La Superbike compie 30 anni in un 2017 da urlo

Dal debutto a Donington Park, ai trionfi di Ducati e Aprilia: storia di un campionato per moto vere

di ALBERTO PORTA

La Superbike compie 30 anni in un 2017 da urlo

Quella che inizierà nell’ultimo week-end di febbraio a Phillip Island, Australia, è la trentesima stagione del campionato mondiale Superbike, nato nel 1988 sulle ceneri della preesistente serie iridata TT. La categoria delle moto derivate dalla produzione di serie aveva preso piede negli stati Uniti all’inizio degli anni 70, ma solo dal 1976 venne disputato un intero campionato. Il mondiale prese il via il 3 aprile 1988 a Donington Park, con due gare e classifica cumulativa. Fu Marco Lucchinelli, secondo in gara 1 dietro Davide Tardozzi e primo in gara 2, ad aggiudicarsi il successo assoluto in sella alla Ducati. Primo campione del mondo fu il californiano Fred Merker, che guidava una Honda del team bergamasco Rumi.

Fu subito un successo, gli appassionati potevano vedere in pista le loro moto, le case trovavano in questa competizione una eccezionale vetrina per i loro prodotti. Dopo la doppietta di Merkel, fu la volta del francese Raymond Roche con la Ducati, poi ancora USA con i due titoli di Doug Polen con la Ducati e quello di Scott Russell nel 1993 con la Kawasaki. Nel 1994 cominciò il regno di Carl “The King” Fogarty, che ancora oggi detiene il record di titoli, 4, conquistati tutti con la Ducati tra il 1994 e il 1999, e di vittorie, 59. Mitici i duelli con altri grandi campioni della categoria, come l’australiano Troy Corser, due titoli e record delle pole position, 43. Nel 1997, John Kocinski, già campione della 250, fu il primo pilota della storia ad aggiudicarsi un titolo sia nel motomondiale che in Superbike, imitato poi in seguito dal solo Max Biaggi. Per anni la torta se la divisero americani, britannici e australiani, ed il successo planetario arrivò con la rivalità tra Colin Edwards e Troy Bayliss, che si divisero il tifo degli appassionati. Tra di loro riuscirono ad infilarsi Neil Hodgson e James Toseland, entrambi inglesi, mentre l’impresa non riuscì ad un fenomenale giapponese che regalò infinite emozioni, Noriyuki Haga. Dopo il mordi e fuggi dell’americano Ben Spies, dominatore nel 2009, sono saliti alla ribalta i piloti latini, Max Biaggi e Carlos Checa, campioni con Aprilia e Ducati. Tra il 2010 e il 2014, la casa veneta ha conquistato 7 titoli mondiali, 3 tra i piloti con Biaggi (2) e Sylvain Guintoli, e 4 tra i costruttori. La Kawasaki è tornata a vincere un mondiale dopo vent’anni nel 2103 con Tom Sykes, e ha dominato le due ultime stagioni con Jonathan Rea. Nel mondiale costruttori la Ducati vanta ben 17 corone, contro le 4 di Aprilia e Honda, le due di Kawasaki. Ci sono poi Yamaha e Suzuki con un titolo a testa. Per quanto riguarda i piloti, gli Stati Uniti possono vantare 6 campioni (9 titoli), la Gran Bretagna 5 (10 titoli), la Francia 2, l’Italia 1 (2 titoli) e la spagna 1.

La Superbike ha visitato circuiti in tutto il mondo; i più frequentati sono Phillip Island, Misano, Assen, Monza e Sugo. Nel 2017 si presentano in pista 21 piloti di 11 nazionalità diverse, con prevalenza inglese (5) e italiana (4). Sette sono i campioni del mondo di varie categorie. Sette sono le marche rappresentate: Kawasaki (7), Ducati (3), Yamaha (3), Aprilia (3), Honda (2), BMW (2) e MV Agusta (1).

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