Tennisti troppo viziati? Corsi extra per i raccattapalle per coccolare i giocatori

Il capogruppo dei ballboys: "Dovranno imparare ad adattarsi alle richieste dei giocatori"

Tennisti troppo viziati? Corsi extra per i raccattapalle per coccolare i giocatori

Il ruolo del raccattapalle sembra un compito semplice, tanto che nella maggior parte dei casi viene assegnato a dei ragazzini. Eppure se vuoi fare il ballboy sull’erba di Wimbledon devi prima passare una selezione importante: a gennaio sui campi dell’All England Club si presentano circa 800 ragazzi di età compresa tra i 14 e 18 anni. Da quel momento, solo 258 potranno considerarsi pronti per lavorare durante le due settimane del torneo più importante della storia.

I corsi sono giornalieri e durano circa 2 ore e mezzo per cinque mesi. Ognuno ha il suo ruolo: si dividono tra chi sta a rete e chi sta a fondo ma tutto questo allenamento potrebbe non bastare. E’ possibile, infatti, che per il prossimo anno vengano creati corsi aggiuntivi, oltre i cinque mesi obbligatori di addestramento, in cui i ragazzi dovranno comprendere le abitudine e le superstizioni dei giocatori “i raccattapalle dovranno adattarsi ai giocatori, alle loro idiosincrasie e a tutto quello che fanno. Potremmo mettere in piedi un programma di formazione, dove inserire gli aspetti più causali, perché quest’anno abbiamo visto alcune cose nuove e diverse” ha dichiarato Sarah Goldson, il capo del gruppo.

Ma sono i raccattapalle che devono adattarsi e rispettare ogni lamentela o richiesta dei giocatori o questi ultimi a dover essere meno viziati? Ha fatto discutere molto sui social il caso di Rafael Nadal avvenuto qualche giorno fa sui campi di Wimbledon: quando lo spagnolo ha chiesto al raccattapalle di buttare un suo rifiuto. Il cestino, però, era più vicino a Nadal che al raccattapalle e da qui sono nate le polemiche. Il maiorchino non si era accorto o ha voluto approfittare della situazione?

Tutto fa pensare alla seconda ipotesi, i giocatori, del resto, sono molto viziati: alcuni, dopo un ace, chiedono di poter rigiocare con quella stessa palla, altri, come le sorelle Williams, vogliono una palla alla volta per servire, poi c’è chi vuole asciugarsi il sudore dopo ogni punto e infine lo scaramantico Nadal, il più esigente a quanto pare, che al cambio campo chiede che i raccattapalle non gli stiano troppo vicino per non dover cambiare il suo percorso (se fate bene attenzione noterete che il maiorchino è molto attento a non calpestare mai le righe del campo e uno scontro con un raccattapalle potrebbe portare a un errore simile).

L’autocontrollo che devono saper gestire i ballboys è fondamentale, i ragazzi devono infatti ignorare qualsiasi lamentela dei big: “loro si trovano lì per fare un lavoro. Se i giocatori si lamentano non è mai per qualcosa di personale, almeno fino a quando fanno quello che ci si aspetta”, ha chiarito la Goldson.

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