Doping, audizione fiume per Carolina Kostner

La pattinatrice è rimasta negli uffici della Procura del Coni per quattro ore. L'avvocato: "Non ha coperto nessuno"

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Carolina Kostner, Foto IPP

E' terminata dopo 4 ore l'audizione di Carolina Kostner alla Procura Antidoping del Coni. Accompagnata dai legali Giovanni Fontana e Massimiliano Di Girolamo, la pattinatrice si è presentata negli uffici dello Stadio Olimpico di Roma per rispondere alle accuse di complicità nel caso Schwazer, il marciatore azzurro e suo ex fidanzato fermato per Epo alla vigilia dei Giochi di Londra 2012. L'avvocato: "Non ha coperto nessuno, non rischia le medaglie".

L'atleta altoatesina era attesa settimana scorsa negli della Procura Antidoping del Coni, ma non si era presentata perché impegnata nella preparazione dello spettacolo all’Arena di Verona "OperaPop on Ice".

L'AVVOCATO DI CAROLINA: "NON HA COPERTO NESSUNO"

"Lei non ha coperto niente e nessuno, dietro richiesta di Alex aveva risposto all'ispettore dell'antidoping che lui non era in casa ma perché lui aveva dato un'altra reperibilità ed era indispettito di essere stato cercato in un posto in cui non dovevano cercarlo. Lei ha inteso come una violazione della privacy che l'avessero cercato dove non dovevano. Poi chiamò Alex dicendogli che doveva dire alla Wada che dovevano cercarlo a Racines". L'avvocato di Carolina KostnerGiovanni Fontana, spiega così la linea difensiva adottata nelle quattro ore di confronto in Procura Antidoping del Coni dove la pattinatrice ha risposto della sua presunta complicità nel caso di doping dell'ex fidanzato e marciatore, Alex Schwazer. "Rischia le medaglie? Assolutamente no - aggiunge il legale all'uscita della Procura, con accanto l'agente dell'atleta, Giulia Mancini -. Non ha nulla a che fare con il doping, non sa cosa sia. Non ha vinto le medaglie per aver detto all'ispettore che Schwazer era a casa quel giorno. Perché dovrebbe rischiare?". Ma sapeva che l'ex ragazzo si dopava? "Chi come Alex ha fatto uso di sostanze dopanti non lo va a raccontare a destra e a sinistra - prosegue Fontana -. Devi saperlo per denunciarlo. Lei non sapeva nulla. Era assolutamente in buona fede". Rischia il deferimento? "Ci aspettiamo una valutazione serena dalla Procura antidoping anche se c'è una caccia alle streghe, un momento in cui il mondo sembra schierato contro il Coni che si è sempre ben comportato nella gestione di tutte le procedure antidoping. Ci dispiacerebbe se la valutazione, ma così non sarà, sia tirata un po' da questa situazione".

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I VOSTRI COMMENTI

Lenders - 26/09/14

diavoluccio

stai dicendo che alcuni dei nostri erano dopati e non sono riusciti nemmeno a salire sul podio ?????? Stiamo messi proprio male allora

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diavoluccio - 26/09/14

è di oggi la notizia che il tribunale di Bolzano, su richiesta dei carabinieri del Ros ha messo sotto inchiesta il Coni perché, testuale : "Nei sei mesi precedenti i Giochi del 2012 i 292 azzurri non furono cercati per gli esami. I carabinieri: il sistema delle verifiche una messinscena. Mai una sanzione contro gli sportivi che non si rendevano reperibili per i test. In trentotto avrebbero dovuto essere squalific@ti secondo le regole: tutti graziati "

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