"Questa maglia non è per tutti"

Le parole del vicepresidente: "I fischi dei tifosi? Hanno sostenuto la squadra fino all'ultimo, sono intelligenti. I giocatori reagiscano: si può, si deve migliorare"

20 Mar 2015 - 16:58

Inter, il giorno dopo. Le parole di Javier Zanetti: "Ognuno si prenda le proprie responsabilità. I tifosi sono intelligenti, e capiscono. Restano undici partite: da onorare al massimo". Via Twitter, il capitano-vicepresidente usa toni soft : "E' difficile parlare dopo una sconfitta". I fischi di San Siro? "I tifosi hanno sostenuto la squadra fino alla fine, vanno rispettati. E' stata una notte così, negativa. Ma le batoste servono per crescere".

Negli studi di Inter Channel, Zanetti parla di tutto e di tutti. "Stiamo costruendo qualcosa che duri nel tempo, Mancini è la persona adatta per farlo. Non 'è come dieci anni fa, quando Roberto allenava l'Inter e si andava costruendo una squadra ricca di campioni: fu uno splendido lavoro, anche di continuità".
"Ora la strada da seguire è diversa, e bisogna aspettare il processo di crescita, anche se quando si perde il tifoso reagisce. Il nostro lavoro ora è quello di mettere a disposizione dell'allenatore una squadra che possa reggere il confronto ad alti livelli, su tutti i fronti".
Che cosa dire ai giocatori? "Di impegnarsi, migliorare e crescere. Indossare la maglia dell'Inter non è per tutti, è difficile. I giocatori capiranno e le cose miglioreranno".

E verso Sampdoria-Inter, si va col ritorno di Shaqiri, dietro Palacio e Icardi. Può bastare?

E da Giacarta, il presidente Thohir ha spedito un messaggio ai giocatori e a Mancini, attraverso i dirigenti. Il messaggio nel quale chiede il massimo impegno nelle prossime 11 partite, nelle quali raccogliere il maggioe numero di punti per qualificarsi alla prossima Europa League. Il traguardo minimo della stagione, diventato -a metà marzo- la massima ambizione. Beh...