Ciclismo: Contador vince la Vuelta

Degenkolb si aggiudica l'ultima tappa

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Contador - LaPresse

La risposta più forte. Dopo la squalifica di due anni per doping, Alberto Contador trionfa nella Vuelta di Spagna 2012. Lo spagnolo della Saxo Bank ha chiuso al comando la classifica generale davanti a Valverde (Movistar) e J. Rodriguez (Katusha). L'ultima tappa (Cercedilla-Madrid, 115 km) è stata vinta in volata dal tedesco Degenkolb davanti a Elia Viviani e Daniele Bennati. Per Contador è il secondo successo alla Vuelta dopo quello del 2008.

Forse non è ancora l'Alberto Contador di sempre ma, di certo, al termine della Vuelta 2012 c'è la sicurezza che il ciclismo ha ritrovato uno dei più grandi interpreti di sempre. La passerella nella sua Madrid dura in pratica 115 chilometri, l'intera ventunesima ed ultima tappa con partenza da Cercedilla. Nato a Pinto, a 25 chilometri da Cibeles (piazza madrilena che ha ospitato l'atto conclusivo della 67esima Vuelta), Contador celebra la sua seconda maglia rossa in carriera dopo quella del 2008, il quinto trionfo in un grande Giro (primo al Giro d'Italia del 2008 e ai Tour de France 2007 e 2009). Un bottino che gli è stato sfoltito a causa della positività al clenbuterolo della Grande Boucle del 2010: sei mesi di stop e, a 34 giorni dal rientro in gruppo, un nuovo successo raggiunto. Al momento di tagliare l'ultimo traguardo, fa il segno del "sette" con le dita, ricordando che sente suoi anche Giro e Tour che gli sono stati tolti.

Sul podio conclusivo finiscono altri due spagnoli che hanno dato spettacolo, Alejandro Valverde (Movistar) e Joaquin Rodriguez (Katusha), quest'ultimo vincitore di tre tappe con la casacca di leader. Il migliore degli italiani è Rinaldo Nocentini (Ag2R), diciottesimo. La ventunesima ed ultima tappa, la Cercedilla-Madrid di 115 chilometri, si è risolta con una volata, come da copione: a farla da padrone è stato ancora una volta il tedesco John Degenkolb (Argos-Shimano), capace così di fare pokerissimo in questa Vuelta, ottenendo il 27esimo successo in carriera. Alle sue spalle, due italiani che non sono riusciti a contrastare la sua potenza: il veronese Elia Viviani (Liquigas-Cannondale) e l'aretino Daniele Bennati (RadioShack).

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