La Juve eguaglia se stessa: 5 scudetti di fila, altro Quinquennio d'oro

Come già accaduto tra il 1930-1931 e il 1934-1935, i bianconeri vincono cinque campionati di fila. Anche l'Inter tra il 2006 e il 2010, ma ci fu Calciopoli

di LUCIANO CREMONA

La Juve eguaglia se stessa: 5 scudetti di fila, altro Quinquennio d'oro

Cinque scudetti di fila, come nel Quinquennio d'oro (dalla stagione '30-'31 a quella '34-'35). La Juve eguaglia se stessa e per la seconda volta nella storia della Serie A vince il campionato per la quinta volta consecutiva. Un primato condiviso anche con l'Inter, che di scudetti ne ha infilati cinque dal 2006 al 2010, con il primo, quello 2005-2006, conquistato a tavolino dopo Calciopoli e le penalizzazioni inflitte a Juventus e Milan.

Buffon, Chiellini, Caceres, Marchisio, Barzagli, Bonucci, Padoin e Lichtsteiner. Sono questi gli otto pentastellati, gli otto sempre presenti in questa epopea bianconera iniziata da Antonio Conte e proseguita da Massimiliano Allegri. Nomi che resteranno impressi nella memoria bianconera per anni (ok, Caceres e Padoin in minor misura, ma non azzardatevi a snobbare soprattutto Padoin, uomo spogliatoio e simpatia in casa Juve).

Come ancora oggi vengono ricordati Combi, Rosetta, Caligaris, Orsi, Cesarini, Borel, Ferrari e quel Carlo Carcano condottiero nella prima metà degli anni Trenta. Era la Juve degli Agnelli, fino ad allora aveva conquistato solo due scudetti. Il presidente Edoardo Agnelli e il suo vice, il barone Giovanni Mazzonis, scelsero Carlo Carcano, allora allenatore dell'Alessandria, per dare il via ad un progetto senza precedenti. Basato, allora come oggi, su un portiere storico: Gianpiero Combi, titolare dal 1921 al 1934. Il pacchetto arretrato, con Rosetta e Caligaris e quel "metodo" proposto da Carcano, grande innovatore in opposizione al più utilizzato WM, consentirono ai bianconeri di instaurare una vera e propria monarchia: '30-'31 (Roma seconda), '31-'32 (Bologna secondo), '32-'33 (Inter seconda), '33-'34 (Inter seconda), '34-'35 (Inter seconda).

Un quinquennio storico, nel quale sono transitati nomi che hanno fatto la storia bianconera ma anche della nazionale di Pozzo, campione del mondo nel 1934. Luisito Monti, oriundo arrivato sovrappeso e poi trascinatore della Juve e dell'Italia, ma anche "farfallino", Felice Borel (29 gol nel '32-'33, 31 nel '33-'34). L'epopea si chiuse con il successo del 1935, arrivato dopo l'allontanamento di Carcano a stagione in corso e conclusa da Gola. Il regime premeva e i "motivi personali" usati per spiegare l'addio nascondevano insofferenza e timore per lo status dell'allenatore, omosessuale.

Altri tempi, riproposti ora dalla nuova Juve: sempre marchiata Agnelli, sempre con una forte connotazione italiana e con grandi difensori. E allora Buffon (che con il conto degli scudetti arriva a 7, anche se il portiere ne "sente" 10, con i due revocati e il campionato di B), Chiellini, Caceres, Marchisio, Barzagli, Bonucci, Lichtsteiner e Padoin. Nella storia ci sono soprattutto loro.

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