La prima edizione della Confederations Cup si svolse nel 1992 in Arabia Saudita. Un'edizione a scartamento ridotto, con solo quattro squadre ai nastri di partenza: Argentina, Arabia Saudita, Usa e Costa d'Avorio. L'Albiceleste, campione del Mondo due anni prima in Italia, ebbe vita facile. Si giocò a ottobre, racchiusa in cinque giorni totali. Il ct Basile poteva contare su una formazione troppo più forte degli altri: Batistuta, Simeone, Caniggia e Redondo, tanto per fare alcuni nomi. Con un 4-0 agli africani e un 3-1 ai sauditi, la Confederations finì in Sudamerica. Terzi si piazzarono gli Usa e quarta la Costa d'Avorio.

Anticipata di un anno, la seconda edizione si svolse nel 1995 sempre in Arabia Saudita. Le partecipanti salirono a quota sei, suddivise in due gironi. Da una parte Danimarca, Messico e Arabia Saudita. Dall'altra Argentina, Giappone e Nigeria. L'intera competizione si giocò a gennaio, nel giro di una setimana. Le vincenti dei due gironi, Danimarca e Argentina, si giocarono il trofeo. Vinsero i danesi 2-0 (a segno Michael Laudrup e Rasmussen). In campo c'erano anche Brian Laudrup, Chamot, Javier Zanetti, Crespo (in realtà rimase in panchina per tutti i 90 minuti), Ortega, Batistuta e Rambert (l'Avioncito nerazzurro). Terzo finì il Messico, quarta la Nigeria. Capocannoniere della manifestazione con 3 reti fu il messicano Luis Garcia che giocò anche in Spagna con Atletico Madrid e Real Sociedad.
Nel 1997 si ebbe il dominio brasiliano. Si giocò ancora in Arabia Saudita, a dicembre. Difficile pensare di fermare una formazione composta da Dida, Roberto Carlos, Cafu, Dunga, Denilson, Ronaldo e Romario. Finalmente 8 squadre: Brasile, Australia, Messico, Arabia Saudita, Repubblica Ceca, Uruguay, Emirati Arabi e Sudafrica. La finale fu a senso unico, con il Brasile che schiacciò i canguri 6-0 dopo che nel girone eliminatorio finì con un sorprendente 0-0. Romario segnò 7 gol in 5 partite, Denilson fu eletto giocatore del torneo. A Repubblica Ceca e Uruguay le briciole del podio.

Quella del 1999 fu un'edizione messicana. In tutti i sensi. Vinsero infatti i padroni di casa guidati da Lapuente e dal suo offensivo 3-4-3. Campos in porta, il solido Claudio Suarez in difesa e la coppia Blanco-Hernandez davanti erano i perni dei Tricolores. Edizione estiva, a cavallo tra luglio e agosto. Parteciparono anche Arabia Saudita, Bolivia, Egitto, Brasile, Usa, Germania e Nuova Zelanda. La finale allo stadio Azteca (110 mila persone) finì 4-3 per il Messico contro il Brasile. Sette gol in 63 minuti e poi oltre venti di sofferenza per il pubblico locale. C'era anche Ronaldinho (miglior giocatore del torneo), capocannoniere con 6 gol insieme al saudita Al Otaibi e a Blanco. Terzi gli Usa e quarta l'Arabia Saudita.
Nel 2001 si gioco in Corea e Giappone e vinse la Francia. Forse l'ultimo acuto del gruppo Mondiale ed Europeo. Senza Barthez e Zidane, ma con Wiltord, Desailly, Vieira e un sorprendente Carriere a centrocampo. Si giocò tra maggio e giugno. Oltre ai Galletti c'erano anche Australia, Corea, Messico, Giappone, Brasile, Camerun e Canada. La finale (derby in panchina fra Lemerre e Troussier, ct nipponico) tra Francia e Giappone fu decisa da un gol di Vieira. Il Brasile fu sconfitto nella finalina addirittura 1-0 dall'Australia con gol di Murphy.

Nel 2003 arriva il bis della Francia, padrona di casa. Il successo di una Nazione schiaffeggiata l'anno prima al Mondiale nippocoreano (zero successi e zero gol fatti nel girone). Si giocò nel cuore di giugno. E' stata l'edizione segnata dalla morte di Foe. La finale fu proprio tra francesi e Camerun, a Saint Denis. Decise un gol di Herny (re dei bomber con 4 centri e miglior giocatore assoluto) nei supplementari. Le altre partecipanti erano Giappone, Turchia (terza alla fine), Usa, Brasile, Nuova Zelanda e Colombia (quarta).
La storia si chiude nel 2005, con l'edizione tedesca. Vinse il Brasile contro l'Argentina. Una superfinale che mantenne le attese solo sulla carta. Finì 4-1 per i Verdeoro. Parteciparono anche Tunisia, Germania (terza), Australia, Grecia, Giappone e Messico (quarto). A Francoforte Adriano (doppietta), Kakà e Ronaldinho annientarono l'Argentina di Aimar. L'Imperatore fu il capocannoniere della manifestazione e il miglior giocatore. Sembra passato un secolo... in realtà solo 4 anni.
8 giugno 2009