Italia, ko che va oltre l'Europeo
Il divario con la Germania non passa solo dal campo: il dopo-Conte rischia di essere un nuovo punto di partenza
Italia, siamo punto e a capo. Il poker tedesco fa male e non è (solo) una questione di risultato, l'1-4 di Monaco rimette in dubbio il nostro movimento. La superiorità della Germania nasce da un progetto stabile (mentre Conte ha già le valigie pronte) e dalla riforma dei vivai, dai quali noi ancora non riusciamo a trovare nuovi fenomeni. Comunque vada all'Europeo, per l'Italia sarà nuovamente un punto di partenza.
Mentre cerchiamo ancora una stabilità offensiva, un nuovo leader per il dopo-Pirlo e osserviamo con preoccupazione l'età media della difesa (che prende gol da sei partite consecutive), la Germania ha dominato in lungo in largo senza Neuer, Gundogan, Gomez, Reus. Quantità e qualità che non possono essere frontieggiate con la sola organizzazione tattica e con la voglia di vincere, per prendere due teoremi tanto cari a Conte. Le buone prestazione dell'Under21 lasciano aperto qualche spiraglio per il futuro ma il gap con il movimento tedesco, giusto per rimanere agli avversari più recenti, rimane e non si intravede nessun tentativo strutturale di colmarlo.
La sensazione, quindi, è quella di essere alla vigilia di un'altra rifondazione. Quella Prandelli era naufragata al Mondiale brasiliano, questa di Conte pone basi più solide ma poco più. Per fortuna agli Europei di squadre panzer ce n'è solo una, arrivare tra le prime otto, o le prime quattro contando sulla tradizione che vede l'Italia positiva nelle fasi finali, non sembra un miracolo. Ma cosa rimarrà al nuovo ct? Si ripartirà ancora da zero? L'addio di Conte non aiuta a costruire un futuro di successi.
Sullo sfondo rimane la questione federale. Al netto di 3-4-3, 4-4-2, Pirlo sì-Pirlo no, da metà luglio il progetto azzurro sarà di fronte a un nuovo bivio. Senza il giusto focus sulle giovanili, senza armonia tra Lega Serie A e selezione azzurra, senza una riforma dei calendari più Nazionale-friendly, il nuovo commissario tecnico potrà fare poco. Con poche cose, ma fatte bene e un pizzico di pazienza i risultati arrivano. Questa è la migliore lezione che Low, la Germania e la scoppola dell'Allianz Arena possono insegnare all'Italia.