Wimbledon: Anderson vola in finale, Isner si arrende in un match infinito

Il sudafricano si aggiudica la semifinale più lunga della storia del torneo e aspetta il vincente tra Djokovic e Nadal

Kevin Anderson firma ancora un’impresa al termine di una maratona: dopo aver eliminato Federer il sudafricano bissa il successo approdando alla finale di Wimbledon in un match di 6h36’ contro John Isner. La semifinale, la più lunga della storia del torneo, resta equilibrata fino alla fine, ma nel quinto set Anderson riesce a chiudere i conti sul 3-2 (7-6, 6-7, 6-7, 6-4, 26-24) e ora aspetta il vincente della sfida Djokovic-Nadal.

Il cammino di Anderson fino alla semifinale parla da solo, con Gombos, Seppi, Kohlschreiber e Monfils eliminati prima dell’impresa storica contro Federer. Meno impervio il cammino di Isner, ma contro Madsen, Bemelmans, Albot, Tsitsipas e Raonic lo statunitense ha dimostrato grande solidità cedendo solo tre set dall’inizio del torneo. Alla vigilia tutto faceva pensare a una battaglia e il campo ha mantenuto le aspettative regalando una sfida appassionante e costantemente in bilico. Già nel primo set sono necessari i vantaggi per spezzare l’equilibrio: nessun break fino al sei pari, poi è Anderson a dimostrare di essere nel pieno di un momento magico recuperando dal possibile ko fino all’1-0. Il secondo set racconta un copione identico, senza che nessuno dei due protagonisti ceda mai il servizio e un sostanziale stallo che va avanti rendendo nuovamente determinanti i vantaggi: questa volta è Isner a esultare restituendo il favore. Il risultato torna in assoluta parità sull’1-1.
Nel terzo set la storia sembra ripetersi, ma Anderson trova il break nell’ottavo gioco prendendo il largo. Isner non ci sta e replica immediatamente per le rime impedendogli di scappare. Si arriva nuovamente ai vantaggi che si chiudono ancora a favore dello statunitense per 11-9.

Isner vede vicino il traguardo ma nel quarto set subisce il break che porta avanti Anderson, poi la replica immediata e la possibilità di volare verso la parola fine. Nel nono gioco lo statunitense non tiene però il turno di battuta e spiana la strada al sudafricano che ne approfitta e riporta l’equilibrio chiudendo sul 6-4. 

Nel quinto set Anderson sembra accusare la stanchezza per il secondo lunghissimo match, dopo quello vinto contro Federer, che regala una doppia maratona storica. Non arrivano break fino al sei pari, Isner si può portare a un passo dal successo ma non riesce a trovare la zampata decisiva. La partita prosegue in uno stallo continuo, con il rischio interruzione a gravare tra durata e pioggia.

Il solo quinto set si protrae per quasi tre ore facendo segnare il record per il tempo di gioco complessivo in una semifinale di Wimbledon. Alla fine, al cinquantesimo gioco del quinto set, è Anderson a sfruttare il break decisivo per chiudere i conti sul 26-24 e approdare in finale.

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