Super Del Piero, magia da scudetto

La Juve supera nel finale la Lazio: 2-1

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MASSIMILIANO CRISTINA

Pepe, foto Lapresse

Una punizione furba, beffarda, decisiva e terribilmente importante. Arriva così il gol vittoria della Juventus nel 2-1 alla Lazio che vuol dire controsorpasso in vetta alla classifica al Milan. A calciarla, con la complicità di un Marchetti ottimo fino a quel momento, è Del Piero (82') che mette un timbro d'autore alla corsa scudetto. In precedenza la rete di Pepe (29') era stata pareggiata da Mauri (45') nell'unico tiro in porta biancoceleste.

LA PARTITA

Una punizione, una linguaccia, un'immagine che riassume tutto l'orgoglio bianconero e la juventinità. Nella partita più importante della stagione è ancora una volta Del Piero, alla 700esima presenza in maglia Juve, a prendere per mano la squadra e trascinarla oltre l'ostacolo che allo Stadium avevo preso forme e sembianze della Lazio di Reja. I biancocelesti, bravi e fortunati a trovare il gol con Mauri nell'unica volta in cui hanno incrociato lo sguardo di Buffon, nel secondo tempo avevano retto l'urto anche grazie a un super Marchetti che però ha ceduto sulla palla inattiva del monumento bianconero vanificando, con un brutto errore, quanto di buono costruito. Poco male perché i bianconeri la vittoria l'avevano legittimata per tutti i novanta minuti, tanto per cambiare, a suon di occasione fallite da Quagliarella e Vucinic.

Il rullo compressore bianconero però ha iniziato a macinare chilometri dal decimo secondo col primo corner conquistato all'arrembaggio. Un primo tempo a ritmi inconcepibili per essere a metà aprile e considerando che nel corso di nove mesi raramente si sono abbassati. La Lazio, come buona parte delle squadre affrontate quest'anno e complice anche la piena emergenza, è stata costretta a rintanarsi a difesa della propria area di rigore col risultato di una partita monotematica con un solo biancoceleste sopra le righe: Federico Marchetti. Il portiere para in tutti i modi possibili, anche di faccia, su Quagliarella (9') e Pepe (28'), si ripete su Vidal (31') e ancora su Quagliarella (33'). Quando non può ci pensa Diakitè a immolarsi per la causa su Vucinic (38'), ma tutta la Lazio è costretta a capitolare quando Andrea Pirlo illumina lo Stadium e consente a Pepe (29') di stoppare in area e infilare la porta della Lazio in torsione volante. L'1-0 stordisce i biancocelesti che barcollano ma non cascano e anzi, a sorpresa, trovano il pareggio con Mauri a pochi secondi dell'intervallo che interrompe a 568' i minuti di imbattibilità di Buffon. Il trequartista si fa trovare pronto in area di rigore su cross di Scaloni infilando l'incrocio di testa nell'unica vera palla-gol creata nell'arco di tutti i novantotto minuti.

La ripresa infatti, seppur a ritmi leggermente inferiori, è il solito monologo bianconero. Reja abbassa Mauri e gli esterni passando al centrocampo a cinque mentre Conte cambia in corsa l'attacco inserendo Matri e - soprattutto - il match winner Del Piero. Il capitano scalda i guanti a Marchetti dopo una mezz'ora tutto sommato tranquilla per il portiere, illumina Lichtsteiner in un'apertura alla Pirlo, ma soprattutto sbanca il jackpot trovando la punizione perfetta a otto minuti dal termine infilando Marchetti sul suo palo e approfittando dello spostamento anticipato dell'ex portiere della Nazionale. Due a uno e Milan rispedito a -1 in classifica con tutte le paure del caso. Mancano sei giornate e forse non è un caso che il controsorpasso al Milan di Allegri in vetta alla classifica porti il nome della bandiera silenziosa di questa squadra, capace - senza fare mai polemiche - di prendersi soddisfazioni enormi in una stagione passata più a scaldare panchine che in campo. E' lui l'arma in più in questo finale bollente e la sua esperienza potrebbe marcare la differenza. Con o senza rinnovo - quello fa storia a sé - il presente della Juventus ha ancora lo stesso nome: Alex Del Piero, numero 10. Se Scudetto sarà, da stasera più che mai, il suo autografo sarà inciso a caratteri dorati nella lunga cavalcata. Intanto la Juventus si gode i suoi record. L'imbattibilità di 32 partite è un'esclusiva dei bianconeri da quando esistono i tre punti a vittoria (1994/95) e nei gironi a 20/21 squadre. Chapeau.

LA CRONACA MINUTO PER MINUTO 

LE PAGELLE

Del Piero 7,5 - La linguaccia di stasera farebbe invidia a quella dei Rolling Stones. Una furbata pazzesca, un'intuizione geniale inferiore per bellezza solo all'importanza della rete. Se il cammino non si interromperà in molti ricorderanno per anni la punizione del 2-1. Non poteva bagnare meglio di così la 700esima partita con la maglia della Juventus.

Mauri 6,5 - Una palla giocabile, un gol. Il suo lo fa al meglio in una partita di costante sacrificio in copertura. Esce stremato ma se la Lazio esce senza punti di certo non è colpa sua.

Vucinic 5,5 - In un momento euforico come quello bianconero solo le sue giocate un po' così, senza quella ferocia tanto cara a Conte, possono far mugugnare un intero stadio. Il montenegrino ce la fa e il tecnico lo toglie per cambiare marcia.

Ledesma 5 - Doveva prendere in mano la squadra dettando tempi e spazi. Non tiene un pallone che sia uno, non riuscendo a giocare con la tecnica che gli appartiene. E' forse il primo a essere travolto dal centrocampo bianconero.

Pirlo 7 - Pur meno continuo del solito è stato capace di inventare il primo gol e mettere in condizione i compagni spreconi di farne almeno un altro paio. Tu corri, lui te la dà.

Marchetti 7,5 - Il calcio è impietoso. In giro per il mondo chi guarderà solo i gol di questo match lo timbrerà come il "portiere dell'errore sulla punizione di Del Piero". Questo è sport è bello anche per questo e il portiere, ancora più degli altri, non può sbagliare. Certo è che senza le sue parate staremmo parlando probabilmente dell'imbarcata della Lazio a Torino.

IL TABELLINO

JUVENTUS-LAZIO 2-1
Juventus (4-3-3)
: Buffon 6; Lichtsteiner 6,5, Barzagli 6, Bonucci 6, Chiellini 6,5; Vidal 6 (35' st Giaccherini sv), Pirlo 7, Marchisio 6; Pepe 7 (27' st Matri 6), Quagliarella 6,5, Vucinic 5,5 (27' st Del Piero 7,5). A disp.: Storari, Caceres, De Ceglie, Borriello. All.: Conte 6,5.
Lazio (4-2-3-1): Marchetti 7,5; Scaloni 6,5, Diakitè 6,5, Biava 6, Garrido 5,5; Cana 5,5, Ledesma 5; Gonzalez 5,5 (36' st Brocchi sv), Mauri 6,5 (27' st Hernanes 5,5), Candreva 5; Rocchi 5,5 (29' st Kozak 5). A disp.: Bizzarri, Zauri, Matuzalem, Alfaro. All.: Reja 5,5.
Arbitro: Damato
Marcatori: 29' Pepe (J), 45' Mauri (L), 37' st Del Piero (J)
Ammoniti: Lichtsteiner, Chiellini, Quagliarella (J); Diakitè, Biava, Mauri, Kozak, Ledesma (L)
Espulsi: 45' st Reja (L) per proteste, 47' st Kozak (L) per somma di ammonizioni

I VOSTRI COMMENTI

solojuve - 21/04/12

ALFONSOCAMPANO sparito.....
probabilmente è impegnato a rileggersi le regole del gioco.....
e forse anche a tradurre DURA LEX/SED LEX....

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MARALE2007 - 13/04/12

alfonsocampano l'infrazione di Emanuelson che crossa in area juventina il pallone del gol fantasma di Muntari è quella di essere uscito dal terreno di gioco senza il consenso dell'arbitro ed esserci poi rientrato alla stessa maniera per così effettuare il cross. A norma di regolamento(DURA LEX,SED LEX)l'arbitro doveva fermare* l'azione ammonire Emanuelson e assegnare un calcio di punizione indiretto.Vedi pag 142,regola 12 Regolamento del giuoco del calcio,punto 34 Guida pratica a.i.a. in rete.

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grentruy - 13/04/12

Una punizione furba lo dice pure il titolo beffarda alla juventina con la collaborazione di chi dirige la partita.

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grentruy - 13/04/12

Alexclaudio che ti sei comprato il manuale del fai da te...

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grentruy - 13/04/12

Inutile parlare ora la punizione c'era ed e stata battuta da furbi con la barriera della Lazio completamente aperta per il tiro di del Piero pure io la facevo quella punizione ,cmq era da ribattere con il gol annullato e non mi dite che non e vero guardatevi pure la partita juventini poi parlate capitooooooo.

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alfonsocampano - 13/04/12

Dov'è l'infrazione di Emanuelson, scusate? Ah, forse ho capito: quando Robinho ha toccato il pallone, Emanuelson avrebbe dovuto crossare di destro, anzichè di sinistro e avrebbe dovuto stoppare la palla, fare una piroetta e poi crossare... Ah, ecco svelato l'arcano... Magari, forse, avrebbe dovuto anche darsi una pettinata, già che c'era...

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