Doping, caso Sharapova: la Wada non vuole sconti di pena

Il presidente Reedie: "Il Meldonium è in grado di migliorare le prestazioni"

Afp

Nessuno sconto di pena per Maria Sharapova, trovata positiva all'anti-doping. Dopo il clamoroso annuncio da parte della russa, la Wada (l'agenzia mondiale Anti-doping), che si riunisce oggi a Londra, ha invocato la massima severità nella punizione per la tennista poiché - spiega il presidente Craig Reedie - il "Meldonium è stato aggiunto alla lista delle sostanze proibite perché è in grado di migliorare le prestazioni".

Se Reedie - in un'articolo apparso oggi sull'Independent - si è limitato a sottolineare che il farmaco è molto diffuso tra gli atleti non solo russi ma anche etiopi, evitando però di entrare nello specifico del caso-Sharapova, decisamente più duri sono stati i commenti del suo predecessore. "Non ho nessuna simpatia verso la Sharapova, ce l'ho avuta in passato - le parole di Dick Pound, ex presidente Wada -. E' stata ai vertici dello sport per 10, 12 anni... Sveglia, c'è qualcuno a casa? Merita assolutamente di essere squalificata, la durata non spetta a me deciderlo. E' un caso difficile da capire perché con l'entourage che la segue come è possibile che nessuno se ne sia accorto? Come puoi essere così stupido?".

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