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Spalletti: "Pastore è uno che tiene unito il gregge. Io e la  Nazionale"

Spalletti: "Dobbiamo tornare a vincere, la squadra è pronta. Il mercato non ci deve distrarre, ma sono attento. Rafinha meglio del previsto"

27 Gen 2018 - 15:39

Spal-Inter conta tanto. Fin troppo. All'andata, quel punto d'orgoglio di Spalletti che diceva: "A San Siro verranno in 60mila, dobbiamo onorare tanto affetto". Era l'Inter che si stava scoprendo vincente, oltre ogni attesa. Un girone dopo, a Ferrara, è un'Inter che vuole riscoprire quella sua anima vincente. E smarrita. Sta cambiando giocatori, deve indossare qualche abito diverso, magari anche come lezioni di gioco e di intensità. Le parole del tecnico.

"Ho visto che siamo migliorati in questi ultimi giorni. Sono abbastanza tranquillo. Ci sono stati passi indietro negli ultimi tempi, lo so, ma ora c'è stata anche una crescita, una maturazione per arrivare dove vogliamo arrivare. Bisogna tornare a vincere e mostrare qualcosa di diverso rispetto a ciò che si mostrava prima".
Kondogbia, Joao Mario: pagati tanto, deludenti assai. Dalbert sulla stessa linea?
"Colpa mia, l'ho fatto giocare poco. Diventerà un buonissimo calciatore, deve apprendere e capire, la crescita c'è. Noi crediamo in lui e non lo mandiamo via".
Il suo arrivo ha dato una svolta. Ora a che punto siamo? E Ramires lo aspetta?
"Un bravo allenatore è quello che fa fare ai calciatori quello che a loro piace, ciò che li esalta. Poi, il mercato. Io devo far valere il materiale a disposizione, la differenza non la fa quello che ci manca e io devo fare qualcosa di meglio".
Rafinha dove lo potremo vedere? E Lisandro?
"Lisandro è un calciatore definito, un difensore centrale che conosce come le sue tasche il ruolo, già comanda e decide, già si sente nel clima della squadra. Rafa è uno che può giocare da più parti, ha qualità nello stretto come è nel calcio attuale, a volte si gioca nei mini-campetti, ti saltano addosso, bisogna essere bravi a fare certe cose e lui lo fa. Può giocare esterno, interno e anche trequartista: è dove sta più comodo. E' forte, e deve mettere a posto la condizione. Ma pensavo peggio. Invece è pronto e reattivo".
Corsa Champions: Lazio, Inter e Roma, cosa conterà alla fine?
"Conterà l'insistenza nel modo di lavorare. Per avere devi fare, per fare devi essere. Bisogna proporre cose che ti diano un risultato, anche cose diverse, per creare difficoltà e affanno agli avversari".
Il suo futuro?
"Il mio futuro è qui all'Inter, voglio fare qualcosa di buono e di bello, poi ho in mente la Nazionale, è una mia idea, è la mia prima ambizione".
Pastore, al di là della trattativa, cosa può dire?
"Non entro nelle trattative. E' un giocatore col quale abbiamo parlato, è un grande calciatore, ma senza perdere di vista i giocatori che già abbiamo. Col mercato si rischia di perdere di vista i giocatori che hai nel gruppo, e comunque Pastore è uno importante, uno che tiene unito il gregge".