocca al lupo e MANGIAtelo anche...

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Paliermu22 - 29/09/11

Questi sono i veri Allenatori Italiani,allenare in categorie inferiori è importante per arrivare a grandi traguardi.
Forza Palermo,e auguri al siena

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rossodavide85 - 29/09/11

Due grandi allenatori che l'anno scorso ci han fatto vivere la più bella stagione di Varese degli ultimi 30 anni!! Ora godetevi il meritato successo in serie A e magari un giorno tornate a trovarci a Varese.. le favole magari si ripetono.. e con un dolce finale!!

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superpatooo-ibraaa - 29/09/11

complimenti davvero a questi due ottimi allenatori...
è bello vedere che quest anno, grandi e non, abbiano optato tutte per allenatori italiani...anche queste cose possono far bene al rilancio del ns calcio..

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adriano33 - 29/09/11

Due tecnici seri, preparati e con l'umiltà giusta di chi non ha la presunzione di inventare niente nel calcio a differenza di tanti loro illustri colleghi. Il lavoro paga sempre, continuate così e presto arriveranno proposte da piazze importanti. In bocca al lupo Sannino e Mangia.

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dani85 - 29/09/11

da varesotto....2 grandi allenatori e uomini....faranno sicuramente bene...il loro credo calcistico....giù la testa e pedalare!!!!!SanNino...varese non ti dimentica

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rokko110768 - 29/09/11

Due ottimi allenatori, uno giovanissimo che sta facendo grandi cose ed esprimendo un bel calcio. L'altro poco meno giovane ma con margini ulteriori di crescita, capace di far giocare le sue squadre veramente bene.
Due persone molto diverse ma che predicano cose simili, due personaggi che fanno bene al ns calcio.

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Ale-Sere - 29/09/11

MITICI!!!!!!!!!!!

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