Al momento, il ragazzo è disoccupato. Si occupa della piccola Martina, partecipa a gare minori di motocross, fa qualche incursione in pista su 4 ruote, ha vinto una gara del trofeo Lotus, per esempio. I pensieri di Marco Melandri sono però proiettati al futuro, perchè l'intenzione, dopo aver lasciato bruscamente l'Aprilia e la MotoGP in luglio, è chiara. Tornare in Superbike, pratica lasciata in sospeso dopo un 2014 difficile all'inizio, ma poi chiuso con 6 vittorie e 11 podi. Dopo Max Biaggi, 21 successi, Marco è il miglior italiano a quota 19, e a 33 anni c'è ancora tutto il tempo per cercare gloria. Ma trovare un manubrio di questi tempi non è facile.
Sfumata la possibilità Yamaha, ecco ora l'ipotesi Ducati, moto ufficiale in team privato. La Casa bolognese ci sta pensando, gli sviluppi sono attesi entro una decina di giorni, tutto sembra dipendere da quella magica parolina inglese che tutti usano durante le trattative: budget. Soldi, insomma, da trovare. Genesio Bevilacqua, patron del team Althea, l'ha detto subito, se Ducati interviene pesantemente se ne può parlare. Alternative su altri fronti, per il momento, non sembrano percorribili, a parte l'altra squadra privata Ducati, il team Barni. Non si sa tra l'altro cosa farà la Suzuki, come proseguirà la Honda, se la BMW raddoppierà lo sforzo mettendo in pista una seconda moto. Il tempo di vedere la fine di questa caldissima estate, poi le cose si chiariranno.