Il gioco più bello del mondo

La meraviglia della Nba seguita dal vivo dove tutto è semplicemente straordinario

di RONNY MENGO

Il gioco più bello del mondo

Un approccio serio, rigoroso e super professionale a questo sport (visto da qui), è praticamente impossibile. Quanto meno per me. Lo dico subito, per evitare di essere accusato di superficialità ed eccessivo entusiasmo. Ma la meraviglia della NBA seguita dal vivo fa dire, a chi di NBA è addicted, che tutto semplicemente è straordinario. Tutto. Le alette di pollo e la pasta alla crema in sala stampa, le seggiole in finta pelle di questa zona dedicata alla stampa, 23 file più su rispetto al legno, gli addetti dell'Arena che - va bene, mi ripeterò rispetto all'altra volta, ma chissenefrega - ti salutano felici, come se fossi loro parente stretto.

Tutto strabiliante, pure il caldo delle fiammate alla presentazione degli Heat, i bibitari che fanno la ola anche se hanno il resto in mano, la birra che sa di fragola, e addirittura poi (dopo un ritardo di 40 minuti per un problema alle luci, ma in compenso con i bassi della musica che sollevano dalle sedie)... la partita inizia.

C'è Indiana ospite in questa serata con l'estate fuori, quei Pacers che nelle ultime due, gli Heat, li hanno rispediti al mittente. Paul George - che a fine riscaldamento pre-partita non torna negli spogliatoi finché non la mette da metà campo - apre con la prima tripla, cui segue un 9-0 Pacers. La svolta, la prima, arriva quando a metà primo quarto Wade inchioda al volo di rovescio in contropiede su lancio lungo di Dragic, facendo stappare il palazzo. Per il resto però Miami non gira, tira corto, e nonostante un buon Dragic, chiude sotto di 10 (29-19) il primo quarto, rimanendo sempre sotto fino a fine primo tempo (47-44).

Dopo lo struscio verso i baretti, dove i fighi veri mostrano orgogliosi le ciabatte di plastica (da piscina) indossate rigorosamente con calze - anche - bianche, George si scalda sul serio, mostra la direzione a Mahinmi e Monta Ellis e Indiana se ne va. Mentre le scintillanti cheerleaders viste passare nel retro tribune sono - tenetevi - non più di 92, 93 cm di statura each, e mentre il rumore del pallone che entra continua a essere meravigliosamente amplificato dalle casse dell'arena a ogni ciuff (geni), George ne inchioda una a difesa schierata e si va all'ultimo quarto con i Pacers a più 8.

È qui che il palazzo si incendia e trascina i suoi: Dragic ne appogia un paio di sinistro alla tabella come insegnano al mini, ma è lunga e George regala grammi di talento col broncio, giocando da solo e illuminato. Di là risponde Bosh con una tripla e un fade away non facile, rientra Wade, l'Arena va su di volume, Winslow ne stoppa una in cielo, Wade usa il nome per raccimolare un fallo dubbio e pareggia, per gli ultimi tre minuti di punto a punto. L' I Pad saltella per la bolgia alla tripla di Bosh a 57" dalla fine (93-91 Heat), io non dovevo fare una cronaca al minuto ma è nata da sola (e pure lunga), e siamo a due secondi dalla fine con Wade che manda tutti ai supplementari! Sono andata lungo. Finirà lungo l'ultimo di George e finirà a più 3 Miami (103-100). Il gioco più bello del mondo.

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