All'Inter ora comanda (la squadra) Stefano Pioli. Ai vertici del club, col nuovo tecnico, c'è anche un uomo-Suning che arriva da Nanchino e si è sistemato a Milano, per seguire da vicino le faccende fra squadra/tecnico e proprietà, quell'aggancio indispensabile che non c'era: il dirigente in questione è l'ad Liu Jun. Intorno all'Inter si parla (immancabile) del mercato di gennaio, orientato -chissà perché- su una moltitudine di uomini-Lazio. Succede.
Manca un elemento per capire la portata di questa rivoluzione d'ottobre/novembre a casa-Inter, dopo quella di tre anni fa (novembre 2013) che vide arrivare Thohir e quella dello scorso giugno che ha salutato l'ingresso dei cinesi di Suning al vertice. Quell'elemento è -ci mancherebbe- Massimo Moratti, il presidente che nessun interista osa pensare che possa stare lontano dall'Inter. E nel mare di ipotesi che lo vogliono pronto a tornare, in quali vesti poco importa, l'importante è che torni, ecco la tesi sostenuta da Il Giorno/Qs. (E' il quotidiano -per capirci- che in tempi non sospetti ovvero all'inizio della scorsa primavera scrisse - crediamo prima di tutti- che Thohir non cercava un partner commerciale per l'Inter, bensì un gruppo che rilevasse l'Inter: come poi è accaduto due mesi e mezzo dopo).
Ebbene, la tesi è che Moratti, coadiuvato da Tronchetti Provera, stia preparando una sorta di cordata-proposta per acquisire, quando sarà il tempo giusto, la quota che Erick Thohir detiene nel'Inter (diciamo il 30 per cento delle azioni) e che entro la fine di questa stagione sportiva dovrebbe/vorrebbe cedere. Inutile addentrarci in altri particolari, la voce si registra e si rimanda alle prossime puntate del futuro interista, considerando quanto siano pressanti -e non da oggi- le richieste del gruppo Suning perché Moratti rientri appunto nel gruppo dirigente dell'Inter. A quale titolo e con quali esposizioni finanziare, lo vedremo. Se così sarà.