
E' un Marcello Lippi a testa bassa quello che commenta il ko azzurro contro la Seleeçao. "Il Brasile è una delle squadre più forti del mondo e noi ci siamo presentati in condizione non brillante. Siamo fuori e ci dispiace molto ma il nostro cammino prosegue", ha detto il ct. Poi una polemica: "Dall'esterno devono stare calmi e non spingere con i giovani, perché ci vuole personalità, esperienza, una certa abitudine a certe partite".
E ancora: "Questo è quello che possiamo fare adesso. E ho detto adesso. Non vuol dire che anche in futuro sarà così. Certo ora non ci meritavamo di più. Andiamo in vacanza e riordiniamo le idee".
Lippi, comunque, difende la sua squadra. "C'è sempre stata la reazione, la voglia di reagire, l'atteggiamento giusto, perché questa squadra ha un'anima un cuore, ma contro certi avversari questo non basta. Non abbiamo fatto male, abbiamo fatto un po' poco, ma evidentemente in questo momento siamo in grado di fare questo. Questo è il nostro limite attuale", ha ammesso.
Il commissario tecnico ha sperato sino all'ultimo nella qualificazione: "Le circostanze potevano farci passare il turno ma rimaneva questo giudizio. A dire il vero io pensavo ancora alla qualificazione, bastava un gol da parte nostra e nella negatività del risultato poteva starci la positività del passaggio del turno, ma onestamente in questa Confederations non ci meritavamo di più".
BUFFON: "FIGURA PESSIMA"
''E' giusto uscire: dobbiamo meritarci le cose senza aspettare aiuti dagli altri. E' stato meglio così, perché siamo in un momento delicato e non siamo competitivi''. L'analisi a caldo di Italia-Brasile fatta da Gigi Buffon è impietosa: il portiere azzurro non cerca scuse e spiega che ''quando facciamo pressing e mettiamo l'anima siamo una grande squadra, ma senza queste caratteristiche diventiamo vulnerabili. Tenete comunque conto che Cannavaro non si allenava da un mese e mezzo e che Gattuso tornava dopo sette''. Ma ora è il momento di cambiare aprendo la nazionale ai giovani? ''C'è voglia e speranza che i nostri giovani facciano un salto di qualità per darci una mano - è la risposta di Buffon - ma bisogna capire che giocare con la maglia dell'Italia in queste partite non e' come giocare in campionato, non è facile, perché ci vuole esperienza e personalità. E poi a onor del vero non vedo in giro tanti nomi di giovani per darci il cambio, forse anche perché il nostro campionato negli ultimi anni è diventato più modesto e meno competitivo".
CANNAVARO: "FA MALE"
"Usciamo con due sconfitte di fila e questo ci fa male". Fabio Cannavaro non cerca scuse per la bruciante sconfitta contro i "pentacampeao" del Brasile. "Siamo venuti qui per provare alcune cose, far fare esperienza a dei ragazzi, ma questa Confederations non deve farci perdere di vista il nostro obiettivo che è la qualificazione ai Mondiali, poi l'hanno prossimo vedremo", ricorda il capitano azzurro. "Noi dobbiamo ricominciare a pensare a noi stessi, alle nostre caratteristiche e portarle avanti. Adesso parlare di rinnovamento o di cose strane non è il caso, vediamo cosa dice il campionato e poi il mister farà le sue scelte".
ABETE: "TROPPO BRUTTI"
''Siamo stati troppo brutti, la sconfitta è meritata ed è giusto uscire da questa Confederations Cup''. E' duro il commento del presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete. ''Abbiamo giocato a ritmi troppo bassi - ha continuato - . Dobbiamo fare tesoro da questa eliminazione e recuperare un gap di competitività significativo. Ma non bisogna commettere l'errore di fare il processo a quei giocatori che ci hanno dato il Mondiale, per molti non è un problema di età, ma di condizione atletica''.
ZAMBROTTA: "VOLTIAMO PAGINA"
"Il fatto è che nella prima parte di queste gare abbiamo subito troppo, con gli Stati Uniti come con l'Egitto e con il Brasile". Gianluca Zambrotta non nasconde la sua amarezza. "Però siamo venuti fuori dopo - continua il difensore azzurro - e potevamo fare qualche gol in più. Ora voltiamo pagina e aspettiamo le prossime partite". Consapevoli che un ciclo, quello magico di Berlino, è finito? "Non spetta a me dire se il ciclo è finito, io sono a disposizione: ho già detto che a 32 anni non mi sento vecchio... E' un periodo che non gira bene, ma le valutazioni deve farle Lippi, ora noi dobbiamo solo ripartire". E come si fa dopo un 3-0 dal Brasile? "Il calcio è anche questo, bisogna rialzarsi...".
TONI: "IL PROBLEMA NON E' GIOVANI O VECCHI"
"Abbiamo fatto una figuraccia". Sintetico, ma efficace Luca Toni. "E' tutta la Confederations Cup che molti di noi non sono al meglio - ha spiegato l'attaccante - . Quando proprio non riesci a fare certe cose... Adesso dobbiamo rimboccarci le maniche e presentarci in una condizione migliore. Il ciclo dei campioni del mondo è finito? Lo dicono sempre, ma qui c'erano dieci giocatori nuovi rispetto al Mondiale. I problemi non sono questi, non è una questione di giovani e vecchi... E' che dobbiamo stare tutti bene, fisicamente e mentalmente".
21 giugno 2009