Basket, Serie A: Venezia cade con Trieste, vincono Trento, Sassari, Cremona e Avellino

Terza sconfitta interna per la Reyer, che comunque resta seconda, la Dinamo ritrova il sorriso

Basket, Serie A: Venezia cade con Trieste, vincono Trento, Sassari, Cremona e Avellino

Dopo i successi di Milano, Varese e Bologna nel giorno di Natale, la 12.ma giornata del campionato di Serie A di basket si è completata nel giorno di Santo Stefano e la notizia principale è la sconfitta di Venezia, che viene superata in casa da Trieste ma resta seconda alle spalle dell'invincibile Olimpia. Nelle altre gare importanti vittorie per Trento, sul parquet di Pistoia, Sassari, che torna a vincere dopo 3 ko in fila travolgendo Pesaro, Cremona, che espugna Brindisi, e Avellino, che nel posticipo supera Torino a domicilio.

Venezia-Trieste 75-83 
Il ritorno al Taliercio di Peric e di coach Dalmasson da avversari viene coronato dalla vittoria dell'Alma Trieste, che conferma l'ottimo periodo di forma, infliggendo all'Umana Reyer Venezia la terza sconfitta interna del campionato: 75-83 il punteggio finale. A testimoniare il fatto che la vittoria dei giuliani è meritata, il dato della valutazione (107-67), con cinque giocatori in doppia cifra (top scorer Peric a quota 14), in una partita in cui la formazione di Dalmasson gioca ottimamente di squadra (19 assist). Dopo un primo quarto chiuso sull'11-12, Trieste allunga una prima volta a inizio del secondo periodo (15-21), incanalando il match nella seconda metà del quarto, dopo la risposta veneziana: dal 24-23, gli ospiti passano al 29-43 (primo tempo chiuso sul 31-43). Venezia gioca con poca fluidità, riuscendo a riavvicinarsi veramente solo in avvio di ultima frazione: sul 56-60 al 33', Cerella fallisce la tripla del -1, con l'Alma che poi riprende l'inerzia e riesce a gestire nel finale, fino al 75-83.

Sassari-Pesaro 114-73 
Dopo tre sconfitte consecutive tra campionato e coppa, la Dinamo Sassari Banco di Sardegna ritrova il sorriso. Al PalaSerradimigni la squadra di Vincenzo Esposito surclassa la VL Pesaro con un eloquente 114-73, al termine di un match durato giusto qualche minuto. Giusto il tempo di raddrizzare la mira dopo un avvio un po' disordinato, che ha consentito ai marchigiani di assaporare il vantaggio sul 3-4, poi non c'è stata più storia, con il divario che si è dilatato sino al +48 registrato a metà dell'ultima frazione, quando il tabellone ha segnato 98-50. Troppo brutta e piccola Pesaro per stabilire che la Dinamo è uscita dall'ennesimo down di una stagione segnata da continui alti e bassi, ma quantomeno il test con la squadra di Massimo Galli è servita per dare ai biancoblu un'iniezione di fiducia e buonumore, tenendo accesa la speranza di poter ancora staccare un biglietto valido per le Final Eight di Coppa Italia, in programma in febbraio a Firenze. Esposito ha approfittato anche per far riposare a lungo le sue stelle e concedere spazio alla panchina, ottenendo risposte confortanti soprattutto da Spissu e Polonara.

Pistoia-Trento 70-78 
Per Pistoia sconfitta amara contro Trento nel turno di Santo Stefano del campionato di Serie A. Finisce 70-78, con un avvio di partita dei toscani da far tremare i polsi. In difesa ci sono delle autostrade e in attacco il canestro è una sorta di miraggio, così Trento ne approfitta per prendersi subito otto punti di vantaggio. Time out inevitabile di Ramagli per scuotere la squadra che finalmente entra in partita e, pur senza incantare, riesce a recuperare chiudendo il quarto sotto di tre punti (20-23). Nel secondo quarto le cose per Pistoia migliorano un po' e finalmente la squadra di Ramagli è dentro il match che va via punto a punto, anche se gli errori si contano a piene mani. La OriOra riesce a chiudere il periodo sopra di un punto (36-35). Nel terzo periodo la musica non cambia, nessuna della due squadre riesce a metterci le mani sopra. Si inizia l'ultima frazione con Trento avanti di due punti (54-56). Le emozioni arrivano nei minuti finali quando Pistoia decide di regalare la gara a Trento. I biancorossi commettono errori imbarazzanti e la Dolomiti ringrazia e passa all'incasso di due punti che valgono oro.

Brindisi-Cremona 80-86
Brindisi lotta, sfiora il colpaccio, ma cede alla fine contro Cremona, pagando lo scotto di un primo quarto deludente. La partita, disputata al PalaPentasuglia della città pugliese, finisce 80-86. Cremona parte con la quinta marcia e con tre triple di fila e vola fino al +17 (5-22), approfittando di qualche problema difensivo per la New Basket. A metà del secondo quarto Brindisi riesce a spingersi fino al -10: si va all'intervallo lungo sul 34-46. Anche nel terzo quarto la squadra di casa prevale. Cremona non molla, nonostante qualche momento buio, ma vede ridursi il margine di sicurezza mantenuto nella prima metà del match. Al 34' il punteggio è sul 67-69: Moraschini sale in cattedra, ma è Banks poi a segnare il canestro del pareggio. Gli ospiti tornano in vantaggio: al 39' Ricci firma il 72-79. A 16 secondi dalla fine Brindisi è nuovamente a -2, ma Ruzzier scongiura ogni rischio mettendo dalla lunetta la parola fine alla partita.

Torino-Avellino 79-96
La Sidigas Avellino dimostra di avere la solidità mentale per dimenticare, almeno momentaneamente, i problemi societari battendo al PalaVela la Fiat Torino per 79-95. Una vittoria di carattere per gli irpini, quello che è mancato alla Fiat: dopo aver inseguito per oltre 20' di gioco arrivando anche a -10 sul 38-28, sono saliti in cattedra Sykes, Nichols e Green, ribaltando l'andamento del match. Il torinese Moore, fino al terzo periodo praticamente immarcabile, si è spento alla distanza, mentre la squadra di Vucinic ha sfruttato la vena da tre punti di Green (50% dall'arco) e in penetrazione di Sykes (21 punti). Avellino è arrivata a +10 (60-70), dando il via alla fuga decisiva chiusa con i due punti che ridanno fiato alla classifica degli irpini. Torino, di contro, conferma di avere ancora grossi problemi di identità: la cura Larry Brown finora non ha funzionato e nelle prossime ore potrebbero esserci sviluppi sul futuro della guida tecnica. Due realtà che non stanno vivendo momenti positivi, tra la crisi societaria ed economica di Avellino e le trattative per la cessione della società torinese: Avellino ha dimostrato di essere solida e determinata a lottare fino in fondo, Torino di essere tutto tranne che una squadra al momento.

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