Pantani, il vicino di camera: "Non ho sentito alcun rumore"

"Marco non può aver distrutto quella camera. Io e mia madre mai interrogati"

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La camera di Pantani

A dieci anni di distanza, la morte di Marco Pantani resta avvolta nel mistero. La Procura di Rimini, in seguito alle richieste della famiglia, ha riaperto il caso. Intanto emerge la testimonianza da parte del vicino di camera del romagnolo, che alloggiava al residence 'Le Rose' assieme alla madre: "La mattina del 14 febbraio, quando Pantani avrebbe devastato la camera, lei ha avvertito solo rumori leggeri. Io invece non ho sentito nulla perché dormivo".

Marco - è questo il nome del testimone - alloggiava, insieme alla madre, nella camera adiacente a quella di Pantani. Si trovavano al quinto piano del residence 'Le Rose' di Rimini. Incrociò lo sguardo del Pirata la sera del 13 febbraio 2014, quando con alcuni amici si apprestava ad uscire. E su quell'incontro, durato appena una quindicina di minuti, fu interrogato dagli inquirenti. Che invece non lo hanno sentito sui fatti del 14 mattina, in seguito ai quali Pantani sarebbe occorso in una morte accidentale dettata dall'assunzione della cocaina. Il ciclista, secondo i verbali, avrebbe anche distrutto la stanza in preda a "rabbia estrema e delirio paranoide".

Ma qui qualcosa non torna: "Dopo aver saputo delle circostanze della morte di Pantani - spiega il testimone a 'Sky Sport' - mia mamma parlò subito dei rumori avvertiti il 14 mattina in quella camera, intorno a mezzogiorno. Pensava che provenissero dalla donna delle pulizie, si trattava di rumori leggeri. Le pareti erano sottili, l'edificio era datato e sprovvisto di un adeguato isolamento acustico. Io non mi sono nemmeno accorto. Avevo fatto tardi con i miei amici la sera prima, quindi dormivo. Mi sono svegliato verso le 13". Nessun delirio e nessuna distruzione stando al racconto di Marco e della madre, che gli inquirenti, su quei fatti specifici, non hanno mai interrogato. Una testimonianza che avvalora la tesi della famiglia Pantani (assistita dall'avvocato De Rensis): il Pirata non avrebbe avuto la forza di devastare la camera prima di morire, non sarebbe mai e poi mai riuscito a rovesciare specchiere, microoonde e suppellettili varie. Se non lui, chi è stato?

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Pantani
Rimini

I VOSTRI COMMENTI

frankiebeerross - 09/09/14

Quando non si da ascolto subito ad una madre che conoscendo bene suo figlio...............................ma in questo mondo non conta più nulla e alcuni fatti o altro debbano restare nell'anonimato!.

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diavoluccio - 09/09/14

...se ne parla ancora e si continua ad indagare perché si tratta di un campione famosissimo ... chissà quanti altri suicidi o morti accidentali in realtà non lo erano per niente.......ormai è chiaro che l'esigenza primaria non è fare luce su ciò che è successo davvero, bensì chiudere un'indagine al più presto e passare subito ad un'altra....

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dust56 - 09/09/14

Ma come si fa a svolgere delle indagini a questo modo?! E non è l'unico caso!!! O sono degli emeriti incompetenti oppure non vogliono che si sappia la verità.

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