Pistorius alla sbarra, scuse in lacrime: "Volevo solo proteggere Reeva"

L'ex atleta: "Ero sotto l'effetto di alcuni farmaci e ossessionato da incubi terribili"

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Pistorius, Foto Afp

"Mi scuso con la famiglia di Reeva, volevo solo proteggerla". Con queste parole Oscar Pistorius ha iniziato la sua deposizione durante il processo a suo carico per l'omicidio dell'ex fidanzata. Un racconto drammatico, interrotto da frequenti crisi di pianto: "In quel periodo ero in cura contro la depressione, prendevo farmaci che mi facevano fare incubi terribili", ha spiegato l'ex campione sudafricano.

Per la prima volta da quando è iniziato il processo, Pistorius prende la parola e racconta la sua verità su quanto è accaduto la tragica notte di S.Valentino del 2013 nella sua abitazione. "Vostro onore, prima voglio cogliere l'occasione per scusarmi con la famiglia di Reeva. Non riesco a immaginare il dolore che vi ho causato", ha detto Oscar con la voce rotta dal pianto.

"Da quando è avvenuta questa tragedia ho smesso di pensare alla mia famiglia - ha proseguito -. Ogni mattina mi sveglio e le prime persone a cui penso sono i genitori di Reeva". Una testimonianza disperata, interrotta dai singhiozzi e dalle lacrime. "Stavo solo cercando di proteggere Reeva, voglio solo che sappiate che quella sera lei era malata", ha aggiunto. "Soffrivo di terribili incubi ed ero in cura - ha precisato Pistorius -. Mi sveglio la notte con l'odore del sangue e sono terrorizzato". "Ho paura di dormire e ho una guardia del corpo fuori dalla mia camera. Non voglio più avere un'arma da fuoco", ha aggiunto, rispondendo alle domande della difesa. Poi l'ex olimpico ha iniziato a raccontare la storia della sua vita, dalla nascita senza perone all'amputazione, fino al primo successo sportivo e alla tragica morte della madre all'età di 15 anni.

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