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Il fantastico mondo di Francesca

Matteo Musso racconta la Schiavone

SAVERIO GRIMALDI20/12/11

La Schiavone con Matteo Musso

Un libro per raccontare Francesca Schiavone e il suo magico mondo. Un volume, scritto da Matteo Musso, che ci porterà nell'universo della campionessa italiana del tennis. Dai suoi primi passi con un racchetta tra le mani alle mani che hanno alzato verso il cielo di Parigi il trofeo più bello, quello vinto al Roland Garros.

Quando hai cominciato a pensare di scrivere un libro su Francesca Schiavone?
"Dopo la vittoria contro Caroline Wozniacki, all'epoca numero 3 del mondo, nei quarti di finale del Roland Garros 2010. Francesca giocò una partita pazzesca, spostando la Wozniacki con angolazioni incredibili e chiudendo a rete come poche giocatrici sanno fare oggi. Fu un’emozione incredibile vedere una tennista italiana giocare così in un torneo del Grande Slam. Dopo quel match contattai la casa editrice Lìmina, con cui avevo pubblicato in precedenza una biografia su Ciro Ferrara, per proporre un libro sulla splendida storia di Francesca. L'idea piacque da subito e iniziai a scrivere proprio nei giorni del suo storico trionfo".

La Schiavone è notoriamente riservata. Come hai fatto a convincerla a scrivere questo libro?
"Per la riuscita di questo libro, oltre a Francesca (che ho avuto modo di conoscere durante l’ultima edizione del torneo parigino e nei mesi successivi), devo sicuramente ringraziare la sua famiglia, papà Francesco e mamma Luiscita, e la manager di Francesca, Federica Ruzzenente. La loro disponibilità nei miei confronti è stata davvero una piacevole sorpresa. Durante la stesura del libro ho conosciuto molte persone genuine, che nonostante la popolarità sanno dare il giusto peso alle cose”.

Cosa ti ha colpito di più di Francesca?
“La sua voglia di arrivare, di vincere, di non fermarsi alla straordinaria impresa di Parigi 2010 e di andarsi a prendere altre soddisfazioni. Ha raggiunto il vertice della classifica mondiale a 30 anni, un’età in cui molti tennisti sono ormai sul viale del tramonto. Dopo aver realizzato il suo sogno avrebbe potuto rallentare. Invece ha ancora grandi motivazioni”.

Oltre alla vittoria di Parigi qual è stato il momento della sua carriera che maggiormente l’ha entusiasmata?
“Per mentalità Francesca è proiettata sempre al futuro, ai prossimi obiettivi. Credo che per lei il passato rappresenti un punto fermo importante, ma le sue energie sono focalizzate a ciò che ancora vuole realizzare. Tuttavia ci sono stati momenti importantissimi: quando raggiunse nel giro di un mese i quarti di finale a Roma e Parigi nel 2001, oppure quando superò Silvia Farina e divenne la prima tennista italiana del mondo, fino ai successi in Fed Cup. Senza dimenticare la partecipazione al Masters 2010: essere lì, tra le prime 8 del mondo, fu uno dei momenti più importanti della sua vita”.

Segnalaci un aneddoto particolare e divertente che possiamo trovare nel tuo libro.
“Per spiegarvi in quale contesto famigliare è cresciuta Francesca – ed è un aspetto fondamentale nella vita di una giovane che vuole fare sport - vi racconto un episodio che mi ha descritto sua padre Francesco. Siamo a Mosca, nel 2009, e la Schiavo ha appena vinto il torneo. Dopo la premiazione c’è una fila infinita di bambini a caccia di un suo autografo. Tra bodyguard e voglia di andare sotto la doccia, un'altra tennista al suo posto avrebbe firmato qualche autografo e poi se ne sarebbe andata. Suo padre invece la avvicina e le dice: ‘Ora ti fermi finché non hai finito, dal primo all’ultimo della fila, li firmi tutti. Perché questa gente è qui apposta per te, è entusiasta e ti vuole bene’. Quanti genitori avrebbero detto queste cose?”.

Dove può arrivare la Schiavone il prossimo anno?
“Francesca è una tennista infinita. Quando nel 2009 è scesa al numero 50 del mondo sembrava uscita dal grande tennis. Tre settimane dopo invece era nei quarti a Wimbledon e un anno dopo ha vinto Parigi. Quest’anno dopo i quarti agli Australian Open non ha brillato, eppure ha sfiorato un clamoroso bis al Roland Garros. Nel 2012 può ancora fare grandi cose negli Slam: dipende solo da lei. E non dimentichiamoci delle Olimpiadi di Londra: sono un suo grande obiettivo”.

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