Superbike, Rea fa doppietta a spese della Ducati

Il pilota Kawasaki vince gara-2 a Jerez davanti a Melandri e Davies, che agguanta Sykes in classifica

di ALBERTO GASPARRI

Stavolta la fortuna non è servita a Jonathan Rea, che ha vinto alla sua maniera, da dominatore, gara-2 del Mondiale Superbike a Jerez. In Spagna il nordirlandese della Kawasaki ha rimontato dalla terza fila e ha vinto senza troppo problemi. Sul podio con lui sono salite le Ducati di Melandri e Davies. Un piazzamento importante per il gallese, che, unito alla quinta piazza di Sykes, gli permette di raggiungerlo al secondo posto in classifica.

La ciliegina sulla torta del weekend di Rea l'ha messa la Kawasaki, che grazie al suo fenomenale pilota, ha vinto anche il titolo costruttori. L'unico rammarico per gli uomini in verde è stato il piazzamento di Sykes che, complice anche il mignolo non ancora guarito del tutto, non ha certo brillato in Spagna. E così ora dovrà giocarsi il titolo di vice campione con Davies nell'ultima tappa in Qatar, dove si presenteranno a pari punti. E' questa l'ultima speranza della Ducati, che spera di riuscire almeno ad aggiudicarsi il posto d'onore nel Mondiale. Anche a Jerez le Rosse si sono dovute inchinare, tra mille problemi, alla superiorità di Rea, ma almeno hanno difeso il podio dall'assalto delle Yamaha, apparse davvero in palla con Lowes e van der Mark (promosso sulla Yamaha MotoGP di Folger a Sepang), che hanno stretto nel loro panino Sykes. Ancora una bella prova di Guintoli, ottavo alle spalle di Fores, con Mercado e Torres nella Top 10. Punticini per De Rosa e Andreozzi.

Giornataccia, invece, per l'Aprilia. Lorenzo Savadori è caduto subito prima di ripartire staccatissimo, mentre Eugene Laverty è stato costretto a scattare dai box per la caduta che l'ha coinvolto con Davies al primo start, ma non è stato più fortunato. Come in gara-1, infatti, anche la seconda manche è vissuta su una doppia partenza a causa dello scontro alla curva 2 tra i due britannici, con conseguente pista inagibile. Entrambi i piloti sono riusciti a ripresentarsi al via grazie al super lavoro dei rispettivi box, anche se con modi e esiti diversi. Per tutti, distanza ridotta da 20 a 19 giri.

Non fa più notizia, infine, la crisi Honda, con Giugliano e Takahashi sempre lontanissimi dalle posizioni che contano. Alla fine un punticino del giapponese e ennesimo boccone amaro ingoiato.

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