Ciclismo: doping, Mauro Santambrogio ancora positivo

Il 30enne comasco, appena rientrato dopo una squalifica per Epo, è risultato positivo al testosterone

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Mauro Santambrogio (Afp)

Mauro Santambrogio è caduto ancora una volta nella rete del doping. Il 30enne ciclista comasco, che il 2 novembre aveva finito di scontare una squalifica per aver assunto Epo al Giro d'Italia del 2013, è stato trovato positivo al testosterone in un controllo fuori competizione effettuato il 22 ottobre 2014. In attesa delle controanalisi Santambrogio è stato sospeso e ora rischia una lunghissima squalifica.

Santambrogio doveva tornare a correre all'inizio del 2015, dopo aver trovato una nuova squadra, l'Amore&Vita disposta a dargli fiducia. Sembrava davvero pentito per aver barato e assunto Epo al Giro del 2013, tanto che aveva vuotato il sacco presso la Circ, la commissione di riforma del ciclismo voluta dal presidente Uci, Brian Cookson, vedendosi ridotta di 18 mesi la squalifica.

Ivano Fanini, patron dell'Amore&Vita, era pronto a scommettere sulla voglia di rivalsa del 30enne. "Santambrogio con noi non farà soltanto il corridore - aveve dichiarato - considerata la sua storia, diventerà anche il paladino della lotta al doping".

Parole d'affetto e di stima, prima della doccia gelata della nuova positività. E se anche le controanalisi sul campione B confermeranno la positività al testosterone, per Santambrogio la carriera in sella a una bici sembra davvero finita qui. Nel peggiore dei modi.

LA DIFESA DI SANTAMBROGIO

"Stavolta ho la coscienza pulita, vi voglio raccontare come stanno le cose, poi ognuno è libero di pensare, di giudicare e anche di darmi addosso. Come sapete ero sospeso, ancora non sapevo se qualcuno mi avrebbe offerto la possibilità di tornare a correre, così l'estate scorsa ho deciso di affrontare un problema fisico delicato. Il 7 luglio scorso mi sono sottoposto ad una visita dall'urologo, soffro di problemi di erezione, prostatite, varicocele sinistro, ipotestosteronemia come riporta il certificato che mi è stato redatto. Quando il 22 ottobre sono venuti gli ispettori per effettuare controlli, ho detto subito di essere stato in cura per i problemi che vi ho descritto, prima ancora che effettuassero i prelievi ho mostrato il certificato, loro lo hanno fotografato e poi hanno svolto il loro compito. Le controanalisi? Non le richiedo, non ci penso nemmeno perché è ovvio quale può essere il risultato".

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