Football Leaks, Infantino al contrattacco: "E' dura accettare che un figlio di immigrati italiani sia al mio posto..."

Il presidente della Fifa risponde alle accuse di aver aiutato City e Psg ad aggirare il Fair Play Finanziario: "Non c'è stato alcun illecito, ho operato sempre in modo trasparente"

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Dopo le accuse, durissime, Gianni Infantino passa al contrattacco e risponde alle rivelazioni di Football Leaks su suoi presunti 'alleggerimenti' delle sanzioni per il Fair Play Finanziario ad alcuni club come Psg e City quando era segretario Uefa. "Io posso capire che è dura accettare che un figlio di immigrati italiani sia al mio posto - dice -, ma non c'è stato alcun illecito" e tutto è stato fatto "alla luce del sole. Ho operato sempre in modo trasparente".

Il presidente della Fifa si difende nel corso di una conference call con alcune delle principali testate giornalistiche mondiali, tra cui l'Ansa: "Il nostro obiettivo era aiutare i club, non distruggerli. Ho incontrato Psg e Manchester City perché era il mio lavoro a cercare un 'settlement', un accordo, e poi passarlo al panel giudicante che prende le decisioni indipendentemente. Comunque, questi due club sono stati multati di una ventina di milioni. Tra i 30 club solo due non hanno trovato accordo, uno e il Milan che ha vinto il caso al Tas. Per i club che sono stati esclusi e ben diverso; non pagavano i debiti e gli stipendi, che sono cose molto più gravi. Quindi, nessun favoritismo a nessuno, era mio lavoro come capo amministrazione Uefa a farlo, il mio obbligo".

SUL VAR
"Abbiamo già detto che la Var al Mondiale è stata un successo. Ovviamente non è perfetta ma offre un 95% di perfezione, oltre al calcio e arbitri. Var nelle coppe europpe solo nel 2019? A volte serve tempo, ma l'importante è arrivarci".

SUI MONDIALI 2026 E TRUMP
La Fifa "non ha aiutato nessuno" nell'assegnazione del Mondiale 2026. E' questa la risposta di Infantino in merito al torneo iridato che sara' ospitato da Usa, Messico e Canada. "Ho parlato con Trump la prima volta il 28 agosto, dopo l'assegnazione del Mondiale (il 13 giugno, ndr). La Fifa ha iniziato un nuovo corso fatto di regole chiare e trasparenti, decise ancora prima di sapere quali erano i Paesi candidati. Tutto quello che è stato fatto è stato messo nero su bianco: criteri, norme, principi, tempi. E abbiamo anche deciso che sarebbe stato il Congresso e non l'Esecutivo Fifa a decidere, con un voto pubblico. Ci sono stati moltissimi tentativi di tornare ai vecchi tempi, cambiando il regolamento e facendo accordi segreti. Ma noi siamo rimasti inflessibili dall'inizio alla fine, e grazie a questo abbiamo dimostrato che la Fifa è trasparente".

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