Rio 2016: Schwazer "Abbiate rispetto". Donati "Verdetto che ci aspettavamo"

L'allenatore del marciatore azzurro attacca la Iaaf: "Viaggio a Rio beffa per umiliarlo"

Foto Lapresse

"Dovreste avere un po' più di rispetto per le persone". Sono le uniche parole di Alex Schwazer fuori da un bar vicino all'albergo dove risiede a Rio. A parlare il suo allenatore Sandro Donati: "Era un verdetto che ci attendevamo. Abbiamo cercato di dissuadere Alex dalla volontà di andare avanti, ma lui voleva inseguire fino all'ultimo il sogno di correre". Poi attacca la Iaaf: "Questo incredibile viaggio mi sa tanto di beffa studiata per umiliarlo".

"Alex ha un grande talento e qui avrebbe conquistato grandi risultati e invece deve prendere la mannaia sopra la testa - ha incalzato Donati nella conferenza stampa dopo la sentenza del Tas che ha inflitto a Schwazer otto anni di squalifica per doping recependo la richiesta della Iaaf - Vi lascio immaginare che cosa ha significato per noi venire al patibolo, sapendo cosa sarebbe stato. Chi di voi crede realmente che la Iaaf sia diventata un'operazione modello per il boicottaggio ai russi? Ma stiamo scherzando? Questa è la federazione che si è fatta corrompere dai russi. Ora torneremo il prima possibile in Italia - ha aggiunto - Alex ha l'equilibrio per affrontare la vita oltre l'atletica: ci aveva già detto che comunque avrebbe smesso di correre dopo Rio".

A PREMIUM: "UN DELITTO SPORTIVO"

Intervistato da Premium Sport, Sandro Donati, ha rincarato la dose. “Questa sentenza che squalifica Schwazer per otto anni si può definire un ergastolo sportivo? Ma fossero stati anche due anni sarebbe stata la stessa cosa per noi. L’unica sentenza equa doveva essere l’archiviazione perché Alex non si è mai dopato, è una sentenza costruita e gli indizi sono una montagna. Semplicemente noi non abbiamo una telecamera che riprende chi ha manipolato tutto. Vorrei vedere chi può ricostruire una faccenda che ti comunicano con 6 mesi di ritardo: perché noi abbiamo ricevuto la positività il 21 giugno e le analisi erano state fatte il primo gennaio. A quel punto non abbiamo potuto far altro che ricostruire tutto l’insieme trovando molti punti oscuri. E’ stato un ‘delitto perfetto’? Io ho parlato di delitto sportivo, non credo sia stato perfetto perché stanno già emergendo parecchi punti deboli. Uno è emerso anche durante questa conferenza stampa perché uno dei giornalisti presenti si è ricordato di una strana coincidenza temporale molto grave e questa cosa andrà approfondita. Qui si tratta di mettere insieme, con pazienza, tutti i pezzi del puzzle e poi però non farli giudicare da un organismo di giustizia sportiva che segue delle regole particolari e tutt’altro che neutrali, ma dalla giustizia ordinaria”, ha detto.

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