Spalletti: Icardì sì, ma non dal 1'

I nerazzurri attendono il Benevento. Convocato anche Miranda. Rafinha parte dalla panchina: c'è Borja Valero

23 Feb 2018 - 18:23
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L'Inter ospita il Benevento, in tempi normali non ci sarebbe stato pronostico, ma nell'inverno nerazzurro tutto potrebbe accadere visto che tutto, negli ultimi due mesi e mezzo, è accaduto. Luciano Spalletti ritrova Icardi e Miranda. Entrambi però partiranno dalla panchina. "Non voglio correre rischi". Borja Valero preferito a Rafinha, che in settimana era un po' affaticato. Torna anche Perisic, titolare.

Icardi in campo subito?
"Non lo so ancora. Non voglio correre rischi. Domani faremo tutte le analisi corrette coi medici e vedremo. Ma non avrebbe senso correre rischi".
Ieri i dirigenti hanno parlato chiaro: fiducia a Spalletti, con o senza Champions.
"Parole che mi hanno fatto piacere, lo hanno fatto a tutti. C'è un progetto, una strada da portare avanti in modo corretto senza farci turbare".
Rafinha può giocare dall'inizio?
"Si è allenato, ma in settimana era un po' affaticato. Non c'è una risposta precisa su quanto mi avete chiesto. Ci può dare una mano importante, ma senza correre rischi".
Il calo fisico della squadra quanto la preoccupa?
"Noi dobbiamo credere nella nostra forza. E la soluzione ce la dobbiamo trovare dentro di noi. Le idee, la voglia di lottare fino in fondo, quegli attimi di scoramento per un errore che vanno azzerati. Il vento ce lo avevamo alle spalle, ora ci soffia in faccia e ci rallenta. Ma le intenzioni, la serietà e la professionalità non si discutono".
Quinto posto: ora tocca ai leader del gruppo far decollare la squadra.
"E lo faranno, lo faranno vedere. Poi non dipende solo da noi, ma anche dai nostri avversari diretti per la Champions. I nostri cattivi risultati devono essere superati e lo si fa lavorando in modo corretto, e io ho visto fare questo ai miei giocatori in questi giorni. La ricerca di un orgoglio da esibire, per far vedere che non è così come la pensano in tanti in questo momento".
L'Inter è una delle squadre che corre di più.
"Sì, ma non conta la quantità, conta la qualità, la ferocia, contano le vampate della corsa. Se si corre e si arriva dopo l'avversario non va bene, è banale dirlo. Poi conta l'aspetto psicologico, la difficoltà, poi si respira una certa aria, vedrai che accadrà qualcosa di negativo, un fatalismo che sembra essere casa tua, e invece non è così, non è questo il nostro ambiente, l'aria che respiriamo è ben diversa".
Perché bisogna credere nella corsa Champions?
"La gente ci ha seguito da subito, i tifosi. Poi le storie e i pensieri dipendono da noi, dal nostro orgoglio, la voglia di far vedere chi siamo. Noi dobbiamo cambiare l'opinione della gente, ma dipende solo da noi, da cosa si fa".
Sabatini ha detto: e adesso la sintesi, conta solo la sintesi di quello che si fa sul campo.
"Giusto. Inutile fare discorsi, troppe parole. Bisogna metterci qualcosa di pratico, di visibile. Le favole no, basta, Servono i punti, contano i punti. Dobbiamo vincere le partite, la tattica e l'avversario sono diversi, ma il traguardo è uno solo: la vittoria. La sintesi è questa".

Icardi e Miranda tornano in gruppo.
"Sì, loro due, Borja e Rafinha, oggi erano tutti lì, dentro il gruppo. Miranda non credo possa giocare 90 minuti. Per questo che deve essere il nostro punto di svolta".
Le parole di Wanda Nara a proposito del futuro di Icardi quanto hanno disturbato?
"Ha parlato l'amministratore delegato, Antonello, contano solo le sue parole. Nello spogliatoio vale la stessa regola: contano le parole del dirigente".
Brozovic come va?
"Ha capito, ha tenuto un po' la coda fra le gambe, sa di avere sbagliato. Ha lavorato come si deve".