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Maldini, un addio al veleno

Ultras rossoneri contro il capitano

24/05/09

Maldini in campo con i figli

Si aspettava un giorno diverso, Paolo Maldini: invece la sua ultima a S.Siro è corrisposta con un k.o. pesante e, soprattutto, con cori e striscioni degli ultras rossoneri fatti di parole non tenere: "Franco Baresi, c'è solo Franco Baresi", ha intonato la curva inneggiando al predecessore accompagnando con una scritta recitante "Sentiti ringraziamenti da chi hai definito mercenari e pezzenti'. La risposta: "Orgoglioso di non essere uno di loro".

Nonostante il resto dello stadio (oltre 70mila i presenti per il match d'addio) fosse tutto in piedi ad applaudire e acclamarlo, Maldini è apparso sorpreso e si è visibilmente innervosito per l'accaduto. Prima ha mostrato il pollice alzato, in segno di ironica approvazione, verso i contestatori, apostrofati anche con un "figli di..." colto dalle telecamere. Quindi si è lasciato scappare un gestaccio. Infine, una volta completato frettolosamente il giro d'onore, ha rifiutato sia il trionfo che gli volevano tributare i compagni, sia la prosecuzione del cerimoniale che prevedeva la consegna sul campo di gioco di un piatto d'argento da parte di Silvio Berlusconi. Leonardo ha provato a convincere il numero 3, che non ha voluto sentire ragioni: un ultimo saluto a tre dei quattro lati dello stadio, e via di corsa negli spogliatoi, accompagnato da un Ancelotti ancora più rabbuiato di lui.

Attonito, in tribuna, tutto l'entourage di Maldini, accompagnato all'entrata in campo dai figli Christian e Daniel. La moglie Adriana, presente a bordo campo insieme a tutta la "tribù" di amici e parenti, e il padre Cesare, visibilmente emozionato all'inizio del match, non l'hanno presa bene. Persino i giocatori della Roma erano scesi sul terreno di gioco con una maglia-omaggio al grande avversario ("Grazie Paolo -si leggeva- grande capitano"). E alla fine, lo sfregio è venuto proprio dai presunti "pretoriani" del tifo milanista. All'origine del tutto, secondo i bene informati delle vicende curvaiole, antiche ruggini risalenti alla finale di Istanbul col Liverpool e i gesti di risposta che, in un paio di occasioni, Maldini ha rivolto in occasione di contestazioni alla squadra. Sufficienti, per qualcuno, a mettere in un angolo 25 anni di strada insieme.

IL CAPO DEI TIFOSI : "NON ERA UNA CONTESTAZIONE"
Giancarlo Capelli
, rappresentante della Curva Sud, è intervenuto a Controcampo per specificare quanto è successo a San Siro: "Non si trattava di una contestazione - ha detto Capelli- era soltanto una precisazione per fargli capire come la pensavamo su alcune sue affermazioni e comportamenti negli anni passati. Nel giro di campo, poi, ci sono stati episodi non belli, ma in ogni caso non era una contestazione verso di lui". Parole che lasciano intendere che la polemica era più nei confronti della società. E così la tifoseria tende la mano a Maldini in segno di pace.  Ora la parola spetta al capitano.

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