Confederations Cup: la storia

Dal 1992 al 2005. I vincitori e i protagonisti

Ronaldo nel 1997

La prima edizione della Confederations Cup si svolse nel 1992 in Arabia Saudita. Un'edizione a scartamento ridotto, con solo quattro squadre ai nastri di partenza: Argentina, Arabia Saudita, Usa e Costa d'Avorio. L'Albiceleste, campione del Mondo due anni prima in Italia, ebbe vita facile. Si giocò a ottobre, racchiusa in cinque giorni totali. Il ct Basile poteva contare su una formazione troppo più forte degli altri: Batistuta, Simeone, Caniggia e Redondo, tanto per fare alcuni nomi. Con un 4-0 agli africani e un 3-1 ai sauditi, la Confederations finì in Sudamerica. Terzi si piazzarono gli Usa e quarta la Costa d'Avorio.

Flavio Conceicao nel 1997

Anticipata di un anno, la seconda edizione si svolse nel 1995 sempre in Arabia Saudita. Le partecipanti salirono a quota sei, suddivise in due gironi. Da una parte Danimarca, Messico e Arabia Saudita. Dall'altra Argentina, Giappone e Nigeria. L'intera competizione si giocò a gennaio, nel giro di una setimana. Le vincenti dei due gironi, Danimarca e Argentina, si giocarono il trofeo. Vinsero i danesi 2-0 (a segno Michael Laudrup e Rasmussen). In campo c'erano anche Brian Laudrup, Chamot, Javier Zanetti, Crespo (in realtà rimase in panchina per tutti i 90 minuti), Ortega, Batistuta e Rambert (l'Avioncito nerazzurro). Terzo finì il Messico, quarta la Nigeria. Capocannoniere della manifestazione con 3 reti fu il messicano Luis Garcia che giocò anche in Spagna con Atletico Madrid e Real Sociedad.

Nel 1997 si ebbe il dominio brasiliano. Si giocò ancora in Arabia Saudita, a dicembre. Difficile pensare di fermare una formazione composta da Dida, Roberto Carlos, Cafu, Dunga, Denilson, Ronaldo e Romario. Finalmente 8 squadre: Brasile, Australia, Messico, Arabia Saudita, Repubblica Ceca, Uruguay, Emirati Arabi e Sudafrica. La finale fu a senso unico, con il Brasile che schiacciò i canguri 6-0 dopo che nel girone eliminatorio finì con un sorprendente 0-0. Romario segnò 7 gol in 5 partite, Denilson fu eletto giocatore del torneo. A Repubblica Ceca e Uruguay le briciole del podio.

 

Il trionfo del Messico nel 1999

Quella del 1999 fu un'edizione messicana. In tutti i sensi. Vinsero infatti i padroni di casa guidati da Lapuente e dal suo offensivo 3-4-3. Campos in porta, il solido Claudio Suarez in difesa e la coppia Blanco-Hernandez davanti erano i perni dei Tricolores. Edizione estiva, a cavallo tra luglio e agosto. Parteciparono anche Arabia Saudita, Bolivia, Egitto, Brasile, Usa, Germania e Nuova Zelanda. La finale allo stadio Azteca (110 mila persone) finì 4-3 per il Messico contro il Brasile. Sette gol in 63 minuti e poi oltre venti di sofferenza per il pubblico locale. C'era anche Ronaldinho (miglior giocatore del torneo), capocannoniere con 6 gol insieme al saudita Al Otaibi e a Blanco. Terzi gli Usa e quarta l'Arabia Saudita. 

Nel 2001 si gioco in Corea e Giappone e vinse la Francia. Forse l'ultimo acuto del gruppo Mondiale ed Europeo. Senza Barthez e Zidane, ma con Wiltord, Desailly, Vieira e un sorprendente Carriere a centrocampo. Si giocò tra maggio e giugno. Oltre ai Galletti c'erano anche Australia, Corea, Messico, Giappone, Brasile, Camerun e Canada. La finale (derby in panchina fra Lemerre e Troussier, ct nipponico) tra Francia e Giappone fu decisa da un gol di Vieira. Il Brasile fu sconfitto nella finalina addirittura 1-0 dall'Australia con gol di Murphy.

La gioia francese del 2001

Nel 2003 arriva il bis della Francia, padrona di casa. Il successo di una Nazione schiaffeggiata l'anno prima al Mondiale nippocoreano (zero successi e zero gol fatti nel girone). Si giocò nel cuore di giugno. E' stata l'edizione segnata dalla morte di Foe. La finale fu proprio tra francesi e Camerun, a Saint Denis. Decise un gol di Herny (re dei bomber con 4 centri e miglior giocatore assoluto) nei supplementari. Le altre partecipanti erano Giappone, Turchia (terza alla fine), Usa, Brasile, Nuova Zelanda e Colombia (quarta).

La storia si chiude nel 2005, con l'edizione tedesca. Vinse il Brasile contro l'Argentina. Una superfinale che mantenne le attese solo sulla carta. Finì 4-1 per i Verdeoro. Parteciparono anche Tunisia, Germania (terza), Australia, Grecia, Giappone e Messico (quarto). A Francoforte Adriano (doppietta), Kakà e Ronaldinho annientarono l'Argentina di Aimar. L'Imperatore fu il capocannoniere della manifestazione e il miglior giocatore. Sembra passato un secolo... in realtà solo 4 anni.

8 giugno 2009

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