Olimpiadi, la Russia non ci sta: "Dubbi sul rapporto Wada: atleti onesti non paghino colpe non loro"

Nelle ultime due edizioni dei Giochi estivi le medaglie russe sono state 152

Olimpiadi, la Russia non ci sta: "Dubbi sul rapporto Wada: atleti onesti non paghino colpe non loro"

Prendiamo le ultime due Olimpiadi estive, Pechino 2008 e Londra 2012: fatta una semplice somma, le medaglie russe sono 152. Nel dettaglio stiamo parlando di 23 medaglie d'oro, 21 d'argento e 28 di bronzo in Cina (Russia terza nel medagliere alle spalle dei padroni di casa e degli Stati Uniti) e di 23 ori, 24 argenti e 33 bronzi in Gran Bretagna (Russia ai piedi del podio dietro Usa, Cina e Gb). Insomma, un bottino più o meno in linea con la storia dello sport controllato dal Cremlino, pre e post Cortina di Ferro.

Ora, ammesso e non concesso che il livello del movimento russo sia rimasto negli anni sui medesimi standard, ecco che l'esclusione dai Giochi di Rio rimette sul mercato un numero di medaglie che fa inevitabilmente gola a chi in Brasile invece ci sarà: medaglie in buona parte macchiate dal presunto doping di Stato, come evidenziato dal rapporto della Wada, ma anche medaglie pulite che tornano come detto in gioco.

E allora, in attesa della decisione del Cio che arriverà oggi, ecco che il Comitato Olimpico russo prende posizione: "Siamo categoricamente in disaccordo con chi ritiene la possibile esclusione dai Giochi di centinaia di atleti russi puliti un'accettabile conseguenza spiacevole delle accuse presenti nel rapporto Wada". Il Comitato russo mette dunque in dubbio la veridicità del suddetto rapporto e chiede ulteriori indagini "con la partecipazione di tutte le parti coinvolte. Coloro che vogliono realizzare il loro sogno olimpico non devono dipendere dalle accuse infondate o dalle azioni criminali di alcuni individui".

Nel frattempo però il viceministro dello Sport russo Iuri Nagornykh è stato sospeso dall'incarico fino alla fine di un'inchiesta interna sullo scandalo doping. Ieri in tarda serata, fanno sapere le agenzie, il premier Dmitri Medvedev ha firmato l'ordine relativo. Sempre ieri, Putin aveva reagito alla pubblicazione del rapporto Wada promettendo la sospensione temporanea di quei dirigenti pubblici i cui nomi figurano nel documento dell'Agenzia mondiale antidoping.

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