Morte Pantani, i dubbi dell'avvocato: "Inquinata la scena del crimine"

Il legale: "Le indagini si indirizzano in un'unica direzione, e cioè la droga, mentre secondo me dovevano essere lasciati aperti altri scenari"

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Il Residence "Le Rose", Foto IPP

A dieci anni dalla morte di Marco Pantani, il triste epilogo della storia del Pirata fa sempre male e sulla vicenda aleggiano ancora dubbi e sospetti. L'ultimo arriva dall'avvocato Antonio De Renzis, legale della famiglia del ciclista e riguarda la stanza D5 del residence "Le Rose" di Rimini: "La scena del crimine fu inquinata. Le indagini si indirizzarono solo sulla droga, ma dovevano essere considerati anche altri scenari"

"180 fotografie a colori, un video di un'ora che si interrompe due volte, ma non dovrebbero mai venire interrotti i video che riprendono le scene di un crimine. Si vede una persona in camice bianco senza i copriscarpe e senza il copritesta che fa le riprese e in un fotogramma ci sono sei persone vestite come noi nella stanza - ha spiegato il legale a 'Mattino Cinque'-. Quindi l'inquinamento della scena è provato dalle immagini".

Accuse pesanti, che riportano indietro il tempo e puntano il dito contro gli investigatori e la fretta di chiudere il caso. "Marco era in una pozza di sangue in una stanza che sembrava divelta da un uragano - ha proseguito l'avvocato -. Vedendo il video si comprende immediatamente come le indagini si indirizzano in un'unica direzione, e cioè la droga, mentre secondo me dovevano essere lasciati aperti altri scenari e noi vogliamo approfondire alcuni piccoli, ma grandi particolari".

Nel dettaglio, la famiglia intende capire cosa è successo in quel residence. "Chiederemo che certi dati vengano approfonditi, ci sono persone alle quali si sarebbero dovute fare determinate domande, perché sembrerebbe che Marco non sia stato chiuso quattro giorni lì dentro come, invece, sostiene la versione ufficiale", precisa il legale.

"In quella stanza ci sono oggetti che sicuramente non sono arrivati con Marco perché ci sono tre testimoni che dicono esattamente come Marco è arrivato lì e certe cose non c'erano", ha aggiunto l'avvocato De Renzis, aggiungendo poi anche alcuni particolari sulla scena del crimine: "Ci sono altri elementi da chiarire: Marco, secondo la versione ufficiale, avrebbe avuto un delirio, ma la specchiera divelta dal bagno è per terra ma intatta; la tv è sul pavimento, ma girata dal lato giusto; le padelle, che sarebbero state lanciate, sono casualmente tutte rivolte dal lato corretto". Dubbi e dettagli ancora tutti da chiarire.

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Scena del crimine inquinata

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