Ciclismo, il medico del Giro D'Italia: "Non sono io che devo denunciare un illecito"

Giovanni Tredici aggiunge: "Il doping è pericoloso"

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Giro, IPP

Dopo l'intervista della scorsa settimana di Danilo Di Luca che ha destato scalpore, anche Giovanni Tredici, Responsabile Medico del Giro d’Italia, ha deciso di rilasciare alcune dichiarazioni a "Le Iene": "Non deve passare assolutamente il concetto che il doping sia privo di rischi, ma non è il medico che deve denunciare un illecito". Stefano Feltrin, presidente della Lega Ciclismo ha affermato: "Il presente e il futuro saranno positivi".

Nell'intervista realizzata dalla "Iena" Enrico Lucci, Giovanni Tredici ha toccato vari temi riguardanti il ciclismo e il Giro d'Italia: "Non deve passare assolutamente il concetto che il doping sia privo di rischi. Il doping è pericoloso. Altera gli equilibri tra cellula e cellula tra organi e organi. Può provocare dei danni irreversibili e si vedono a distanza di tempo, come ad esempio tumori."

Il medico del Giro poi, si esprime sulla possibilità di vincere la gara a tappe italiana più importante senza assumere doping: "Sono convinto che sia possibili, il campione nasce campione". Se denuncerei illeciti? No, non è il mio compito".

Anche il presidente della Lega Ciclismo è intervenuto a "Le Iene": "Una denuncia come quella di Di Luca può avere una funzione positiva? Fatta in maniera qualunquistica come è stata fatta, secondo me, no. Io dico che il ciclismo ha vissuto negli anni dei momenti molto bui, che però sono il passato". Stefano Feltrin si è espresso sulla situazione generale del ciclismo: "Il ciclismo ha fatto degli sforzi enormi. È lo sport con maggior numero di controlli, sangue, urine. Il passaporto biologico permette di controllare tutti, sempre, in qualsiasi momento. I ciclisti 365 giorni l’anno hanno ventiquattro ore su ventiquattro la reperibilità completa. Non è possibile dire che non ci sono i bari oggi. Ci sono, e infatti vengono scoperti, ma è molto importante che non passi un messaggio in cui si dice in maniera qualunquistica che tutti lo fanno. Non è vero che tutti lo fanno e io non ho alternative e lo devo fare".

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