Insigne-bis: "Che personalità Roberto"

L'agente: "Restare a Napoli gli farà bene"

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PAOLO MANDARA'

Roberto Insigne, Lapresse

Ventisei minuti per catapultare una famiglia nella storia di Napoli e del Napoli. L'esordio di Roberto Insigne contro il Psv, in Europa League, è stato salutato con entusiasmo dai pochi intimi del San Paolo e da Walter Mazzarri. Era il 21' della ripresa quando l'attaccante, classe '94 e ancora senza patente, faceva il suo ingresso in campo e cominciava a godersi ogni singolo momento come fosse il più intenso della sua vita. Roberto è il fratello d'arte di casa Insigne: Lorenzo, tre anni più grande e finora molto più famoso, è riuscito da poco a prendersi la ribalta.

Sembrano quasi due predestinati, perché "sono napoletani e hanno sempre tifato per questa squadra – racconta l'agente Fabio Andreotti a Sportmediaset.it con un pizzico di commozione –. Esordire al San Paolo, giocare con quella maglia e farlo nello stesso momento storico rappresentava per loro la massima aspirazione". Per ora la gerarchia parla di Lorenzo al primo posto e Roberto al secondo. Per questioni di età e visibilità. Ma la storia potrebbe evolversi rapidamente.

Roberto è già capocannoniere nel campionato Primavera con 12 gol all'attivo. L'esordio in prima squadra è la ciliegina su una prima parte di stagione da non credere: "E' stato emozionante per tutti, soprattutto per il papà (Carmine, ndr) presente in tribuna – spiega Andreotti -. Era accanto a me, gli è scesa qualche lacrima. In quel momento era come se gli stesse nascendo un altro figlio, calcisticamente parlando. Roberto ha approcciato bene, con personalità. Era una partita priva di tensioni, poco sentita, tranne che per lui". 

E il risultato si è visto. Insigne Jr ha subito provato a costruire qualcosa di importante, ha tentato la giocata, si è preso i complimenti dell'allenatore: "Se Lorenzo è geniale, Roberto è uno molto tattico perché partecipa di più all'azione della squadra, sa dove farsi trovare - confessa il manager -. Ma sono entrambi imprevedibili, hanno una qualità impressionante. E poi esordire al San Paolo è un'esperienza che fortifica. Anche Lorenzo mi ha chiamato dopo la partita per dirmi che era felicissimo. I due sono molto legati: non a caso Roberto ha scelto come numero di maglia il 42, il contrario del fratello (che ha il 24, ndr)".

La coppia potrebbe ricomporsi presto in campo. Fra un po' comincia la Coppa Italia - buona occasione per continuare a mettersi in mostra - e difficilmente il Napoli si priverà del bomber Primavera, anche se in prestito: "Visto il tenore del campionato che stanno facendo con la Primavera e considerata la grandezza dello staff tecnico partenopeo, penso che restare a Napoli abbia i suoi vantaggi - analizza Andreotti -. Un prestito? Magari in futuro... Roberto, come il fratello, ha il contratto in scadenza nel 2017 e, ora come ora, il club pensa solo a tenerselo stretto. Anche per Lorenzo c'erano state parecchie richieste: due dall'Inghilterra, una dalla Francia e quattro da importanti club italiani: il Napoli ha sempre detto no".

La forza dei fratelli Insigne, oltre che nelle abilità tecniche e nei gol, sta anche e soprattutto nella testa: "L'umiltà è imprescindibile ed è il più grande valore di questa famiglia. E' la prima cosa che mi viene in mente quando parlo degli Insigne. E poi hanno un profondo legame con Napoli e la sua gente. Penso che la decisione di Mazzarri di concedergli spazio sia un premio al lavoro svolto da Santoro (responsabile del vivaio, ndr) e Bigon con il settore giovanile. E anche per tutti i tifosi: perché vedere un napoletano andare in campo con la maglia del Napoli è sempre una sensazione unica".

L'ESORDIO DI INSIGNE JR

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