Superbike: Rea, ora stai attento

Che lotta per la vittoria: una bagarre Mondiale

di RONNY MENGO

Superbike: Rea, ora stai attento

Jonnhy! Come Gara 1 dell'anno scorso, ma quest'anno è tutto diverso. La Sbk è partita da Sbk, con mille sorpassi, 63 millesimi tra i primi due, sei case nei primi otto posti e le unghie artigliate nei divani italiani in quest'alba di fine febbraio con gli urli in mute per non svegliare fidanzate o mamme. E' tutto diverso perché quest'anno a dar fastidio a Rea sono in tanti.

Davies, che deve chiudere un conto aperto a metà stagione 2015, Giugliano che è partito come doveva, concreto e cattivo (giro veloce all'ultimo passaggio) ma senza eccessi e Sykes, obbligato a rimettersi in piedi immediatamente, da Gara 2, altrimenti ne va della carriera. Tre con tre stimoli grossi così, più il resto che è fatto dal talento scriteriato di Van Der Mark, da Hayden che a Van Der Mark si dovrà attaccare, dalla Yamaha che non ci sta a fare un sesto e un ritiro, dall'Aprilia che scopre quanto sapeva: un meraviglioso Savadori nei 10 per quasi tutta la gara, prima del calo delle gomme, dopo essersi presentato alla RSV4 negli ultimi tre giorni, per la serie: premesse piuttosto interessanti. Così come quelle legate a De Angelis, seppur acciaccato e mollato oggi dall'elettronica al giro 3. Ripartiamo finalmente, ci mancava il profumo della benzina. Occhio Jonnhy, che hai una muta di cani attaccata agli scarichi: l'ideale per chi artiglia i divani.

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