Il Milan di Dinho affonda: 0-2

Ibra in panca, Ajax padrone a San Siro

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Il Milan di Dinho affonda: 0-2

Un Milan privo di stimoli e particolarmente in sofferenza per l'assenza in attacco di Ibrahimovic chiude il girone di Champions League perdendo 2-0 a San Siro con l'Ajax. La squadra olandese ha meritato il successo in virtù di una superiorità di gioco e dinamica espressa almeno nei primi 70' e concretizzata con i gol nella ripresa di De Zeeuw (57') e Alderwiereld (66'). I rossoneri reagiscono solo dopo l'ingresso di Ibra, ma non trovano il gol.

LA PARTITA
Alla vigilia, Max Allegri aveva assicurato che, in caso di sconfitta, gli sarebbero "girate le scatole" a dispetto di un risultato assolutamente ininfluente su presente e immediato futuro rossonero. In realtà, si potrebbe sospettare che il tecnico, sotto sotto, possa trovare due piccole vittorie dentro il brutto rovescio interno con l'Ajax, tra l'altro avvenuto di fronte a un pubblico numeroso considerando la stagione e l'assenza di posta in palio. La prima è che il tecnico ha indirettamente spiegato ai fedelissimi di Ronaldinho il perché di un accantonamento ormai costante dall'undici titolare tramite la performance -soprattutto a livello fisico -dello stesso brasiliano; la seconda, è che si è visto come un raffreddore di Ibrahimovic potrebbe costare carissimo al Milan, ai suoi meccanismi ormai oliati e funzionanti almeno in campionato: l'idea di prendere una prima punta di livello a gennaio deve evolvere a necessità vera e propria.

Accoppiata Ronaldinho-Robinho in avanti, con Seedorf chiamato al doppio ruolo di trequartista e primo incursore alle spalle dell'atipica coppia. Scelta più o meno obbligata, per carità. Ma il campo, nel primo tempo, dà ragione al partito dei perplessi, perché visto che è Binho a giocare da seconda punta, ad allargarsi e arretrare a ricevere palla, a Dinho tocca fare davvero recitare da Ibrahimovic. L'esito dell'esperimento è semi-disastroso: il Gaucho patisce la fisicità dei difensori e la sua mobilità pressoché nulla favorisce ancora di più l'aggressività del giovane Ajax di De Boer. Specie nella prima fase del match, Ronaldinho va a cercare quasi calamitato l'amata mattonella di sinistra, rimane largo o arretra per svolgere il suo vecchio ruolo di suggeritore. Ne consegue che il Milan proponga un nuovo schema, il 4-3-1-2-0, con due esterni d'attacco e zero centravanti in servizio. Stenti collocati in un match in cui l'Ajax la fa da padrone. I Lancieri pressano il trio di centrocampo rossonero e impediscono che Flamini (botta al ginocchio, fuori al 25', entra Boateng), Pirlo e Ambrosini possano dare man forte con i loro inserimenti all'anemico attacco.

Finisce così che il miglior milanista in campo si riveli Amelia, che si fa trovare pronto dopo le tante panchine di campionato e Coppa: bravo, l'ex-genoano, su Sulejmani e due volte su Eriksen, sicuramente il prossimo gioiellino da mettere nella vetrina della prestigiosa boutique Ajax. Portiere rossonero sugli scudi anche a inizio ripresa, quando Allegri pensa di invertire Seedorf e Boateng assegnando al ghanese il posto alle spalle di Dinho & Binho: mentre il Milan si sta ancora rimettendo in campo, l'Ajax morde a caccia del gol, si vede negare dal guardalinee - giustamente - un rigore che l'arbitro aveva invece concesso per un tuffo di Sulejmani su uscita di Amelia, reattivo anche in mischia un solo minuto dopo. Due guanti, però, non possono chiudere buchi che assumono i contorni della voragine a causa di due siluri, scagliati da fuori area dal centrocampista De Zeeuw e dal difensore Alderwiereld: non proprio due fini dicitori, ma liberi, liberissimi di scagliare la botta senza la minima opposizione. Questo per dire che anche in mediana, reparto assai elogiato nel contesto del "nuovo" Milan, la serata è stata interpretata con grande fiacchezza.

Proprio un attimo prima dello 0-2, Allegri ha incaricato Ibrahimovic di scuotere i compagni tornata piccola piccola senza di lui. Ibra si piazza al centro e consente a Ronaldinho, teoricamente, di riprendersi la solita posizione larga a sinistra: i fatti del campo dicono che Stekelenburg comincia, con ritardo, a lavorare sulle zampate milaniste scagliate o innescate dallo svedese. Gli ultimi minuti, oltre a sancire la fine della serie positiva rossonera cominciata dopo l'1-2 di S.Siro con la Juventus, non fanno che sottolineare il cambio della guardia avvenuto in campo e sugli spalti: applausi ai tentativi di spallata portata da Ibrahimovic, fischi a Dinho e al suo fiatone, all'affanno e al nervosismo, al disagio che gli fa sbagliare gli ultimi tocchi. Il sorriso più famoso del calcio, a differenza del suo proprietario, è sparito, è già uscito dal campo. Chissà quando tornerà.

LE PAGELLE

Ronaldinho 5
Ha un alibi grosso così ed è il fatto di giocare palesemente fuori ruolo. Dopo 25-30 minuti ai confini del patetico ha almeno una scossa d'orgoglio e comincia perlomeno a cercare la porta e qualche giocata delle sue. Nella ripresa viene letteralmente soverchiato e Allegri, impietosito, inserisce Ibrahimovic per rimetterlo nel suo abituale monolocale sulla fascia sinistra. Ma il ricciolino è ormai già fuori dalla porta: di quella della partita, sicuramente, forse anche da quella del Milan.

Amelia 7 Il portiere di riserva ideale per Allegri: bravo, di sicuro curriculum, capace di fare passare totalmente inosservata l'assenza del titolare Abbiati. Bene sia tra i pali che in uscita, da applausi l'intervento su un tiro di Eriksen nel primo tempo destinato all'angolo alto

Robinho 5,5 Corre il triplo dell'amico Dinho (non ci vuole molto), ma in compenso lo fa nella direzione sbagliata, visto che finisce non meno di 7 volte in fuorigioco. La sensazione è che nonostante balletti, sambe, abbracci e tuca-tuca col numero 80, quando ha la palla e alza la testa cerchi uno alto e brutto col nasone: arriva solo al 65', e si vede.

Pirlo 5 I celebratissimi tre tenori del centrocampo rossonero, chiave della metamorfosi in campionato, a questo giro steccano di brutto, e tornano i tre scricchiolanti "matusa" delle ultime stagioni. Il peggiore del gruppetto è Andrea da Brescia: quando lo si vede svirgolare in fallo laterale una conclusione dal limite significa che la bandiera bianca è idealmente issata su San Siro.

Eriksen 7,5 Se le squadre italiane avessero un trequartista di quantita e qualità come questo 18enne danese, magari si vedrebbe un Milan più in difficoltà. Scatta e cuce, dà bene la palla e crea superiorità numerica, per i tiri in porta chiedere ad Amelia. Se le suddette squadre si muovono velocemente bene, se no tra poco ce lo gusteremo in qualche Arsenal, in qualche Manchester United.


ANDREA SARONNI

IL TABELLINO

MILAN-AJAX 0-2

MILAN (4-3-1-2):
Amelia 7; Bonera 5,5, Thiago Silva 6, Yepes 6, Antonini 5; Flamini sv (26' Boateng 5,5), Pirlo 5, Ambrosini 5 (18' st Ibrahimovic 6,5); Seedorf 5,5; Ronaldinho 5, Robinho 5,5 (31' st Merkel 6). A disp: Roma, Abate, Sokratis, Strasser. All. Allegri
AJAX (4-3-3): Stekelenburg 6; Van der Wiel 7, Vertonghen 6, Alderweireld 7, Emanuelson 6,5; Enoh 6, Eriksen 7,5, De Zeeuw 7 (36' st Lindgren sv); Sulejmani 6,5, De Jong 6 (39' st El Hamdaoui sv), Suarez 6,5. A disp.: Verhoeven, Anita, Oleguer, Oojier, Taino. All. De Boer

Marcatori: 12' st De Zeeuw (A); 22' st Alderweireld (A)

Arbitro: Bo Larsson

Ammoniti: Suarez (A), Sulejmani (A)