Wimbledon: Federer & Co, i vecchietti terribili

Roger il capofila di una generazione che non vuole mollare il passo

di ISABELLA DALLA GASPERINA
Roger Federer (Ansa)

Non è soltanto Roger Federer l'esponente dell'età che avanza nel tennis che conta. Almeno a guardare i risultati dei primi turni a Wimbledon, dove il quasi 37enne è soltanto il capofila di una schiera di ultra trentenni che continuano a vincere sia contro la Mid che contro la Next Gen.

Troppo "immaturi" per reggere la pressione? O fisicamente troppo fragili? Qualunque sia la ragione, la carica dei ventenni o giù di lì ancora non si vede. E sul tappeto verde del Tempio del tennis tanti giovani e giovanissimi non superano neanche lo scoglio del primo turno, mentre resistono molto meglio i veterani.

Via subito un superfavorito della vigilia come Borna Coric (20 anni e numero 20 Atp, oltre che 15esima testa di serie), fresco vincitore sull'erba di Halle, dove in finale ha avuto la meglio proprio contro Roger Federer. Non riesce a confermarsi neanche il finalista di Parigi Dominic Thiem: il 25enne che al Roland Garros ha chinato la testa solo davanti a Rafa Nadal qui si ritira subito contro il 33enne Marcos Baghdatis, che con l'austriaco fa valere l'estro e l'inventiva della sua racchetta.

E' contro un altro 33enne, per di più parecchio acciaccato negli ultimi tempi, come Stanislas Wawrinka, che cede il 27enne Grigor Dimitrov, semifinalista a Londra nel 2014. Lo svizzero era reduce da un lungo periodo di stop dovuto a un problema piuttosto serio al ginocchio, che lo ha fatto precipitare, lui ex top ten, al numero 225 del seeding. Ma nulla ha potuto il più fresco, ma molto meno solido, tennista bulgaro.

L'erbivoro belga Gilles Muller (35 anni), giustiziere di Nadal nel 2017, non si è fatto sorprendere dal ventenne americano Michael Mmoh, e si presenta al secondo turno anche Ivo Karlovic: il gigante croato, alle soglie dei 40 anni, può ancora contare su un servizio mostruoso che lo tiene a galla più che dignitosamente anche sull'erba di Wimbledon.

Si "salvano", è vero, alcuni tra i più promettenti giovani talenti: non ha problemi a passare il turno Sascha Zverev (21 anni appena), ma neanche il greco Stefanos Tstitsipas o il canadese Denis Shapovalov, entrambi 19enni. E, purtroppo per noi, non ne ha nemmeno il 19enne Alex De Minaur, un Next Gen non tra i più quotati, che però ha avuto la meglio contro il nostro Marco Cecchinato. Insomma qualche conferma di teenager o poco più a Wimbledon si vede. Resta però salda l'impressione che l'esperienza continui a contare parecchio di più della freschezza dei giovanissimi.

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