Il Brescia affonda, via Beretta

Il Chievo vince 3-0, torna Iachini

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Il Brescia affonda, via Beretta

L'anticipo di mezzogiorno della 22.a giornata consegna tre punti facili al Chievo, 3-0 sul campo del Brescia e passo molto importante verso la salvezza. Le prime due reti dei veronesi a cavallo dell'intervallo: Pellissier nel recupero del primo tempo, poi, al 2' della ripresa, Mandelli raddoppia. Nulla la reazione del Brescia: c'è posto al 94' anche per il 3-0 di Pellissier. Esonerato, dopo il match, il tecnico del Brescia Beretta, torna Iachini.

Proprio come dopo Milan-Brescia è stato uno 0-3 a far licenziare il tecnico del Brescia. Il 4 dicembre scorso, dopo la partita di San Siro, toccò a Iachini, ora dopo il pesante ko (casalingo) è il turno di chi aveva preso il suo posto, Beretta. Il club lombardo ha comunicato di aver sollevato dall'incarico il tecnico, che paga a caro prezzo la sconfitta interna contro il Chievo. Sulla panchina dei bresciani si risiederà proprio chi aveva fatto spazio a Beretta. Torna, quindi, Iachini alla guida delle Rondinelle.

LA PARTITA
Brescia e Chievo
sono due squadre che a livello di patrimonio tecnico si equivalgono; davanti, forse, ha addirittura qualcosina in più l'undici lombardo. Se alla fine lo score dice Brescia 0, Chievo 3 e se bisogna concentrarsi un attimo, scorrere velocemente gli appunti e trovare la prima e unica gran parata di Sorrentino al 95', a frittata fatta, significa evidentemente che qualcosa, anzi, tutto non funziona, in casa Brescia. Ai "mussi" di Verona è bastato giocare ordinato, mettere in campo la consueta e collaudata organizzazione tattica per ritrovare un successo dimenticato da 8 giornate. Un successo meritato, persino facile nella sua dinamica. I padroni di casa, sotto una spinta puramente adrenalinica, da "vincere o morire", sono partiti forte: esauritasi piuttosto rapidamente la fiammata, sono uscite tutte le lacune di una squadra messa assai male in campo da Beretta, che ha tenuto troppo lontano dalla porta Eder, che ha allargato Diamanti sull'esterno destro disinnescando completamente la sua capacità di fare male, con il tiro o la giocata, negli ultimi 30 metri. Il partner più efficace (eufemismo) di Caracciolo appare Antonio Filippini: detto questo, detto tutto.

Oltre che brutto e pasticciato, il Brescia si dimostra pure sfortunato nel momento in cui, all'ultimo minuto di recupero del tempo (non segnalato tra l'altro dal quarto uomo), Pellissier è pronto ad approfittare di un'amnesia di Zambelli e Mareco, protagonista qualche minuto prima di un rigorissimo su Mandelli non visto da Brighi. Logica vorrebbe un immediato cambiamento, negli uomini o solo nella disposizione tattica: ma Beretta non ha nemmeno il tempo di emendare ai suoi errori che su un'azione d'angolo, Mandelli si "vendica" del torto precedente colpendo liberissimo di testa nell'angolo protetto da Arcari, non impeccabile nella circostanza. Il 2-0 è un tir che passa sul Brescia e sul suo pubblico, che comincia a contestare tutto e tutti. La squadra lombarda rischia l'immediato 0-3, è in totale confusione e così pure il suo allenatore, che inserisce Hetemaj (centrocampista) e Daprelà (esterno) al posto di spostare in avanti il baricentro della squadra con Possanzini o Lanzafame. Quest'ultimo entra a 20 minuti dalla fine e non sposta per nulla l'inerzia dell'ultima fase della partita, il cui evento principale è il 3-0 di Pellissier, spietato in contropiede lanciato da un "ponte" aereo di Sardo, purtroppo, è un grave infortunio al ginocchio per Marcolini, appena entrato in campo. Si teme una rottura dei legamenti. Auguri a lui e anche al Brescia, che ne ha bisogno. La squadra lascia il campo tra ululati, fumogeni lanciati in campo, insulti a tutti e massime a Beretta. Sarà un lunedì caldo, per essere un 31 gennaio: finiscono il mercato e la traiettoria dell'allenatore.

LE PAGELLE

Diamanti
5 E' la principale vittima delle idee confuse di Beretta: arrivato alla Nazionale giocando da trequartista, volendo può essere attaccante esterno, seconda punta. Invece è schierato da ala destra nel 4-1-4-1, con compiti anche di copertura. Infatti Zebina, già in confusione di suo, si trova sempre solo contro Mantovani, Constant o Fernandes. Quando il tecnico lo rimette al suo posto, il recinto è aperto da un pezzo e i punti sono già scappati altrove.

Mareco 4,5 Chiamatelo Andre the Giant, o Batista, o John Cena, insomma ispiriamoci al wrestling per descrivere una prestazione in cui, specie nella sua area, ne combina da spendere. Graziato da Brighi su una clamorosa "cravatta" ai danni di Mandelli, ci riprova gettandosi addosso a Pellissier in occasione del gol: ma è in ritardo, e al tappeto rimane il Brescia

Filippini 7 Tra tanti piedi buoni e discreti di cui può disporre il Brescia, è il vecchio cuore azzurro del "gemello" ancora attivo a scuotere il torpore in attacco. Al quarto minuto, Mandelli lo trancia appena fuori dall'area, è praticamente ovunque per tamponare: ripresa la palla, si butta subito dentro ad appoggiare l'azione offensiva. Commovente e sprecato.

Constant 6 Nel primo tempo fa il fenomeno, dando l'impressione di essersi montato un poco la testa causa corte delle grandi squadre. Gioca con una sufficienza molto vicina alla presunzione, perde molti palloni e non si sbatte più di tanto per recuperarli. Durante l'intervallo, Pioli deve trovare la giusta marca di shampoo, perché nella ripresa inizia a giocare e a correre: e buonanotte Brescia.

Gelson Fernandes 7 Spenta la stella di Constant, ecco che si accende quella del capoverdiano-svizzero, che alla già conosciuta quantità comincia ad aggiungere anche qualche cosa di bello, come l'assist al volo (difficilissimo, su una palla a campanile) che offre a Pellissier la palla dell'1-0. Dominatore assoluto del centrocampo.

Pellissier 7 
Fino a che avrà il suo D'Artagnan in servizio permanente attivo, il Chievo in Serie B non ci andrà mai. A parte il solito gol pesante sul filo di lana del primo tempo, gestisce ogni pallone con un'intelligenza calcistica di cui non sempre dispongono campionissimi più celebrati di lui. E al 94', ha ancora sufficienti energie per sprintare per il 3-0

Chievo 100 Un voto simbolico che richiama il fatto che quella di Brescia è la 100.a vittoria in Serie A della storia di questa stupefacente società, che andrebbe presa a modello anche a piani più alti del pallone nazionale.

IL TABELLINO

BRESCIA-CHIEVO 0-3

Brescia (4-1-4-1):
Arcari 6; Zebina 5, Bega 5,5, Mareco 4,5, Zambelli 5; Cordova 5,5 (13' st Hetemaj 5); Diamanti 5, Kone 5 (19' st Daprelà 6), A.Filippini 7, Eder 5 (28' st Lanzafame 6); Caracciolo 5,5. A disp.: Leali, Martinez, Baiocco, Possanzini. All.: Beretta
Chievo (4-3-1-2): Sorrentino 6,5; N.Frey 6, Mandelli 6,5, Andreolli 6, Mantovani 6; Fernandes 7, N.Rigoni 6, Constant 6; Bogliacino 5,5 (32' st Marcolini sv; 35' st Sardo 6); Pellissier 7, Thereau 5,5 (16' st Moscardelli 6,5). A disp.: Squizzi, Morero, Guana, Granoche. All.: Pioli

Arbitro: Brighi

Marcatori: 46' pt Pellissier (C); 2' st Mandelli (C); 49' st Pellissier (C)

Ammoniti: Fernandes (C), Kone (B), N.Frey (C), Mandelli (C), Constant (C), Bega (B)