ATLETICA

Doping, battaglia Wada-Giamaica: Bolt rischia l'esclusione dalle gare

Nel mirino il lavoro sull'isola caraibica contro le sostanze proibite e la decisione di rinviare l'ispezione dell'agenzia mondiale

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Usain Bolt (LaPresse), Foto © LaPresse

Continua il braccio di ferro tra l'agenzia mondiale antidoping e le autorità giamaicane dopo lo spostamento dell'ispezione sul lavoro portato avanti sull'isola caraibica dall'agenzia nazionale Jadco contro le sostanze vietate. Irritata dai continui rinvii, la Wada ha comunicato che se non si troverà un accordo a breve, gli atleti giamaicani potrebbero essere esclusi dai protocolli antidoping internazionali e dalle gare. Bolt, dunque, rischia grosso.

Nel dettaglio, la bufera è scoppiata negli ultimi mesi, dopo la scoperta che la vigilanza antidoping nel paese dell'uomo più veloce del mondo e di altri grandi campioni dell'atletica mondiale sono stati negli ultimi anni tutt'altro che ineccepibili (nell'anno delle Olimpiadi gli atleti giamaicani sono stati sottoposti soltanto a un solo controllo).

Per verificare l'attendibilità della Jadco, il premier giamaicano ha invitato la Wada a mandare i suoi ispettori per verificare le procedure antidoping seguite nel paese caraibico, ma ciò non potrà avvenire prima del 2014 perché le autorità sportive locali sono impegnate in una serie di casi sospetti fra cui spiccano quelli di Asafa Powell, Veronica Campbell e Sheron Simpson.

E così il capo della Wada John Fahey ha deciso di alzare la voce: "E' una situazione totalmente inaccettabile, avvieremo iniziative per fronteggiare la questione in modo appropriato". Il che, tradotto, significa l'esclusione dai protocolli antidoping della Wada e misure punitive da parte del Comitato olimpico e delle federazioni internazionali nei confronti di tutto lo sport giamaicano. In sostanza, se la situazione non si risolverà a breve, la Giamaica rischia di finire nella blacklist della Wada e di vedere i suoi pezzi da novanta fermi a bordo pista. A cominciare da Usain Bolt.

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I VOSTRI COMMENTI

popiza - 23/10/13

Esattamente quello che ha sempre fatto la Spagna.
Da niente che erano a livello sportivo, all'improvviso sono diventati dei fenomeni in tutti gli sport.
Quando hanno dovuto adeguarsi alle regole della Wada, sono ritornati a quello che erano: niente.

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racingfactory08 - 23/10/13

Perchè tirarla tanto per le lunghe se... non hanno nulla da nascondere?Questo comportamento da parte della Jamaica somiglia ad una vera e propria ammissione di colpa..

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