Maradona, un genio senza eguali

Più della tecnica, il pensiero calcistico: in questo il Pibe de Oro non ha paragoni nella storia del calcio

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ALESSANDRO FRANCHETTI

C'è un gol di un giovane Maradona, uno dei tanti ma non uno dei più famosi, che segna la differenza tra Diego e tutti gli altri calciatori. Per capirlo, per capire perché è così banalmente unico, bisogna fermare l'azione un attimo prima del tiro. Maradona, maglia del Boca sulle spalle, riceve un passaggio in verticale ed entra in area, affiancato da un avversario e in posizione piuttosto defilata. Avrebbe due possibilità: tirare in diagonale, come farebbe un giocatore normale, o saltare l'avversario con un dribbling a rientrare cercando il secondo palo come farebbe un campione. Oltre a queste due possibilità, che sono il pensiero comune, c'è quello che fa Maradona. Un passo, un passo solo, e un pallonetto di sinistro. Una meraviglia. O una genialata, perché di questo si tratta. Di un genio unico e inimitabile del pallone.

In questo Maradona, che comunque più di Messi aveva senza dubbio una personalità debordante, è realmente irraggiungibile. Nel vedere le cose che gli altri non vedevano, nell'immaginarsi - e poi ovviamente tradurre in realtà - giocate che tutti gli altri giocatori non avrebbero potuto nemmeno pensare. Maradona è Beethoven, è Mozart. Stesso numero di tasti ma una musica diversa nella testa. Detto in altre parole, non c'è niente che abbia fatto Messi che non abbia fatto prima di lui Maradona, ma c'è qualcosa che ha fatto Diego che nessuno dopo di lui ha mai saputo ripetere. Tutto il resto, ma davvero tutto il resto, non conta.

Non contano i trofei vinti o i palleggi con le arance - roba da Globetrotters -, non importa se il calcio di oggi è tremendamente più veloce di quello di ieri e nemmeno ha senso parlare del super-Barcellona che si è trovato attorno Messi e del "piccolo" Napoli che si prese sulle spalle Maradona. L'unico dettaglio che fa di Maradona il miglior giocatore di tutti i tempi è un pensiero. E' quel calcio che solo lui, nella storia, è stato capace di vedere e dopo, un attimo dopo, di raccontarci così meravigliosamente.

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Alessandro franchetti
Sportmediaset

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