Succede di sabato, fra Inghilterra e Scozia. A orari diversi, e per scrivere la parola primato a due eventi calcistici. Alle 13,30 il derby di Manchester che è il più ricco della Storia del Pallone (750 milioni il valore dei giocatori in campo). Alle 12 (le 13 in Italia) a Glasgow, dopo quattro anni di attesa, il derby più giocato della Storia: ovvero la sida numero 402 fra Celtic e Rangers, evento top del calcio scozzese, nel quale si mescola di tutto: passione e politica e ideologie.
Già, perché questa sfida è più di una rivalità sportiva, uno scontro politico-religioso che spesso degenera in violenza: è l'Old Firm, il derby di Glasgow, che domani ritorna dopo un'assenza di quattro anni. E' dal 2012 che Celtic e Rangers non si affrontano in una partita di campionato, da quando i Gers sono falliti per ritornare nella massima divisione solo quest'anno. Nel frattempo i rivali hanno infilato un filotto di quattro titoli nazionali di fila, vittorie senza gloria però, perché prive della rivalità che ha scritto la storia del calcio scozzese.
Sabato, al Celtic Park, torna il derby più giocato d'Europa, arrivato alla replica numero 402. Calcio d'inizio a mezzogiorno. Come ormai da consuetudine, per limitare il consumo di alcol, eliminando almeno uno degli ingredienti di questo cocktail esplosivo. Perché l'Old Firm oltrepassa il tribalismo sportivo per degenerare in scontro ideologico. I Rangers, che hanno vinto più spesso (159 a 145), sono la squadra dell'establishment, protestanti e unionisti; il Celtic è l'orgoglio dei repubblicani irlandesi, fieramente cattolici e indipendentisti. Divisi e diversi in tutto.
Glasgow si prepara a vivere un altro pomeriggio sotto assedio, imponenti le misure di sicurezza. Eppure nessuno protesta a nord del Vallo d'Adriano, neppure chi subirà maggiormente i disagi. Perché il ritorno dell'Old Firm è soprattutto un'occasione di business per commercianti, tassisti, albergatori, ristoratori. Oltreché per le due squadre che pure oggi inseguono inevitabilmente obiettivi differenti: il Celtic, affidato all'ex Liverpool Brendan Rodgers, primeggia con ambizioni di Champions League, i neo-promossi Rangers sono all'inseguimento del prestigio smarrito.