Ghiraldini: "Ai Mondiali con Mallett"

"Ma vogliamo test match più facili"

Ghiraldini Ap/Lapresse

L'obiettivo è togliere la polvere dai freddi numeri e cercare di organizzare una valutazione complessiva che vada al di là della statistica. Con questo intento abbiamo chiacchierato telefonicamente insieme con Leonardo Ghiraldini, tallonatore del Benetton Treviso e capitano dell'ultima Italia targata Sei Nazioni 2010.

Al di là del sesto posto, qual è il bilancio della campagna?
"Positivo perché abbiamo sviluppato bene il nostro gioco e abbiamo cercato di mettere in pratica il nostro intento. Ovvero quello di giocare di più alla mano. Poi siamo stati sfortunati con gli infortuni. Ed è una questione di destino. Però siamo sempre stati in partita per tutti gli 80 minuti contro ogni avversario (a parte con la Francia). Un aspetto da non sottovalutare perché in passato non accadeva così spesso. Il miglioramento è stato complessivo".

Schematicamente: difesa decisamente su livelli altissimi, attacco con poca fantasia e ritmo anche a causa dell'apnea.
"Sulla difesa sono d'accordo, abbiamo giocato a un livello molto alto. L'unico passaggio a vuoto sono state le sei mete subite dalla Francia. Per quanto riguarda invece la fase offensiva credo che si possa migliorare attraverso la fiducia e un approccio mentale adeguato. Non saremo mai veloci e imprevedibili come Francia e Galles, ma i margini per fare meglio ci sono perché abbiamo segnato anche mete costruite bene e belle da vedere. L'importante è mantenere sempre l'equilibrio che non ti faccia rischiare di prendere una meta ogniqualvolta attacchi".

Inserire ogni tanto sfide con Nazionali dal ranking inferiore può aiutare?
"Lo chiediamo da un po' di tempo anche noi. Il calendario andrebbe rivisto. Perché è emozionante e spettacolare giocare contro Nuova Zelanda, Australia e Sudafrica. Però ogni tanto servirebbero partite in cui provare a giocare di più per migliorare l'aspetto offensivo. L'anno scorso dopo il Sei Nazioni abbiamo affrontato due volte l'Australia, due volte la Nuova Zelanda e una volta il Sudafrica più Samoa nello spazio di cinque mesi. Così è davvero dura. Magari inserire un'europea ci farebbe bene...".

Focus su due fasi di gioco non sviluppate in maniera brillante: maul e touche.
"Sulla prima era una scelta ragionata. Abbiamo deciso di provarne non più di due a partita per via delle interpretazioni arbitrali che rendono difficile l'esecuzione. Però è un discorso che vogliamo assolutamente riprendere. Per quanto riguarda la touche abbiamo faticato un po', ma non perché mancava Parisse. Sergio è un'opzione molto valida, però la touche è una fase di gioco così complessa che necessita una confidenza completa. L'obiettivo è tornare a vincerle tutte".

Alla luce del finale in crescendo della Scozia, come la valutate la vittoria contro di loro?
"Ha un alto valore il successo di Roma. Non era così scontato vincere come qualcuno sosteneva alla vigilia. La Scozia è una squadra in crescita. E il rammarico che ci portiamo dietro è quello di non aver saputo battere l'Inghilterra. Il successo lo meritavamo più noi".

Mallett ha scelto 13/15 in automatico per quasi tutto il Sei Nazioni: mancanza di alternative?
"Nell'ultimo anno il movimento italiano ha mostrato una crescita importante di diversi giocatori. Però credo che il salto dall'Under 20 alla Nazionale Maggiore resti un passaggio delicato. Per questo l'ingresso nella Celtic League è un passo importante. Bisognerà anche gestire tutto il resto del movimento per poi vedere i risultati fra tre, quattro anni. Perché si tratta di giocare a livelli tecnici, tattici e arbitrali per una serie di partite prima di poter gestire le partite della Nazionale Maggiore".

A un anno abbondante dal Mondiale come vedi il panorama internazionale?
"L'emisfero australe continua ad avere un gioco completamente diverso, più veloce, con un ritmo intenso, sempre all'attacco. Ma credo che il gap si sia ridotto con l'Europa. Qui siamo più bravi a gestire, a giocare con intelligenza, a studiare e colpire con razionalità. Questo Sei Nazioni è stato molto competitivo, con una Francia sopra tutti senza dubbio. Bisogna anche tener presente che l'anno prima dei Mondiali viene utilizzato per testare giocatori e sistemi. Le migliori al momento sono Nuova Zelanda, Sudafrica, Australia, la Francia e forse l'Argentina. Sulla quale regna sempre un po' di mistero. Giocano poche volte insieme, ma il loro XV è di valore mondiale. Militano tutti tra Francia e Inghilterra".

Il Mondiale neozelandese l'Italia lo affronterà con Mallett?
"Certo! Noi siamo con lui e con il suo staff. Si respira aria buona nello spogliatoio. Venite a vedere se non ci credete. Leggo anche io di indiscrezioni di possibili sostituti, ma penso siano solo voci infondate. Giocheremo il Mondiale 2011 con Nick e lo faremo al 100%, sicuri della nostra forza e fiduciosi delle nostre potenzialità".

Matteo Brega

22 marzo 201012:43

  • Condividi > 
  • Ok Notizie
  • Microsoft Live
  • Delicious
  • Digg
  • Twitter
  • Facebook
  • Google Bookmark
  • Badzu
  • Reddit
  • Technorati
  • Yahoo Bookmark

I VOSTRI COMMENTI

nessun commento

NOTIZIE CORRELATE