Amauri: “Io, clandestino in Italia"

L'intervista allla Tribù del Calcio

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Amauri, LaPresse

In programma per venerdì 13 aprile alla “Tribù del Calcio” (Premium Calcio, canale 370, ore 23), l'intervista esclusiva e dai contenuti forti ad Amauri, il centravanti della Fiorentina che con il suo gol a San Siro con il Milan potrebbe aver deciso, a favore della Juventus (il suo ex club), le sorti di questo campionato. Intervistato da Cristiano Puccetti, Amauri ha raccontato tutto della sua vita e della sua complicata carriera di calciatore. 

“Nella vita – racconta Amauri - ho lavorato come muratore. Non mi vergogno a dirlo perché questo mi consentiva di guadagnare i soldi per aiutare la mia famiglia. Ho lavorato in un supermercato, in una fabbrica di carbonella e nel settore metallurgico. Ho fatto di tutto e nel frattempo riuscivo a fare qualche provino e ad allenarmi. Tante volte però arrivavo stanco, con tanti pensieri e non riuscivo ad esprimermi al meglio. Qualcuno però mi notò e mi portò a fare un provino nel Santa Catarina, un club di serie B che si trovava a dieci ore da San Paolo. Iniziai a segnare con continuità e a gennaio mi inserirono in una rappresentativa che partecipava al torneo di Viareggio. Venni in Italia, ma le squadre italiane non mi potevano tesserare. Così finii in Svizzera, al Bellinzona, in serie B: poi, all’inizio della stagione successiva, l’allenatore mi disse che per me non c’era più spazio. Che faccio? Dove vado? Di colpo mi ritrovavo da solo”.

“Mi spedirono in Belgio a fare un provino ma in pratica rimasi prigioniero in un albergo una settimana. Così tornai in Italia ed andai a Torino, dove per due mesi – ed è la verità - ho vissuto praticamente da clandestino. Non avevo il biglietto di ritorno per il Brasile e tutte le mie speranze erano svanite nel nulla. Un giorno mi chiamò Grimaldi, che poi sarebbe diventato il mio procuratore, e mi disse di prendere il primo treno per Napoli. Iniziai giocare con la Primavera e dopo un po’ venni aggregato alla prima squadra. Ci trovai Edmundo, che era il mio idolo dell’infanzia, e da quel giorno iniziai a vedere un po’ di luce”.

La Tribù propone anche un’intervista ad Albertino Bigon, l’allenatore che regalò al Napoli il secondo scudetto e che dopo tante vicissitudini ha lasciato il calcio e lavora oggi, con la moglie, in un bad & breakfast in provincia di Padova. Un ritratto di Luca Taglialatela, 16enne portiere dell’Aenaria Lacco Ameno e figlio d’arte (il papà, Pino, è stato a lungo portiere del Napoli); la rivisitazione di un’emozionante finale di Champions; e per finire i cartoon del calcio, altra esclusiva della Tribù, con fari puntati sul Milan agitato per il sorpasso juventino e sull’Inter che torna incredibilmente a sognare la Champions.

I VOSTRI COMMENTI

antony1982 - 17/04/12

ma quale ricatto? mi sembra che Amauri sia stato profumatamente pagato dalla juve in questi mesi. Gli è stato chiaramente detto di non rientrare più nei piani della società, poi stava a lui scegliere di andare a continuare a fare il calciatore, o se rimanere a marcire in tribuna "pagato".

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DeusExMachina - 13/04/12

Capisco tutta la fatica che ha avuto durante la sua crescita calcistica, ma lui ha percepito un contratto milionario senza dover giocare un minuto per un anno intero. E' come se il mio datore di lavoro mi dicesse "guarda non venire a lavorare, però continuerai a percepire lo stipendio". Troppo comodo !!! Lui poteva continuare a giocare altrove come a Marsiglia, alla quale gli hanno proposto comunque un contratto milionario.

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ReJoffyJoffer - 13/04/12

sport3d
sì ma se non segni per due anni ci sta che puntino su qualcun altro,se tu vuoi stare lì a prenderti i soldi di UNA PASSATA DIRIGENZA visto che non è chi c'è ora che gli ha fatto 5 anni di contratto allora cambia un bel po'.Loro lo hanno sempre pagato e lui ha fatto due gol in due stagioni in pratica rifiutando il marsiglia che gli faceva 3 anni di contratto giocava la champions e gli dava il posto da titolare.Non mi fa nessuna pena.E' diverso da come dici.

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