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Inzaghi e Gattuso: "Addio Milan"

Pippo ringrazia, Rino si prende un anno

11/05/12

Gattuso e Inzaghi, foto Lapresse

Prima la conferenza di congedo di Nesta, poi la rabbia di Seedorf al passo d'addio col Milan. Nella sede rossonera è tempo di addii e dopo quello del difensore sono stati ufficializzati quelli di Super Pippo Inzaghi e Rino Gattuso. L'attaccante ha voluto ringraziare i tifosi con una lettera apparsa sul sito ufficiale, mentre Gattuso ha salutato tutti in via Turati: "Non c'è spazio per me. Vado via ma ci siamo lasciati bene. E' solo un arrivederci".

La lettera apparsa sul sito ufficiale del Milan ha ufficializzato ciò che da mesi era nell'aria. Le strade di Pippo Inzaghi e il Milan si dividono e il bomber rossonero ha voluto ringraziare i tifosi raccontando tutte le sue emozioni di oltre dieci anni di successi. Nemmeno il tempo però per i tifosi rossoneri di metabolizzare l'addio, seguito con ventiquattro ore di ritardo a quello di Nesta, che un'altra doccia gelida li ha colpiti. Dopo tre ore di colloquio in via Turati, anche Rino Gattuso ha detto addio al Milan. "E’ stato un arrivederci, sto un anno fuori - ha dichiarato il centrocampista -. Ho capito che non era più tempo per me e lascio spazio agli altri. Ci siamo lasciati bene. Fra un anno ci incontreremo per capire se ci sarà la possibilità di collaborare e far parte dello staff. Non ho nulla in ballo. E’ arrivato il momento di dare spazio agli altri. Il Milan ha fatto molto di più di quello che ho fatto io ed è arrivato il momento di mettersi da parte". L'osso duro del Milan di Ancelotti si è sfaldato anche se all'appello manca la decisione riguardante Seedorf. La fine di un ciclo però ora è davvero ufficiale.

LA LETTERA DI INZAGHI

"Tutte le cose che state per leggere saranno sempre seconde, rispetto ad una. La prima e unica cosa che voglio che voi sappiate per sempre è questa: ho giocato e vinto per Noi. Giocare e vincere senza condividere le emozioni è nulla, invece io e voi, noi, abbiamo fatto tutto insieme. Abbiamo sperato, abbiamo sofferto, abbiamo esultato, abbiamo gioito. E abbiamo alzato le coppe e gli scudetti insieme ai nostri cuori. Siamo sempre stati sulla stessa lunghezza d’onda. E questo non ce lo toglierà mai nessuno.

Sapete, cari Milanisti, quando sono arrivato a Milano voi non lo sapevate. Ero in una stanza d’albergo e dovevo uscire il meno possibile, per non dare nell’occhio e per non compromettere quella trattativa di mercato fra la Juventus e il Milan. Le prime settimane, i primi mesi, mi avete studiato, ci siamo guardati.

Poi, ci siamo innamorati. Quella sera contro il Torino. Eravate arrabbiati, le cose in campo non andavano bene, eravate in silenzio. Mi sono tolto le stampelle, ho iniziato il riscaldamento e il vostro ruggito dedicato a me ci ha fatto vincere la partita, ci ha proiettati al preliminare di Champions League e poi alla nostra Finale di Manchester. Questi ricordi, insieme a tutte le persone che mi consolavano ad Anversa nei mesi difficili del 2004 e del 2005 e ai brividi che abbiamo provato insieme il 9 Agosto 2006, il giorno del mio compleanno, contro la Stella Rossa, saranno sempre sul comodino del mio cuore, accanto agli affetti più cari.

Atene. Il calcio ce l’ha regalata per un solo motivo: io e voi, noi, l’abbiamo voluta così fortemente, così intensamente, che non poteva non concedersi. Certo, la realtà è andata oltre i nostri sogni più belli. Due gol, contro il Liverpool, due anni dopo Istanbul, la Settima Champions League. Il destino ci ha riservato quello che non osavamo sperare.

Io oggi voglio ringraziare con affetto e commozione il presidente Berlusconi e Adriano Galliani: la loro elettricità e la loro capacità di emozionarsi per me mi ha reso più forte, mi ha spinto oltre qualsiasi limite. Ma voglio rivolgere un pensiero anche a chi, dalle giovanili a tutte le splendide squadre dove ho giocato nella mia carriera, mi ha aiutato a diventare l’uomo e il calciatore che sono oggi.

Grazie Milan, grazie calcio. Concedetemi di chiamarlo mio il Milan, le persone di via Turati, di Milanello, gli uffici, i centralini, i magazzinieri, i fisioterapisti, i medici, le cucine, lo Stadio, gli addetti, lo spogliatoio. Tutte le persone che mi vedevano arrivare con il maglioncino alla domenica e vibravano già sperando nel mio gol. Ciao Mister Ancelotti, con te ho vinto tutto, ciao ai miei meravigliosi tifosi che mi seguono da tutto il mondo, sempre con affetto e con grande passione, ciao ai miei fantastici compagni di squadra, di oggi e di ieri.

E infine, concedetemelo, grazie, grazie, grazie alla mia famiglia: mamma Marina, papà Giancarlo, Simone e Tommaso. Non sarei arrivato fino a qui senza di voi. Siete la mia forza. Caro il mio Milan, Ti lascio solo perché è la vita, perché è il momento. Lo sai anche Tu.

Ciao a tutti e grazie,

Pippo Inzaghi"

I VOSTRI COMMENTI

ziggy99 - 12/05/12

ci mancherai mattuso specialmente a quelli che insultavi e a quelli che prendevi per la gola.

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zlatan23 - 12/05/12

le emozioni che ci ha regalato superpippo non si possono descrivere..pochi giocatori sono riusciti a trasmettere quello che ha trasmesso lui..non potro' mai dimenticare il 3 a 2 all'ajax all'ultimo..ho la doppietta ad atene..grande pippo unico...stessa cosa per ringhio grandissimo lottatore..nelle partite che contavano di piu' si trasformava..andando sotto la curva ad incitare i tifosi..che carica che dava..unici

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Ilgrandeboom - 12/05/12

Lunga vita al Milan. A qualsiasi Milan, da qui e per sempre.
Grazie Pippo, Altatensione, dinamo di cento sogni e di cento gol. Grazie Rino, vaso di acciaio splendente in mezzo a tanti cocci. Grazie a Nesta, baluardo leggendario.
Il Milan tornerà grande, è il calcio che lo chiede.
LUNGA VITA AL MILAN.

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zlatan23 - 12/05/12

e' ovviamente non dimentichiamoci di clarence seedorf

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zlatan23 - 12/05/12

siete stati grandissimi..non sara' piu' lo stesso senza di voi..dovremmo abituarci la domenica a non vedere piu' ringhio pippo sandro che hanno fatto la storia di questa squadra

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pepcoschi - 12/05/12

da amante del calcio mi dispiace veramente tanto che campioni di questo livello lascino il calcio,ma sopratutto credo che forse sono tra gli ultimi rappresentanti di quella stirpe di calciatori che hanno fatto della loro vita un inseguire di emozioni da condividere con chi il calcio l'ha sempre amato!grazie per quelle emozioni date anche a chi nn tifava per le squadre di appartenenza ma a chi ha gioito per una giocata,per un gol o una chiusura in difesa!

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23031993 - 12/05/12

La professionalità si vede anche in queste situazioni: Nesta, Gattuso, Inzaghi e Seedorf, una pagina di storia del Milan che se ne va. Signori del calcio che hanno capito che non sono attaccati solo "allo stipendio" ma anche a lasciare posto ai giovani. Siete stati e rimarrete grandi nel nostro cuore rossonero.

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