Mondiale 2014: Germania campione, Brasile distrutto. E azzurri a casa: presto e male

Il Mondiale disputato in Brasile passa dallo storico Germania-Brasile 7-1 in semifinale. L'Italia di Prandelli e Balotelli fuori dopo i ko con Costa Rica e Uruguay. La Spagna campione out dopo due partite. Lacrime di Messi sconfitto in finale

Mondiale 2014. La Germania è campione. Il quarto trionfo del calcio tedesco, 1-0 all'Argentina di Messi in finale. E' il Mondiale brasiliano e il Brasile -succede, quando organizza il torneo, com'era accaduto nel 1950- va incontro a una clamorosa disfatta. Stavolta in semifinale: 1-7 contro i tedeschi. E' una sconfitta che non ha eguali nella storia del calcio verde-oro. L'Italia cerca di risollevarsi dopo il flop in Sudafrica: le ambizioni e pure i mezzi non mancano, Balotelli è il simbolo del gruppo azzurro, ma si rotola ancora nell'abisso del girone: Costa Rica e Uruguay ci mandano a casa subito. Terremoto ai vertici del Calcio: dimissioni immediate del ct Prandelli e del presidente Abete. Arriva Tavecchio portando in dote Antonio Conte (bene) e poi Gian Piero Ventura... Beh, sappiamo com'è andata verso i prossimi mondiali: dal male al peggio, nemmeno qualificati. Nota sul calcio spagnolo reduce da due titoli Europei e Campione del Mondo in carica: Spagna eliminata dopo solo due partite, le prime due del girone. Merce da primato. Una crisi all'improvviso del tiki taka che un po' sta passando di moda? Un po' è vero, un po' no. Il calcio spagnolo, oggi detta ancora legge, a livello di club e dunque di Eurocoppe. La Nazionale vedremo. Russia 2018 ci darà il verdetto.

IL MONDIALE RITORNA IN BRASILE, 64 ANNI DOPO
Nel 1950 il Brasile nel Mondiale fatto in casa s'era inabissato nella disfatta del Maracana contro l'Uruguay. Una tragedia nazionale che mai si cancellerà. Poi era arrivato Pelé, e con O' Rey e una Nazionale di fenomeni, tre titoli mondiali, poi un quarto nel '94, il quinto nel 2002 e la voglia -a un certo punto- di cacciare i fantasmi del '50, cercando, e trovando, la strada per organizzare il Campionato del 2014. Ovviamente per vincerli. Con una scelta obbligata della Fifa, che li avrebbe comunque assegnati a un Paese sud-americano (l'ultima volta, Argentina '78) e il ritiro delle due candidature concorrenti, la stessa Argentina e la Colombia. Via libera dunque al Brasile con le mille apprensioni legate ai lavori per i nuovi stadi, alle infrastrutture, al traffico e al tasso di allarme-delinquenza. Poi quando si è cominciato a giocare, si è giocato e basta.

DAL MARACANA DI RIO AL MINEIRAZO DI BELO HORIZONTE: DA AMMATTIRE
I conti col passato, per i brasiliani, sono però un maleficio quasi inevitabile, o senza quasi. I pentacampioni del Mondo si lanciano alla conquista del "loro" mondiale. Passato senza luci, e  nemmeno ombre, il girone c'è il ruvido Cile da oltrepassare: Julio Cesar, Dani Alves, Thiago Silva, Oscar, Luis Gustavo e soprattutto Neymar (il ct è Scolari, già alla guida del Brasile campione 2002) sono gli uomini forti della Seleçao, e  la fatica per superare i cileni solo ai rigori (4-3) è vista senza scosse. I quarti contro la Colombia (2-1) sono più agevole e la semifinale è contro la Germania di Klose, Kroos, Neuer, Khedira, Muller e del ct Loew. Una Nazionale rigenerata e che insegue il ritorno sul trono dal '90, dalle Notti magiche. E a Belo Horizonte va in scena la semifinale più... assurda della storia del calcio mondiale: il folle 7-1 dei tedeschi ai danni di brasiliani che si aggirano sul campo senza sapere perché. Segna Muller dopo 11', poi in sei minuti (dal 23' al 29') le reti di Klose, Kroos, ancora Kroos e Khedira. Mezz'ora, Germania 5-Brasile 0, due gol di Schurrle nella ripresa e la rete di Oscar al 90'. Le lacrime di disperazione e vergogna e quella partita da non crederci trasformano lo stadio di Belo Horizonte nel Mineirazo, così com'era stato ribattezzato il Maracanazo nel '50. "La più grande vergogna della storia", dicono, è questa: dell' 8 luglio 2014.

LA FINALE GERMANIA-ARGENTINA: IL TRIONFO TEDESCO, GLI OCCHI DI MESSI
L'atto conclusivo è una finale già vista: Germania-Argentina. Come nell'86 (successo Albiceleste) e nel '90 (vincono i Panzer). Là c'era Maradona, qui c'è Lionel Messi che coi tedeschi ha un conto in sospeso, lo 0-4 ai quarti di finale nel Mondiale 2010. Con la Pulce, ci sono Higuan e Palacio, Mascherano e Lavezzi. La scuola tedesca è ripartita col Progetto-Duemila, mirabile cura dei settori giovanili, struttura delle Nazionali uniformate a un modello, tre mondiali (gli ultimi tre) andati di traverso per un niente nel momento decisivo: è l'occasione per emergere. La finale di Rio è molto tesa e molto frenata. Higuain sbaglia un quasi-gol, Howedes coglie un palo, Palacio incespica sul pallone fatale, Schurrle sfiora la rete. Si va ai supplementari, si pensa ai rigori. Klose esce, coi muscoli senza energie. Entra Goetze e al 113' compie il prodigio: dalla panchina al gol che vale il trionfo. Quel che accade poi, fra i tedeschi, è immaginabile. La faccia di Lionel Messi, alla fine, è il ritratto della disperazione: al nuovo Maradona manca -maledettamente- il Mondiale per sentirsi degno dell'eredità di Diego. Il prossimo chissà.

PRANDELLI, BALOTELLI E CASSANO: L'EUROPEO 2012 CI RENDE FELICI
Il Mondiale 2010 si è chiuso col clamoroso flop del Lippi-bis: fuori dopo il primo turno. Lippi aveva già comunicato, prima dell'avventura in Sudafrica, che comunque non sarebbe rimasto sulla panchina della Nazionale, tant'è che già il 30 maggio 2010 la Federcalcio ha deciso, e annunciato, il nuovo ct: Cesare Prandelli. Prandelli è un tecnico molto apprezzato: dopo cinque stagioni alla Fiorentina, il primo luglio è seduto al suo posto di commissario tecnico, chiama Balotelli e Cassano per la Nazionale che sarà, prende atto dell'addio di Cannavaro e Gigi Buffon diventa il capitano, prepara l'Europeo e l'Europeo 2012 è un bel modo di viverlo. L'Italia arriva fino alla finalissima, battendo la Germania in semifinale 2-1 con due super-gol di Balotelli e smarrendosi in finale contro la formidabile Spagna causa un tracollo fisico (leggi infortuni) collettivo: ko Chiellini, Montolivo, Thiago Motta e Cassano, azzurri in dieci nell'ultima mezz'ora. Il secondo posto all'Europeo è un magnifico propellente per mettere a punto l'avventura verso i Mondiali in Brasile.

L'ILLUSIONE E IL TRACOLLO: IL MONDIALA AZZERA ANCHE LA FEDERCALCIO
Il Mondiale brasiliano lo si vive inseguendo il tormentone-Balotelli: è lui l'uomo-simbolo della grande speranza azzurra, Prandelli lo pone al centro del progetto, la squadra non lo sopporta granché a causa del suo modo di essere, in campo e fuori, ogni parola in chiave-Nazionale finisce per coinvolgere il grado di maturità/immaturità di Super-Mario e quei gol al'Europeo 2012 sono la parte che ci conforta, e ci fa sperare. Il girone di qualificazione lo si supera agevolmente (Danimarca, Repubblica Ceca, Bulgaria, Armenia e Malta), il Mondiale comincia col botto: 2-1 all'Inghilterra, la squadra più temuta. Le altre sono Costa Rica e Uruguay. Ma proprio contro le due sudamericane accade quello che non ti aspetti. Lo 0-1 col Costa Rica è una dannazione inspiegabile, la squadra è come parallzzata e incapace di costruire palle-gol. Lo 0-1 con l'Uruguay è l'atto finale. Italia va a casa e subito dopo la partita ci sono le dimissioni di Cesare Prandelli ("sono il responsabile di questa sconfitta è giusto che me ne vada") e anche del presidente della Figc Giancarlo Abete ("è fallito il progetto"). Si apre l'era Tavecchio...

IL MORSO DI SUAREZ A CHIELLINI E UN ALTRO MORENO: RODRIGUEZ, DOPO BYRON
L'atto finale, Italia-Uruguay 0-1, è l'immagine di un episodio sconcertante: ovvero il morso di Luis Suarez (allora al Liverpool) a Chiellini, un morso alla spalla del difensore italiano, lo sguardo allibito e doloroso dello juventino che mostra all'arbitro la ferita, la scena dell'attaccante che finge di aver subito una botta ai denti. L'arbitro non vede e non prende provvedimenti, la Fifa dopo 24 ore mette a punto la mega-sanzione. Suarez cancellato dal Mondiale, 4 mesi di squalifica da tutte le competizioni, stop per 9 gare internazionali con l'Uruguay. Torna in campo col Liverpool a ottobre 2014 e con la Nazionale dopo 23 mesi. L'arbitro della partita come si chiama? Rodriguez Moreno, un quasi omonimo del direttore di gara del Mondiale 2002 che espulse Totti. In questa partita, non espelle Suarez e per contro a metà della ripresa mostra il cartellino rosso a Marchisio. Raccontano che l'arbitro (messicano) abbia il "rosso facile". Purtroppo è toccato a noi, ma nessuno nel mondo azzurro dopo se ne lamenta.

LA SPAGNA PLURICAMPIONE STABILISCE UN RECORD: NEGATIVO
A far clamore in quel mondiale, a parte il 7-1 di Germania-Brasile che non ha concorrenti, c'è il buio totale che circonda la Nazionale più attesa e anche più favorita, ovevro la Spagna fresca reduce da due titoli europei e uno mondiale. Nel girone con Olanda, Cile e Australia, le Furie Rosse stabiliscono un primato: dopo solo due partite sono già sicure dell'eliminazione, ed è la prima volta che accade alla squadra campione in carica. L'esordio è uno choc senza pari: Olanda-Spagna 5-1. Poi Cile-Spagna 2-0. Un crollo improvviso, Iniesta, Xavi, Busquets, Piquè, Diego Costa, Casillas, Sergio Ramos e il ct Del Bosque sono quelli che hanno sempre vinto. Non ci sono scuse, e nemmeno spiegazioni. Vecchi? Un po' invecchiati sì, ma non abbastanza: in fondo molti di loro li stiamo ammirando ancora.

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