Camoranesi non ha dubbi: "L'Italia andrà ai Mondiali"

L'ex azzurro in Italia dopo 5 anni: "A Berlino la gioia più grande, Di Natale tecnicamente il più forte con cui abbia mai giocato"

Camoranesi non ha dubbi: "L'Italia andrà ai Mondiali"

Mauro German Camoranesi ha detto la sulla doppia sfida Italia-Svezia che vale il Mondiale. "Se il playoff fosse stato giocato in una partita secca, l'Italia avrebbe potuto rischiare, ma sui 180 minuti passerà sicuramente il turno". I ricordi sui Mondiali 2006 ed Euro 2008. "Se Berlino è stata la mia gioia più grande, quella partita di Vienna contro la Spagna è stata la mia più grande delusione. Se vincevamo, vincevamo anche il l'Europeo".

Forse c'eravamo dimenticati di lui, del campione del mondo Mauro German Camoranesi. Dopo 5 anni d'assenza è rientrato in Italia per prendere parte al corso allenatori Uefa A/Uefa B in corso attualmente a Coverciano.
Bruno Longhi l’ha intercettato e lo ha intervistato nel corso della rubrica “Apericalcio" in onda su Top Calcio 24.

Il solito Camoranesi, poco disposto ai compromessi mediatici, e con la ferma intenzione di esprimere il suo pensiero senza condizionamenti di sorta.

In prossimità di Svezia-Italia, impossibile non chiedere ad un campione del mondo, quale lui è, un pronostico , magari ricordando anche la beffa o “il biscotto” di Euro 2004…
“Lasciamo perdere il passato, ma veniamo al presente. Se il play off fosse stato giocato in una partita secca , l’Italia avrebbe potuto rischiare, ma sui 180 minuti passerà sicuramente il turno.”

- Dunque prevedi gli azzurri al Mondiale di Russia: e con quali prospettive?

“Con le solite, che deve avere una grande nazione come l’Italia. Io ero arrivato dall’Argentina e anche oggi che sono qui dopo 5 anni in giro per il Sudamerica, avverto uno strano clima di pessimismo che produce critiche spesso ingiustificate. Ma gli italiani, e mi ci metto dentro anch’io al cinquanta per cento, non si rendono conto cosa voglia dire la maglia azzurra nel mondo. Quando la indossi e quando scendi in campo, provi da subito una sensazione impagabile, e cioè che gli avversari ti rispettano, ti temono. E questa cosa ti da’ una carica incredibile.

- Quella carica che ti ha fatto vincere il Mondiale del 2006, ma che poi non è servita nel successivo europeo del 2008…
“Se Berlino è stata la mia gioia più grande, quella partita di Vienna contro la Spagna è stata la mia più grande delusione. Abbiamo perso ai rigori dopo aver sfiorato il vantaggio. Avessimo superato quello scoglio, avremmo vinto anche quell’Europeo, ne sono sicuro...".

- Entriamo nel tema Juventus: quali le tue previsioni sul campionato e sulla Champion’s...

“Il campionato è avvincente e mi fa piacere che il Napoli sia la davanti. Significa che c’è più equilibrio e ovviamente l’incertezza rende più appassionante il torneo. Ma la Juve ha sempre grandi possibilità di arrivare al titolo".

- Ma con la Champion's , come la mettiamo?
“Purtroppo nelle due finali giocate, i bianconeri hanno avuto la sfortuna di imbattersi in due avversari fortissimi, Barcellona e Real. E anche in questa stagione ci sono squadre contro le quali sarà dura spuntarla. Anche se non impossibile".

- Come spieghi, da mezzo…argentino, il rendimento in altalena di Higuain e Dybala: quando sale uno, scende l’altro…
“Questa è una domanda che devi girare ad Allegri...".

-E allora ti propongo quest’altra: Higuain verrà convocato per il Mondiale?

“Francamente penso di no. E non perché non lo meriti, ma perché in Argentina gli addossano colpe non sue. Se la Nazionale negli ultimi anni non ha vinto, sembra che la colpa sia solo sua. Ma io non la penso così. Lui è fortissimo. Lo aveva dimostrato al River, in Spagna e ora in Italia".

-Come giudichi il momento “sbiadito” di Dybala?
E' un grande talento ma talvolta ci dimentichiamo che è ancora molto giovane, e che era stato catapultato a Torino da una realtà più piccola come quella di Palermo. Era capitato anche a me, arrivando da Verona, di alternare partite buone ad altre meno buone. Poi, col tempo , si trova la giusta continuità di rendimento".

Il futuro è dalla parte di Dybala, a Pirlo rimane ora soltanto il passato…
“Un grande passato per un giocatore formidabile, col quale ho condiviso la magica e irripetibile esperienza del mondiale vinto".

- E' stato dal punto di vista tecnico il più forte col quale hai giocato?
“Fatemi riflettere…grande Pirlo, ma tecnicamente il più forte col quale ho giocato è stato Totò Di Natale".

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