Mondiali atletica: brillano Bondarenko e la Hejnova

L'ucraino domina il salto in alto mentre la ceca è oro nei 400 ostacoli. Show pure di Kemboi nei 3000 siepi

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Mondiali atletica: brillano Bondarenko e la Hejnova

La sessione serale ai Mondiali di atletica di Mosca ha visto brillare le stelle di Bohdan Bondarenko e Zuzana Hejnova, per non parlare di Ezequiel Kemboi e Caterine Ibarguen. La serata è cominciata con l'eliminazione della staffetta maschile azzurra nelle batterie della 4x400. Il quartetto composto da Lorenzi, Haliti, Juarez e Galvan ha chiuso con un buon tempo, 3'03"88 (primato stagionale), insufficiente però per centrare la finale. Miglior tempo per il quartetto Usa 2'59"85, davanti a Giamaica e Trinidad and Tobago. Come nelle donne, è doppietta per il Kenya nei 3000 siepi. Ezequiel Kemboi, oro ai Giochi di Atene e Londra e ai Mondiali di Berlino e Daegu, si è confermato il più forte e ha vinto in 8'06"02. Secondo il connazionale e poco più che diciottenne Conseslus Kipruto, argento, terzo il francese Mahiedine Mekhissi-Benabbad, bronzo. 

Spettacolare gara nei 400 ostacoli dove, senza la campionessa olimpica Natalya Antyukh, Zuzana Hejnova ha stravinto la medaglia d'oro. La ceca, bronzo a Londra, ha chiuso con il tempo di 52"34, nuovo record nazionale. A seguire due americane: Dalilah Muhammad (54"09) ha preceduto Lashinda Demus (54"27), oro a Daegu e argento l'anno scorso ai Giochi. Nei 400 ostacoli l'oro si è decisa al fotofinish: ha vinto Jehue Gordon di Trinidad and Tobago che ha fermato il cronometro in 47"69, record nazionale. Argento per l'americano Michael Tinsley e bronzo a sorpresa per il serbo Emir Bkric, campione europeo under 23, che ha chiuso in 48"05 (record nazionale). Giù dal podio il cubano Cisneros, il mito dominicano Felix Sanchez e il portoricano Javier Culson.

Nel salto triplo donne è arrivata la prima medaglia d'oro in assoluto in un Mondiale per la Colombia: con la misura di 14,85 Caterine Ibarguen è salita sul gradino più alto del podio. Argento alla russa Ekaterina Koneva, 14,81, il bronzo a Olha Saladuha, 14,65. Nel salto in alto non ha tradito i gradi di favorito Bohdan Bondarenko che ha conquistato la medaglia d'oro. L'ucraino, solo settimo a Londra, ha vinto con la misura di 2,41 metri al secondo tentativo. Poi, incassato il titolo iridato, ha fallito due volte il primato del mondo a 2,46 per superare il mitico cubano Sotomayor a 2,45. L'argento è andato al qatariota Mutaz Barshim (2,38) mentre il bronzo al canadese Erik Drouin (2,38). Solo quarto il russo Ivan Ukhov (2,35), campione olimpico in carica.

Abeba Aregawi ha vinto la medaglia d'oro nei 1500. L'etiope, che da quest'anno corre per la Svezia dopo la naturalizzazione, ha dominato la gara e ha chiuso con il tempo di 4'02"67. Seconda l'americana Jennifer Simpson, argento in 4'02"99 e terza la kenyana Hellen Obiri, bronzo in 4'03"86. Dopo l'oro nei 100, la giamaicana Shelly-Ann Fraser-Pryce ha brillato anche nelle semifinali dei 200 e ha centrato l'accesso in finale con il crono di 22"54. L'americana Allyson Felix, la nigeriana Blesing Okagbare e l'ivoriana Murielle Ahoure, argento nei 100, hanno realizzato i migliori tempi ma l'impressione è stata che la Fraser-Pryce abbia corso con estrema facilità e sicurezza in vista della finale. Eliminata la bulgara Ivet Lalova.

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