Mancini: "Ripartiamo dalla sfida con la Juve. Quella di San Siro"

Le parole del tecnico. "La Roma non è lontana. Rammarico per i punti perduti? Siamo stati anche sfortunati"

05 Mar 2016 - 15:48

Ripartire da quella notte, contro la Juventus: senza confondersi. Ripartire dalla notte di mercoledì, 3-0 in Coppa Italia a San Siro. Non da quella dello Stadium, domenica, 0-2 e profonda depressione. Le due facce di quest'Inter com'è stata la sua stagione. Le parole di Mancini che oggi riparte: Palermo e Bologna, due partite fra le mura di casa nelle quali serve solo e soltanto vincere dinanzi al bivio proposto nella tre giorni con la Juve: verso lo Stadium o verso San Siro?

Ripartire dalla gara di Coppa Italia. Si può?
"Al di là della delusione di non essere arrivati in finale, perché ci volevamo arrivare, qualcosa di buono siamo capaci di fare e ciò significa consapevolezza e tranquillità. Questa partita ci consente di ripartire e siamo pronti a correre per il terzo posto".
La Roma che vola fa paura?
"Se noi vinciamo col Palermo siamo a 5 punti e fra due settimane andiamo a Roma. Sono punti che si possono recuperare, dipende da noi".
Rammarico per tanti punti perduti? Per le due facce dell'Inter?
"Rammarico. Un po' sì, un po' no. Abbiamo perso tanti punti negli ultimi minuti un po' per sfortuna, un po' per episodi, un po' per demeriti. Ma non è stata colpa dell'atteggiamento della squadra. Un calo c'è stato, ma siamo anche stati sfortunati".
Nelle ultime settimane si è detto: la squadra non segue il tecnico.
"No, questo non è mai successo. Se c'è una cosa sicura, è l'atteggiamento dei giocatori, sempre positivo. Dire certe cosa fa parte della mentalità italiana".
Perisic contro la Juve: finalmente nel suo ruolo.
"Perisic ha giocato sempre nel suo ruolo, solo all'inizio ha fatto un po' il trequartista. E' che non è semplice integrarsi nel campionato italiano, ci vuole qualche mese. Lui come Brozovic ha avuto bisogno di tempo, del tempo giusto".
Icardi capitano: che bilancio si può fare?
"Non è facile essere il capitano dell'Inter. Ci vuole tempo, pazienza, carattere. Lui rappresenta il futuro dell'Inter e questo è un ruolo impegnativo".
L'Inter vera: quello dello Stadium o di San Siro?
"Allo Stadium abbiamo perso per un episodio sfortunato all'inizio del secondo tempo. Ma la palla gol più nitida, a parte il tiro di Hernanes all'inizio, l'abbiamo avuta noi a fine primo tempo. Certo, a San Siro siamo stati più aggressivi".
I due mesi di crisi cosa significano? C'è qualcosa da rimproverarsi?
"E' andata male, ma non siamo affondati. Siamo lì, se vinciamo col Palermo saremo a 5 punti dal terzo posto. Nessuno qui è andato in campo rassegnato, o convinto di perdere, nessuno ha lavorato per fare male. E' che il calcio è anche questo, a volte si perde o non si vince. A noi è capitato".
Lei si sente depresso?
"No, per niente. Assolutamente no".