Superbike, Rea risponde all'attacco delle Ducati

Il pilota della Kawasaki davanti a Melandri e Davies nelle libere di Portimao

di ALBERTO GASPARRI

La Ducati attacca, Jonathan Rea si difende. Al termine del venerdì di prove libere del round portoghese del Mondiale Superbike, il britannico della Kawasaki è rimasto davanti a tutti, migliorando all'ultimo giro il suo crono della mattina e arrivando sino a 1'42"621. Una risposta prepotente alle Rosse, che con Melandri e Davies gli erano arrivate a un soffio. Alla fine, invece, tra la verdona numero 1 e le Panigale c'è oltre mezzo secondo.

Ancora più lontani tutti gli altri, con l'ottimo Leon Camier (MV Agusta), quarto, che precede la ZX-10RR di Sykes, Eugene Laverty (Aprilia) e Alex Lowes (Yamaha). I botti, comunque, sono arrivati nel finale della sessione di Portimao, dove si è tornati dopo un anno di assenza. Marco Melandri, che in mattinata praticamente non aveva girato per problemi al motore, si è scatenato e dopo essersi messo subito nelle prime posizioni, alla fine ha attaccato, portandosi a una manciata di millesimi da Rea, che fino a quel momento non aveva migliorato il suo tempo. Il campione del mondo, però, ha risposto subito e all'ultimo tentativo ha dato la sua zampata, scendendo sotto il muro dell'1'43", unico a riuscirci, e ricacciando a distanza il ravennate e Chaz Davies. Un segnale forte alla Ducati, che comunque spera di poterlo impensierire, almeno in gara. C'è un po' di preoccupazione, però, nel box bolognese, perché dopo i guai di Macio, anche Fores con la Panigale di Barni si è dovuto fermare, nelle libere 2, con il propulsore in fumo.

Un po' sottotono, invece, Tom Sykes, anche se bisognerà aspettare l'amata Superpole per capire se è veramente in difficoltà. Sta di fatto che tra i big è stato l'unico a non migliorarsi rispetto alle prime prove. Bene Lorenzo Savadori, entrato nella Top 10 con l'ottavo tempo. Più indietro gli altri italiani: De Rosa 12°, Russo 15°, Badovini 17° e Andreozzi 21°. Piccolo passo avanti per il "deb" Takumi Takahashi con la Honda: è 18° davanti al rientrante West, mentre la CBR gemella di Stefan Bradl è decima.

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