Amauri incorna il Milan all'89'

La Fiorentina vince in rimonta: 2-1

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PAOLO MANDARA'

Il fallo da rigore su Maxi Lopez, Lapresse

Il Milan crolla e la lotta scudetto si riapre. La Fiorentina sorprende i rossoneri a domicilio e li infilza nel finale: 2-1. L'avvio lento della squadra di Allegri è addolcito da un rigore concesso per un fallo su Maxi Lopez: Ibra è infallibile e sblocca al 31'. In avvio di ripresa Jovetic trova subito il pari (2') su assist di De Silvestri. Entra Cassano ma il Milan non sfonda. E al 44' arriva la doccia fredda: il favore alla Juve è targato Amauri.

LA PARTITA

L'ex juventino meno juventino di tutti, Amauri Carvalho de Oliveira, confeziona - con il primo gol in maglia viola - un immenso dono pasquale alla sua ex squadra. E, in un pomeriggio anomalo, in cui il Milan si specchia troppo nelle fatiche del 'Camp Nou', riapre la lotta scudetto. Una botta al cerchio e una alla botte, dato che la Fiorentina, inguaiata a lungo dalla vittoria extralarge del Lecce sulla Roma, ringrazia il suo centravanti e allontana per una domenica i patemi della lotta salvezza. Il Milan, in tutto questo, non può che allibirsi di fronte al disarmo della sua retroguardia. Evidenziando alcune delle pecche che a Barcellona sembravano falle immense, scavate però dal blasone e dalla forza del club migliore al mondo. Invece, anche la timida Viola di Delio Rossi, giunta a San Siro in punta di piedi e proiettata a sfide più accessibili, imbottiglia i rossoneri con una impeccabile organizzazione di gioco e con un ardore agonistico mai visto prima.

Lo fa senza alcuni dei pezzi migliori (Cassani e Vargas sono le ultime vittime di una settimana tribolatissima), ma con una disinvoltura da far invidia ai colleghi più titolati. Il Milan parte piano, troppo piano, e non riesce a creare superiorità in fase offensiva. Davanti, inoltre, ci si arriva pochino. Demerito di un centrocampo poco folto e subito condizionato dall'ammonizione di Ambrosini e di un attacco legato indissolubilmente al movimento di Ibra, che si esula dall'area di rigore per far spazio a Maxi Lopez. L'argentino, da par suo, non demerita: lotta, intuisce, qualche volta tira. Ma la prima vera conclusione del Diavolo, stavolta senza forcone, arriva al 18' ed è opera di Ibra su punizione: Boruc respinge e Muntari sbaglia da due passi. Poi entra in scena Celi, fin troppo magnanimo nella concessione di un rigore (trattenuta reciproca fra Nastasic e Maxi Lopez) che manda Ibra ad arricchire il suo score: i gol stagionali diventano 30. Il Milan ci prova sulla scia del vantaggio, ma il palo respinge una botta terrificante di Maxi Lopez. Prima e dopo, però, Ljajic e Jovetic, giocatore immenso, fanno correre i brividi lungo la schiena di Abbiati.

Il Milan barcolla ma non molla. Ma anche il proverbio viene meno: al 2' della ripresa la difesa di Allegri si apre come il Mar Rosso di fronte a Mosé e persino De Silvestri veste i panni del suggeritore e manda Jovetic di fronte ad Abbiati: l'appoggio per l'1-1 è facile facile. E qui riemerge la nuova e insolita natura di questo Milan: nessuna veemenza, poca convizione. L'azione offensiva è affannata, fatica a procedere e si aggrappa al solito Ibra. Lo svedese sbaglia un paio di tocchi non da lui, e quando manda in porta i compagni, questi falliscono (vedi Emanuelson e Maxi Lopez). La Viola butta alle ortiche un contropiede invitante con Jovetic, mentre De Silvestri – ritrovato per un giorno – fa vedere i sorci verdi a Zambrotta e, talvolta, pecca persino di egoismo. Il Milan si scompone troppo ma non imbuca, così Allegri prova a riscrivere la vigilia di Pasqua con un pizzico di magia: dentro Cassano, accolto dal boato di San Siro dopo 5 mesi di assenza. Ma il cambio che fa davvero saltare il banco è quello di Delio Rossi: Amauri per Ljajic. L'italo-brasiliano, con un perfetto colpo di coda a 1' dal termine, riscrive la sua favola e fornisce un assist delizioso alla 'sua' odiata Juve. Il Milan, che nel finale torna a chiedere un rigore per un fallo su Cassano, deve tornare in sé. O lo scudetto rischia di prendere un'altra direzione.

LE PAGELLE

Jovetic 7,5 - Ha stretto un patto con Firenze e i Della Valle ma potrebbe essere il grande colpo di mercato della prossima estate. Vero: per una volta la Fiorentina gioca una partita maschia e non dipende troppo dal suo genio. Per questo Jojo ha più margine di iniziativa: si abbassa a prendere il pallone, si libera al tiro, va in dribbling, segna. Il pari è fondamentale per costruire l'impresa

Ibrahimovic 6,5 - E' l'ancora di salvezza di un Milan decisamente stanco e spompato. Gioca da trequartista e si allarga spesso per togliersi dalle tracce di Natali. Serve palle deliziose prima di calare alla distanza. Il risultato non viene e lui ne risente, uscendo poco per volta dalla contesa. Il guerriero si spegne presto e il Milan perde

De Silvestri 7 - Macina chilometri e semina qualità Un bella botta di fiducia per un giocatore sull'orlo dell'involuzione. Gioca dall'inizio per il forfait di Cassani, scatta a molla, dribbla, riparte e non si ferma mai. Trova sulla linea di centrocampo la sua miglior partita stagionale: avrebbe l'opportunità di chiudere il match, ma si lascia andare a un pizzico di narcisismo

Mexes 5 - Come direttore d'orchestra non vale un'unghia di Thiago Silva. Dopo il flop di Barcellona, corre un paio di rischi che stizziscono San Siro. Poi, in occasione dei gol, ci capisce pochissimo. La difesa sbanda, il francese preoccupa. Il momento di appannamento si allunga. Sarà una coincidenza: ma prima della Viola, il Milan aveva subito due gol in casa solo dalla Lazio

Ljajic 6 - I maligni sosterranno che il suo cambio sia la mossa più azzeccata. E invece no. Rossi gli dà fiducia e il ragazzo ripaga. Non dando punti di riferimento alla difesa del Milan e costringendo i due centrali a un'affannosa ricerca della posizione. Buona intesa con Jovetic, anche se non ha mai la possibilità di pungere nel vivo Abbiati

Cassano 6,5 - Torna in campo e vince la sua partita. L'effettivo 1-2 non potrà mai eclissare l'evento del giorno. Fantantonio, dal canto suo, è come se non fosse mai mancato: si prende la scena con personalità, commette qualche errorino e non ottiene la benevolenza di Celi su un contatto più che dubbio al 93'. I piedi – parola di Antonio – sono immacolati. La forma crescerà

LA CRONACA MINUTO PER MINUTO

IL TABELLINO

MILAN-FIORENTINA 1-2

Milan (4-3-1-2): Abbiati 6; Abate 5,5, Bonera 5,5, Mexes 5, Zambrotta 5 (39' st Cassano 6,5); Nocerino 6, Ambrosini 6 (8' st Aquilani 5,5), Muntari 5,5; Emanuelson 5,5 (17' st Robinho 5); Ibrahimovic 6,5, Maxi Lopez 6. A disp.: Amelia, Yepes, Gattuso, El Shaarawy. All.: Allegri 6
Fiorentina (3-5-2): Boruc 6,5; Camporese 6 (25' st Felipe 6), Natali 6,5, Nastasic 6,5; De Silvestri 7, Behrami 6,5, Kharja 5,5 (39' st Olivera sv), Lazzari 6,5, Pasqual 6; Jovetic 7,5, Ljajic 6 (32' st Amauri 7). A disp.: Neto, Salifu, Romulo, Marchionni. All.: Rossi 7
Arbitro: Celi
Marcatori: 31' rig. Ibrahimovic (M), 2' st Jovetic (F), 44' st Amauri (F)
Ammoniti:
Ambrosini (M), Pasqual (F), Bonera (M), Nastasic (F), Aquilani (M), Boruc (F), De Silvestri (F)
Espulsi: -

I VOSTRI COMMENTI

santajusta - 08/04/12

x super 77
Hai perfettamente ragione. La Juve gioca per vincere lo scudetto. Il MIlan, invece, per stare "calmi".

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super77 - 08/04/12

ma c'e' qualcuno che pensa che questa juve possa perdere lo scudetto con questo milan ? ma le avete viste giocare ? la juve corre a mille, il milan passeggia

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alfonsocampano - 08/04/12

salutinerazzurri: Anche voi siete usciti a testa alta col Marsiglia...

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sport3d - 08/04/12

Meglio che il Milan abbia perso, altrimenti ci sarebbe toccata un'altra settimana di conte, marotta, agnelli e rigori.

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dinamo Petrus - 08/04/12

Ibra 6.5 e Maxi Lopez 6. ma che partita avete visto! l'unico pericoloso nel milan è stato Maxi e Ibra sembrava svogliato e impreciso..... complimenti!

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alemele99 - 08/04/12

Buona Pasqua a tutti

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